Giornate FAI di Primavera: i beni aperti in provincia di Varese

Sabato 23 e domenica 24 marzo 2019 il FAI – Fondo Ambiente Italiano invita tutti a partecipare alle Giornate FAI di Primavera: ecco i beni aperti in Provincia di Varese

Beni Fai aperti a Varese Primavera 2019

Sabato 23 e domenica 24 marzo 2019 il FAI – Fondo Ambiente Italiano invita tutti a partecipare alle Giornate FAI di Primavera. Manifestazione giunta alla 27ª edizione, la manifestazione si è trasformata in una grandiosa festa mobile per un pubblico vastissimo: questa edizione vedrà protagonisti 1.100 luoghi aperti in 430 località in tutte le regioni, grazie alla spinta organizzativa dei gruppi di delegati sparsi in tutte le regioni.

LE APERTURE DELLE GIORNATE FAI DI PRIMAVERA IN PROVINCIA DI VARESE

Beni Fai aperti a Varese Primavera 2019

La pensilina del Trama, Velate, Varese
Manufatto tardo eclettico (XIX-XX sec.) concepito per riparare i viaggiatori dalle intemperie e dal sole, la Pensilina del Vecchio tram che portava alla Prima Cappella del Sacro Monte è testimonianza di un’epoca significativa per la città: un’epoca in cui il Varesotto era meta di villeggiatura sia per la ricca borghesia milanese sia per i turisti inglesi, americani, tedeschi attratti dalle guide che decantavano le bellezze delle località prealpine. Dopo la chiusura della Tramvia il 31 Agosto 1953, la pensilina cadde in disuso e fu dimenticata, fino alla donazione al FAI nel 2011 e alla successiva campagna di restauro che ne ha restituito il valore di testimonianza della Bella Epoque.

Beni Fai aperti a Varese Primavera 2019

Torre di Velate, Varese
Punto di riferimento nel paesaggio collinare della provincia di Varese, la torre di Velate, risalente all’ XI – XII secolo, si erge per ben cinque piani a testimonianza di un sito fortificato di importanza strategica, occupato fin dall’epoca longobarda e cinto da un abitato emerso da recenti scavi archeologici: un affascinante vistosa rovina del confine difensivo prealpino in epoca medievale.

villa panza

Villa Panza, Varese
Una villa settecentesca che spalanca le finestre su un magnifico giardino all’italiana. Ospita una collezione di arte contemporanea celebre nel mondo, costituita a partire dagli anni ’50 da Giuseppe Panza di Biumo. Oltre 150 opere di artisti americani, ispirate ai temi della luce e del colore, convivono in armonia con gli spazi della villa, i raffinati arredi e le preziose raccolte di arte africana e precolombiana. Bene FAI per tutti – Bene accessibile a persone con disabilità intellettiva.

Beni Fai aperti a Varese Primavera 2019

Borgo di Mustonate, Varese
Nel Borgo di Mustonate, il FAI apre l’importante Centro Equestre con le sue scuderie per evocare la storia e la cultura di cavalli e di carrozze. Un’apertura di assoluta eccellenza per far conoscere questo luogo, la cui affascinante bellezza paesaggistica ricorda la campagna inglese, e per far apprezzare il mondo equestre. Per gli Iscritti FAI sono previsti giri in carrozza nella tenuta.

Beni Fai aperti a Varese Primavera 2019

Ex Ospedale Psichiatrico, Varese
L’ex ospedale neuro psichiatrico di Varese, architettonicamente composto da edifici razionalisti realizzati tra il 1935 e il 1939, fu tra i primi ospedali costruiti non per custodire i malati con recinti, sbarre e muraglioni, ma per curare e aiutarli a guarire tra il verde di un parco e in padiglioni “aperti”. Con la chiusura dell’ospedale, dopo l’introduzione della legge Basaglia (1968) e quindi la perdita della sua funzione primaria per la quale era stato costruito, ha ricevuto oggi una inaspettata riconversione d’uso, diventando un vivace e frequentato campus universitario della varesina Università dell’Insubria, e conservando intatti gli edifici originari degli anni Trenta.

