Kéramos: l’arte ceramica di Tino Sartori a Maccagno

“Kéramos: sospensione silenziosa di segni e simboli” è il titolo della nuova mostra delle opere di Tino Sartori ospitata al Museo Parisi Valle

La mostra di Tino Sartori

Il museo Parisi Valle di Maccagno ospita una mostra personale delle opere di Tino Sartori, apprezzato artista samaratese. Inaugurazione il 16 febbraio alle ore 17.30. L’esposizione sarà aperta fino al 22 aprile il venerdì dalle 14.30 alle 18.30 e sabato e domenica 10-12 e 14.30-18.30.

“Siamo particolarmente lieti di questa nuova manifestazione culturale – affermano il sindaco Fabio Passera e l’assessore Alessandro Fazio – Dopo i festeggiamenti e le numerose rassegne allestite per il nostro ventesimo compleanno, riprendiamo a progettare. Il 2019 sarà per noi un nuovo anno di lavoro: dodici mesi che proseguono e rinsaldano i nostri obiettivi e desideri, anche grazie e attraverso i lavori che Tino Sartori generosamente offre allo sguardo dei nostri concittadini ma anche dei tanti visitatori, amici e turisti. In più, questa rappresenta una felice occasione: dopo il successo della delle prime tre edizioni, torna Real Art, progetto annuale che contiene opere uniche ed autografe di artisti contemporanei. L’edizione del volume #4, limitata a 130 copie, presenta lavori unici con un fine sociale. Il progetto infatti ha saputo coinvolgere artisti, stampatori, editori, giornalisti uniti nel nome dell’arte e dalla solidarietà. Il ricavato della vendita va, come sempre, a sostenere un’associazione che opera senza fine di lucro sul nostro territorio. Quest’anno il contributo verrà devoluto alla “mensa dei poveri Pane di Sant’Antonio – Casa della carità Onlus” di via Marzorati a Varese che fornisce, tramite donazioni e volontari, più di 25.000 pasti annuali a famiglie in momentaneo stato di bisogno”.
A questo proposito, Franco Crugnola spiega: “Il volume originale e interdisciplinare coinvolge artisti anche molto differenti tra di loro, invitati a confrontarsi, rimanendo aderenti al loro percorso artistico, al concetto di serialità all’interno di un lavoro “unico”, differente quindi per ogni volume”.

Clara Castaldo, responsabile dell’organizzazione degli eventi culturali al Civico Museo Parisi Valle di Maccagno, spiega a proposito della mostra di Sartori: “Le mani che modellano l’argilla affidano alla terra un forte valore simbolico. L’elemento rimanda al senso primordiale, all’essenzialità, ad un’appartenenza fisica e culturale. Creare delle forme, per Tino Sartori, coincide con il far scaturire, con il liberare i significati che la terra contiene. Sono configurazioni orizzontali, panoramiche su paesaggi e città dell’anima, e configurazioni verticali, sculture, che si ispirano all’arte totemica. Vi si leggono i cammini dell’uomo, la natura e la cultura che, per la ciclicità di ogni cosa, alla terra sono destinate a ritornare. La terracotta è in sé un messaggio che educa al rispetto ed all’accoglienza dell’Altro”.

E ancora: “Anche per quest’anno proseguiamo la nostra tradizione dei corner dedicati a singoli artisti o a fenomeni culturali legati alla nostra regione prealpina. Per l’occasione, accanto ai lavori di Tino Sartori abbiamo selezionato una preziosa e ristretta antologia di opere che fanno parte della collezione permanente del civico museo. E non solo: il nostro corner speciale del museo accoglierà una serie di lavori di Mario Catenazzi (1913 – 2010), maccagnese doc. Proprio a Maccagno, le tracce del suo passaggio creativo e generoso (le ultime in ordine di tempo, sono i cinque pannelli realizzati nel 1976 e recentemente restaurati nel complesso della ex Canonica di Maccagno superiore) sono il segno per l’amore verso il paese che lo ha visto nascere. Un’opportunità molto felice che a tutti noi sembra preziosa occasione per ripartire alla grande, con uno speciale augurio di buona riuscita a questo progetto e a quelli che verranno, con un invito a proseguire con la stessa passione, tenacia e condivisione che hanno contraddistinto il lavoro di questi anni”.

Tino Sartori nasce a Samarate nel 1956.
Frequenta la facoltà d’architettura a Milano, laureandosi nel 1980.
Per alcuni anni, lavora nel restauro architettonico e pittorico.
Nel 1981, con alcuni artisti a cui è legato da una profonda amicizia, costituisce una scuola di ceramica all’interno dell’Università Popolare di Samarate. Conosce qui il suo maestro Luciano Morosi, pittore, scultore e ceramista vissuto tanti anni in Brasile. Da questo momento in poi, Sartori opera in modo metodico e autonomo nella propria ricerca artistica.
Nei primi anni ’90 il suo sforzo è teso ad integrare la ceramica nell’architettura e, a tale proposito, approfondisce gli studi su Gaudì e Leger. Intraprende i suoi “viaggi” che dureranno un decennio, in America Latina, Africa e Oriente.
In questi viaggi approfondirà gli studi sulla ceramica precolombiana incaica (Perù), marajoara (Brasile) e del Nicaragua. Inoltre visitando luoghi incontaminati dal turismo di massa in Congo e in Camerun, incontrerà e conoscerà le più remote tecniche indigene di lavorazione della ceramica.
Sviluppando il suo impegno nella “cooperazione internazionale allo sviluppo” si specializza in “Architettura in terra” studiando e visitando paesi come l’Egitto, il Marocco, la Tunisia e il Camerun.
Tutte queste esperienze costituiscono un patrimonio notevole per la personalità dell’artista teso alla ricerca dell’essenziale e del primordiale.
Nel 1992 partecipa alla fondazione di Talamuro, un movimento artistico internazionale il cui fine principale è quello di utilizzare l’arte per umanizzare l’ambiente, rendendolo pedagogicamente attivo.
Nel 2001 realizza il simbolo del cinquantenario della Fim-Cisl di Varese.
Dal 2004 espone alcuni pannelli nella cittadina di Paratì (Brasile), patrimonio mondiale dell’Unesco.
Nel 2007 espone le sue opere nelle sale d’attesa dell’Aeroporto Internazionale di Milano Malpensa. La Mostra ha come titolo “Dalla Terra alla Forma”.
Nel 2011 realizza un ampio intervento artistico presso la Casa “Mater Dei” di Treppio (Pistoia), oggi luogo di accoglienza e di spiritualità, per celebrare i 150 anni della fondazione.
Nel 2012 è invitato a partecipare in Brasile alla sesta rassegna internazionale dedicata alla ceramica che si è svolta a Paraty.
Collabora e periodicamente espone all’Università del Melo di Gallarate dove ha presentato il libro “KERAMOS: arte ceramica di Tino Sartori”.
Numerose sue rassegne personali e collettive incontrano il favore e l’apprezzamento della critica specializzata, di giornalisti e collezionisti.
Le sue opere hanno trovato collocazione in spazi architettonici interni ed esterni, pubblici e privati.
Per altre informazioni visitare il sito: www.tinosartori.it

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 febbraio 2019
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