La sordità si può vincere con la tempestività e la tecnologia

Il prossimo 3 marzo ricorre la giornata Mondiale dell’udito. L'associazione Aguav ricorda i grandi vantaggi offerti da impianti cocleari e protesi acustiche

audiovestibologia dottoressa eliana cristofari

Tempestività , tecnologia e protesi sono le chiavi di una vita quanto più possibile normale per chi nasce con un deficit uditivo.

Sono sempre di più le persone che scelgono di sentire grazie all’ausilio di protesi acustiche e impianti cocleari. In Europa sono 220.000 gli impianti cocleari, in Italia si impiantano circa 3000 persone all’anno.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità mette in allerta l’intera popolazione mondiale fornendo dati sconcertanti: nel 2018 i sordi sono 466 milioni, nel 2030 saranno 630 milioni e nel 2050 si prevede una escalation fino a 900 milioni. 

Èper questo che il 3 marzo, giornata Mondiale dell’udito occorre informare la popolazione in merito alla prevenzione e alla possibilità di ripristino della funzionalità uditiva attraverso protesi acustiche e impianto cocleare.

Nel caso dei bambini nati con ipoacusie gravi, profonde o sordità totale o che hanno contratto meningiti (spesso causa di sordità), è necessario intervenire immediatamente con le protesi acustiche volte ad attivare il cervello che solo centri di 3° livello audiologico possono garantire.

Il dipartimento di Audiovestibologia di Varese, diretto dalla dottoressa Eliana Cristofari, applica questa metodica denominata “metodo protesico-cognitivo” messa a punto dal dott. Burdo che consente di riacquistare la funzionalità uditiva ma soprattutto di attivare il cervello e abilitare il bambino sia dal punto di vista uditivo che cognitivo.

Se le protesi acustiche non sono sufficienti per avere un adeguato recupero della funzione uditiva e se il bambino è idoneo all’impianto cocleare, tra i 12 e 18 mesi (protocollo internazionale) viene impiantato bilateralmente. Segue una breve logopedia, dopodiché comunicherà normalmente e acquisirà la funzione più difficile e cioè l’ascolto incidentale (quello gli che fa sentire la mamma che chiama per la cena mentre il bambino ascolta la televisione).

Il bambino sarà così in grado di frequentare la scuola materna, senza sostegno o assistente alla comunicazione, ma solo con l’ausilio di un microfono wireless collocato al collo dell’insegnante. Questo microfono fa arrivare nitidamente la voce dell’insegnante direttamente nelle orecchie del bambino, abbassando i rumori di fondo. Perché il nemico dell’ascolto è il rumore. Questo vale per tutti i bambini, in generale, ma per chi ha protesi acustiche o impianti cocleari il rumore è molto più fastidioso.

E’ perciò fondamentale che le aule scolastiche rispettino le normative in merito all’acustica e che vengano collocati dei feltrini sotto le sedie e sotto i banchi, causa di molto rumore di fondo. Un beneficio che favorisce tutta la classe e aiuta i bambini con impianto cocleare o protesi acustiche che possono studiare e seguire le lezioni al pari di tutti.

Studenti che un domani potranno accedere al mondo del lavoro senza alcuna limitazione.

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E’ però necessario che la tecnologia di ultima generazione, protesi acustiche, impianti cocleari e pile che li fanno funzionare, vengano forniti, in tutta Italia. E’ inoltre importantissimo ridurre i tempi delle liste d’attesa per ricevere l’impianto cocleare, visto che la tempestività è fondamentale per garantire risultati d’eccellenza.

Anche gli adulti che hanno perso l’udito possono beneficiare di impianti cocleari e protesi acustiche. E’ infatti fondamentale che lo screening venga fatto sia sui nuovi nati, sia nella popolazione adulta (dai 45 anni). Perché la sordità nell’adulto provoca un declino cognitivo importante.

Fondamentale è sapere che il cervello è l’organo da tenere “acceso” e che, se deprivato del suono, in età neonatale provoca dei danni cognitivi enormi (deficit di astrazione, ridotta memoria di lavoro, deficit di funzioni esecutive e motorie) e allo stesso modo, un adulto che per lungo tempo non sente, è esposto a enorme declino cognitivo, depressione e malattie ad essa correlate oltre che ridurre la capacità lavorativa e produttiva.

Privilegiare il canale uditivo, laddove è possibile, è fondamentale, altrimenti avviene una riorganizzazione crossmodale, cioè la parte del cervello deputata a sentire viene occupata dalla vista. Ecco perché non è consigliata la lingua dei segni nei soggetti che possono trarre vantaggio da protesi acustiche e impianto cocleare.

Coloro che non possono usufruire di impianto cocleare o protesi acustiche (per fortuna una netta minoranza, meno dell’ 1% della popolazione sorda per gravi malformazioni a carico delle vie uditive) saranno indirizzati dai medici verso le modalità di comunicazione più idonee per ogni singolo soggetto.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 febbraio 2019
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