Sala Campiotti, Varese
Il Palazzo della Camera di Commercio, già Palazzo del Consiglio dell’Economia Corporativa, fu realizzato tra il 1937 e il 1938 dall’architetto Mario Loreti con la collaborazione di Edoardo Flumiani. Nel cuore di Varese, è uno dei simboli dell’architettura razionalista della città. La sua facciata, ricoperta di lastre di travertino chiaro, è decorata dal rilievo raffigurante “la Giovane Italia che frena Pegaso”, opera di Angelo Frattini. La Sala Campiotti si trova al primo piano dell’edificio e si raggiunge percorrendo un importante scalone in marmo su cui si affacciano foyer, corridoi e balconata. Ancor oggi quest’ambiente è il salone d’onore e presenta intatti planimetria, arredo ligneo e affreschi, realizzati da Giuseppe Montanari nel 1939, che raffigurano le varie espressioni del lavoro; in particolare, “la Civiltà Italica del Lavoro e delle Arti”, “la Provincia di Varese con le sue Attività e la sua Società Civile”, “l’Alma Mater” e “la Giustizia”.

Beni Fai aperti a Varese Primavera 2019

Piazza Monte Grappa, Varese
Nell’ambito del piano regolatore del centro cittadino approvato nel 1933, il comune bandì un concorso per la sistemazione e l’ampliamento della piazza Monte Grappa, vinto nel 1934 dall’architetto romano Mario Loreti, già autore a Varese del Palazzo del Littorio. La piazza fu progettata con forme piacentiniane, esibendo la sobria essenzialità di edifici lineari, ritmati da portici ad arcate di sapore dechirichiano. Sul lato destro si erge la Torre littoria, alta 54 metri, mentre il fondale della monumentale scenografia è costituito dal Palazzo delle Corporazioni. Il Loreti, oltre ad edificare il palazzo porticato, appoggiato alla torre Littoria (1937-39), che era destinato a abitazioni private, progettò anche le altre costruzioni che prospettano sulla piazza: il palazzo delle Assicurazioni RAS (1935), il palazzo dell’INFPS (1939, ora INPS) e il palazzo Castiglioni (1937-39). Gli ultimi lavori di sistemazione della piazza risalgono al 2005 secondo il disegno dell’artista Morandini.

Preswntazione giornate fai di primavera

Torre Civica, Varese
La Torre Civica, elemento iconico di Varese, si staglia nel centro della città. Denominata in origine Torre del Littorio, fu costruita nel 1938 dall’architetto Mario Loreti all’interno di una più ampia riqualificazione urbanistica voluta dal regime fascista. L’edificio di stile razionalista presenta una struttura rigida e austera; alta 54 metri e rivestita in serizzo antigorio, è in assoluta continuità formale con la piazza sottostante. Sul fronte principale si trova un balcone sormontato da una lastra decorativa: da questo il Duce e il Podestà pronunciavano i propri discorsi. Su un lato della superficie esterna il serizzo è definito in bande orizzontali, mentre sull’altro è liscio e uniforme. Lungo i fronti laterali e posteriori ricorrono alcune aperture sempre in numero di tre. L’orologio, dal diametro di 2,90 metri, spicca appena al di sotto della loggia. Dalla sommità della torre, sulla quale sventola oggi la bandiera del Comune, è possibile ammirare i tetti della città.

Generico 2018

Barasso, Comune
In occasione del centenario della nascita dello scultore varesino Vittorio Tavernari e solo per le Giornate FAI di Primavera 2019, il Comune di Barasso e la Delegazione FAI di Varese hanno organizzato, all’interno della sala consigliare del Comune, l’esposizione di numerose sculture di Tavernari, normalmente non visibili al pubblico. Sono presenti sculture di grandi dimensioni indicative delle varie tematiche care allo scultore, come il monumentale gruppo degli “Amanti”. E’ un’occasione per ripercorrere la storia artistica di questo grande scultore del ‘900, anche attraverso documenti provenienti dall’archivio Tavernari. Visite a cura di dei ragazzi dell’ ISISS “F. Daverio – N. Casula” di Varese.

Sono previsti concerti musicali nella vicina Parrocchia San Martino di Barasso: Sabato 23 marzo ore 17,15 – 17,50 a cura del Centro di Formazione Musicale di Barasso (C.F.M) con Angelo Licco (chitarra acustica e moderna) e Raffaello Migliarini (percussioni). Domenica 24 marzo ore 17,15 – 17,50 a cura della Associazione Ensemble con Sofia Herrera (violino), Claudia Bracco (pianoforte),Veronika Miecznikowski (violino) e Beatrice Guido (violino)

