L’ultimo saluto a Paolo Dini, che ha portato Masnago nel mondo con Paul&Shark

Istituzioni, politica, lavoratori dell'azienda hanno riempito la cripta per l'ultimo saluto. Riposerà nel cimitero di Masnago, a pochi passi dall'azienda

I funerali di Polo Dini, patron di Paul & Shark

La cripta della chiesa della Brunella era strapiena per i funerali di Paolo Dini, il patron della Paul & Shark.

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Ai funerali c’erano moltissime persone: parenti, amici, lavoratori dell’azienda. Tutti hanno riempito fino all’inverosimile la cripta della chiesa Brunella, a Varese, per dargli l’ultimo saluto.

Addio a Paolo Dini, fondatore del Maglificio Dama e del marchio Paul&Shark

C’era innanzitutto, il presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana: in questo caso non tra le autorità ma tra i parenti acquisiti, essendo marito della figlia Roberta. Ma c’era anche il sindaco di Varese Davide Galimberti, e il consigliere regionale Marco Colombo. Ma c’era anche Gianni Spartà, che ha scritto la biografia della sua vita e la storia dell’azienda chimaandola significativamente “Paul & Shark, una storia italiana”.

A salutare i tanti intervenuti, in una bella giornata di sole, soprattutto il figlio Andrea, ora alla guida della società come presidente e Amministratore delegato, e sua sorella Roberta. Dopo l’ultimo saluto, Paolo Dini riposerà nel cimitero di Masnago, a pochi passi dalla sua azienda.

PAOLO DINI, CHE FECE DIVENTARE MASNAGO “AMERICANA”

A capo da sempre del Maglificio Dama, una delle più importanti realtà dell’industria tessile varesina, ma soprattutto un marchio noto in tutto il mondo come Paul&Shark, Paolo Dini ha saputo creare una multinazionale partendo da una via di Masnago, dove ancora ora c’è la sede dell’azienda e dove c’è uno outlet noto in tutto il mondo, insieme alla moglie Marzia.

La storia della Paul and Shark infatti nasce nel 1957 quando il padre di Paolo, Gian Ludovico Dini da Lucca rileva il  “Maglificio Dacò”, fondato nel 1921 ma in cattive acque, e lo fece diventare Dama S.p.A., la cui intera produzione avveniva all’interno dell’azienda ed era destinata anche alla moda internazionale grazie alle collaborazioni con Christian Dior e Balenciaga.

A farla diventare una multinazionale, da molti creduta come americana, fu invece proprio Paolo, negli anni ’70: lui, figlio maggiore, durante un suo viaggio nel Maine, scoprì una vecchia vela da lavoro utilizzata sui clipper verso la fine del XVIII secolo. La scritta diceva: Paul&Shark: Paolo e lo squalo, un segno del destino che li ha portati ad avere oltre 150 punti vendita in tutto il mondo, da Mosca ad Hong Kong.


di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 febbraio 2019
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