Nuove norme sul riposo degli autisti, scatta lo sciopero nazionale

Il 14 gennaio sciopero del settore autotrasporto merci, contro le nuove norme europee. "Più fatica, meno concentrazione, più difficoltà di recupero, meno sicurezza sulle strade"

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Non più riposi garantiti, ma tempi di “fermo” dal lavoro concentrati anche dopo tre settimane di lavoro continuo. Le modifiche alle norme sono previste dalla Commissione Europea e hanno messo in agitazione i lavoratori del settore trasporto e logistica.

Per questo i sindacati confederali dei trasporti – Cgil, Cisl e Uil – hanno proclamato uno sciopero di tutto il settore autotrasporti merci per il 14 gennaio, per l’intera giornata, da mezzanotte a mezzanotte.

“Il prossimo 10 gennaio – si legge nel comunicato diffuso dai confederali – la Commissione Trasporti Europea voterà l’intesa del Consiglio dei Ministri dei Trasporti Ue sul Mobility Package. Dobbiamo fermare ogni modifica del regolamento 561/06 perché il rischio che corrono i conducenti sui mezzi pesanti è quello di veder peggiorare le proprie condizioni di vita e di lavoro. La modifica al regolamento prevede infatti la possibilità di distribuire in modo squilibrato i tempi di guida e di riposo, con la concentrazione del riposo lungo nella quarta settimana determinando perciò un allungamento dei tempi di lavoro nelle prime tre settimane”.

È un tema importante perché il trasporto merci – nell’economia globalizzata e con l’aumento esponenziale degli acquisti online – assume una rilevanza che cresce di mese in mese. Secondo i lavoratori le nuove norme produrranno più fatica, meno concentrazione, più difficoltà di recupero, “riducendo la sicurezza per tutti gli utenti della strada”. I sindacati avevano già promosso uno sciopero nella primavera del 2017 e si riservano una seconda giornata di astensione dal lavoro per 24 ore, a livello territoriale.

In generale i sindacati chiedono “il ridimensionamento dei carichi di lavoro, un orario di lavoro chiaro con una decisa riduzione della flessibilità e del lavoro straordinario, un percorso che porti alla sottoscrizione di un Accordo Quadro di Filiera, con il coinvolgimento del Committente Amazon, che dia le medesime garanzie a tutti i lavoratori a prescindere dalla Società di appartenenza; un graduale, ulteriore miglioramento delle condizioni salariali. Questa è una Filiera virtuosa e gli enormi utili prodotti devono vedere un forte investimento sul capitale umano rimettere in discussione attraverso tavoli Sindacali un’organizzazione anarchica del lavoro con un monitoraggio costante e le dovute tutele un intervento deciso in merito alla Sicurezza sul Lavoro: i ritmi frenetici e gli eccessivi carichi mettono costantemente a rischio la sicurezza dei Drivers e aumentano incidenti e multe che ricadono sui lavoratori e sulle retribuzioni”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 gennaio 2019
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