Beni FAI aperti in Lombardia Primavera 2019

Caronno Pertusella, Varese
Il Museo Onda Rossa, fondato e curato dall’Avv. Pierantonio Giussani, ha cominciato a prendere forma nel 2015 all’interno di un calzificio industriale degli anni ’70 a Caronno Pertusella. L’idea era di creare un luogo dove esporre modelli di vetture sportive italiane, in ambiente suggestivo, capace di dare emozione sia per i modelli esposti: Ferrari, Maserati, Alfa o Lamborghini sia per evidenziare le doti morali degli uomini che quei modelli crearono. Il Museo è un esempio di recupero di un edificio industriale con diversa destinazione, misura mq 1800, vengono esposte 35/40 vetture a seconda delle manifestazioni cui il Museo partecipa e vi è una sezione dedicata al modellismo d’arte, nonché l’attività di progettazione e costruzione di vetture, da pista e sportive, uniche al mondo.

Beni Fai aperti a Varese Primavera 2019

Casalzuigno, Villa Della Porta Bozzolo
Costruita nel Cinquecento come residenza di campagna per il notaio Giroldino Della Porta, nel XVIII secolo fu trasformata in nobile dimora di rappresentanza e arricchita all’interno da affreschi rococò e da un imponente giardino a terrazze con una splendida scalinata all’esterno. Il corpo della Villa è affiancato da interessanti rustici, fra i quali stalle, scuderie, cantine, granai e un monumentale torchio cinquecentesco usato un tempo per la spremitura delle vinacce. Dal parterre, tramite un elegante cancello in ferro battuto, si accede invece al “Giardino Segreto” che nasconde una graziosa edicola dedicata ad Apollo e alle Muse.

Beni Fai aperti a Varese Primavera 2019

Gornate Olona, Monastero di Torba 
Avamposto militare dei Longobardi lungo le mura dell’antica Castelseprio, poi oasi di preghiera per le monache di un convento, a Torba si respira il Medioevo immersi nella natura lungo la valle del fiume Olona. Il complesso, composto dalle mura del V secolo, da un’imponente torre con interni sorprendentemente affrescati e da un piccola chiesa fu acquistato nel 1977 da Giulia Maria Crespi che lo donò al FAI ed oggi è parte di un parco archeologico Patrimonio mondiale dell’Unesco, iscritto nella lista Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)

Beni Fai aperti a Varese Primavera 2019

* Maccagno (VA)
Centrale Idroelettrica Enel Green Power Di Roncovalgrande * Ingresso esclusivo per gli iscritti FAI
La centrale idroelettrica ENEL di Roncovalgrande, situata nel Comune di Maccagno, nei pressi del confine italo-svizzero a nord della provincia di Varese, è una delle opere di ingegneria più importanti presenti in Italia. L’accesso avviene dall’ampio piazzale situato a ridosso del Lago Maggiore e ha costituito il punto d’arrivo delle condotte e dei macchinari trasportati alla centrale per via lacuale. Si tratta di un grande impianto di generazione e pompaggio, realizzato in una caverna scavata interamente nella montagna, la cui galleria di accesso è lunga 220 metri circa, e sfrutta il dislivello tra il lago Maggiore e il lago Delio – di origine glaciale – situato 700 metri più in alto. La centrale è un sito produttivo normalmente chiuso al pubblico.

Maccagno, Chiesa di Santa Maria del Rosario – Madonnina della Punta
L’oratorio della Madonna del Rosario sorge su uno sperone roccioso proteso nelle acque del lago Maggiore e posto a scenografica chiusura del golfo di Maccagno Inferiore. Alti sulla costa e sull’abitato, chiesa e sagrato rappresentano un quadro paesaggistico di rilievo per la definizione dei caratteri dell’intera costa dell’alto Verbano e offrono al visitatore la più ampia veduta sul bacino centrale e meridionale del lago. Il primo edificio sacro sorse sul luogo di fortificazioni medievali create a protezione del feudo di Maccagno Imperiale, unitamente al castello (nel cuore dell’abitato) e a una possente torre che ancora veglia dall’alto del monte. La chiesa, documentata solo dal XVI sec., assunse presto fama di santuario e, divenuta sede della confraternita del Rosario, fu sottoposta a continue revisioni, ricevendo l’assetto attuale allo scorcio del XVIII sec.

