“Un giorno tornerò in Italia ma Londra è una città pazzesca, nonostante la Brexit”

Lavinia ha vissuto a Gavirate fino ai 17 anni prima di partire e diventare ufficialmente una "varesina all'estero". La sua è una storia di successo che oggi l'ha portata a lavorare nel marketing all'interno di una compagnia inglese

lavinia giulia franzetti

Lavinia ha 29 anni, è nata a Varese e in città ha frequentato la Scuola Europea.  Poi ha scelto di partire e dopo essere stata in giro per il mondo si è stabilita a Londra.

Varesini all'estero

Lavinia ha vissuto a Gavirate fino ai 17 anni prima di partire e diventare ufficialmente una “varesina all’estero”. La sua è una storia di successo che oggi l’ha portata a lavorare nel marketing all’interno di una compagnia inglese. Non manca, nel suo racconto, un accenno alla Brexit.

Ecco il suo racconto.

Mi sono trasferita in Inghilterra per caso: la mia migliore amica è metà inglese e ha sempre voluto andare lì dopo la scuola così anche io mi sono lasciata affascinare.

L’idea di lasciare il mio paese e studiare in una lingua diversa mi spaventava ma ha vinto la mia curiosità. Ho passato 3 anni a Birmingham, godendo di un insegnamento molto pratico e basato su ricerca di gruppo e personale, con professori di altissimo livello. Poi ho fatto un anno in Australia dove ho studiato marketing e comunicazione.

I miei 4 anni universitari, probabilmente perchè fuori casa, sono stati anni di scoperta e crescita personale rapidissimi: mi sono confrontata con realtà internazionali e situazioni decisamente fuori dalla mia comfort zone.

Mi sono poi trasferita a Madrid per amore, e ho lavorato per due anni in una startup (al tempo) chiamata Ticketbis, che poi è stata acquisita da Ebay – un’esperienza, ed un capo che mi hanno segnata positivamente per il resto della mia carriera. Ho imparato a trovare soluzioni, con energia costante: cosa che ho scoperto essere il fulcro di un successo professionale.

Spinta dalla voglia di sperimentare il mondo “big corp” mi sono poi spostata a Londra, dove per quattro anni sono cresciuta a Mindshare, una delle agenzie più importanti di pubblicità mondiali, come Digital Director. Lí ho imparato a pensare strategicamente: a inserire soluzioni in un contesto, assicurando il raggiungimento di un particolare obiettivo. Ho imparato a gestire team grandi e aspettative alte da clienti importanti.

Ho poi preso una pausa di un paio di mesi, viaggiando per l’Asia, come si suol dire, alla “scoperta di me stessa”, e seppur molto ambiziosa come premessa, penso di aver conosciuto molte parti di me che prima non consideravo.

Sono poi tornata a Londra, con la volontà di lavorare per un marchio che mi facesse innamorare: ed ho trovato Gousto, che vende recipe boxes (un abbonamento settimanale di ingredienti e ricette da cucinare in casa) in Inghilterra. A noi italiani piacerà sempre il cibo!

Ora sono a Gousto da quasi due anni, dirigo tutta la parte Marketing and Growth, ho costruito un team pazzesco di talenti e sono parte del gruppo direttivo della compagnia: un’esperienza tanto impegnativa quanto gratificante.

Londra è una città meravigliosa: vivo a Fulham con il mio fidanzato, quartiere nel sud di Londra e amo passeggiare sul fiume, da Hammersmith a Putney. A Londra non ci si annoia mai: molte persone la descrivono come troppo “agitata”. Io la considero magica, e magnetica. È una di quelle cittá che ti fa credere che (quasi) tutto sia possibile, e le opportunità sia culturali che di intrattenimento sono infinite. Si pensa che il cibo non sia buono, ma la scelta è enorme e di ottima qualità: chiaramente ad un prezzo diverso di quello di casa.. Conosci persone incredibili e a volte ti trovi in situazioni bizzare!

Ho vissuto brexit molto da vicino e sicuramente mi sento a volte un po’ scomoda nel vivere e lavorare in e per un paese che ha scelto misure più severe di accoglienza verso gli stranieri: non si sa bene cosa succederà, c’è molta incertezza. Posso comunque affermare che il sindaco di Londra attraverso le campagne mediatiche e le sue dichiarazioni, e l’ambiente internazionale che frequento sia lavorativamente che personalmente di certo mi rassicura e mi fa sentire ben accolta.

Amo il mio lavoro, e lavorare in generale: credo molto nello sviluppo di una cultura lavorativa motivante, trasparente, ambiziosa, empatica. Se passi la maggior parte della tua vita lavorando, penso tu abbia l’obbligo di renderlo una delle esperienze più formative e divertenti possibile, e ho la fortuna di dire che per me è cosí. All’Inghilterra, alla Spagna ed alle persone conosciute in questi paesi devo moltissimo: mi hanno accolta, aiutata, rimproverata, incoraggiata. Spero però, un giorno, di tornare in questo paese che per me è ancora casa, l’Italia, dove la mia bellissima famiglia e moltissimi amici risiedono ancora, che sono le colonne portanti della mia vita.


In un recente articolo abbiamo scritto di come siano oltre 55mila i varesini che si sono trasferiti all’estero. Proprio come con Lavinia ci piacerebbe raccontare, per quanto possibile, chi siano, di cosa si occupano e dove si trovano là fuori nel mondo. Se vivete all’estero e vi piacerebbe mettervi in contatto con noi potete compilare questo modulo, vi contatteremo al più presto. Abbiamo anche aperto un gruppo Facebook per tenerci in contatto, lo trovate qui.

di tomaso.bassani@varesenews.it
Pubblicato il 11 gennaio 2019
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Commenti

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  1. Scritto da Felice

    In ogni caso le condizioni per tornare in Italia ci sono….quantomeno in una determinata zona d’Italia….il resto del paese deve ancora vivere una rivoluzione culturale e mentale che non è mai iniziata.

    https://milano.repubblica.it/cronaca/2019/01/11/news/milano_citta_dell_anno_2019_wallpaper_design_award_batte_shanghai-216326760/

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