Beni Fai aperti a Varese Primavera 2019

Maccagno, Centro storico di Maccagno
Itinerario alla scoperta di uno dei più suggestivi, ma meno noti, centri del lago Maggiore. L’eccezionalità del sito, i segreti del castello, il tracciato ben leggibile delle contrade e lo splendore delle chiese rispecchiano e risaltano una piccola, grande storia, all’origine dell’insediamento medievale: Maccagno Inferiore fu, per quasi otto secoli, un feudo imperiale, isola extraterritoriale sottratta al corso della storia perché dipendente direttamente dall’imperatore del Sacro Romano Impero. Per breve lasso di tempo, anzi, i Maccagnesi furono persino autorizzati a battere moneta (la zecca si affaccia alla raccolta piazzetta a lago). L’origine del privilegio risale agli inizi del Duecento, ma ben più addietro porta la leggenda che narra del salvataggio, nelle acque tempestose del lago, dell’imperatore in persona (Ottone), da parte dei Maccagnesi. Era il 962.

Maccagno, Chiesa di Santo Stefano 
Questa Chiesa costituisce il punto di partenza del percorso all’interno del paese di Maccagno con Pino e Veddasca.Non costituisce apertura singola a sè stante indipendente dal percorso. Il Comune si chiama Maccagno con Pino e Veddasca

Beni Fai aperti a Varese Primavera 2019

Venegono Inferiore, Chiesa di San Michele
La chiesa di San Michele è citata già dal Bussero nel 1300. Fu la prima chiesa di Venegono Inferiore e sin dalle sue origini svolgeva la funzione di chiesa parrocchiale. Sembra che attorno alla chiesa si trovassero il lazzaretto e il cimitero degli appestati. Nel 1606 Federico Borromeo minacciaò di farla demolire per utilizzarne il materiale nella costruzione della nuova parrocchiale. L’ordine venne revocato nel 1640. Alla fine del 1700 attorno alla chiesa di san Michele venne realizzato il nuovo cimitero. La chiesa stessa venne modificata aprendo un nuovo ingresso al posto della vecchia abside e realizzando una nuova abside al posto della vecchia entrata. Alcuni degli affreschi più antichi presenti nell’edificio sono databili attorno al 1400-1500. Un affresco del 1530 orna la volta del portico. Un altro affresco del 1607 si trova sulla controfacciata. Di un certo interesse è il polittico di scuola luinesca e la tela della Madonna delle Grazie nell’abside.

Beni Fai aperti a Varese Primavera 2019

Venegono Inferiore, Seminario Arcivescovile
In cima a una collina e su una superficie grande 40 volte il campo di San Siro, il cardinale Schuster volle costruire un imponente edificio in cui i futuri preti ambrosiani potessero essere educati in un clima di concentrazione e raccoglimento, lontano dal frastuono della città. La prima pietra venne posata dall’arcivescovo Tosi il 6 febbraio 1928. Il complesso è davvero mastodontico: spicca la torre alta 64 metri che, a partire dal 1930 e per quasi 50 anni, è stata sede dell’Osservatorio di Fisica Terrestre, con attività e rilevazioni nel campo della meteorologia, climatologia, sismologia e radiazione cosmica. Il seminario può vantare, oltre ad una ricchissima Biblioteca, anche un Museo di Storia Naturale dedicato ad Antonio Stoppani, prete e insegnante (suo allievo fu il Mercalli che ideò la scala per misurare l’intensità dei terremoti). Nelle vetrine del museo si possono ammirare collezioni di fossili, rocce, minerali e animali, tra i quali il gigantesco coccodrillo del Nilo.

Beni Fai aperti a Varese Primavera 2019

Venegono Superiore, Chiesa di Santa Caterina in Pianasca

La costruzione della chiesa venne fatta risalire al 1433 per iniziativa della famiglia De Conti, in concomitanza con l’espansione del piccolo rione di Pianasca. Con la decadenza della famiglia anche la chiesa risentì della mancanza di cure. Durante l’arcivescovado di Carlo e Federico Borromeo la chiesa, come testimonia il Cardinal Pozzobonelli nel 1747 si trovava ancora in condizione decorose, dal 1805 fu abbandonata al degrado. Nel 1901 grazie anche all’interesse del card. Ferrari, l’avv. Taccheo Brière rimise a nuovo la chiesa a proprie spese restituendola al culto. I restauri del 1985 modificarono interamente la visione spaziale interna. Gli affreschi staccati nel 1901 e collocati su diverse pareti vennero restaurati, ricomposti e sapientemente posizionati a mo’ di volta sopra l’altare.

Generico 2018

Venegono Superiore, Villa Caproni “La Colombara”

Villa La Colombara è un riferimento importante sul territorio: la sua storia recente è legata al Conte Gianni Caproni, pioniere dell’aeronautica e creatore di uno dei maggiori gruppi industriali italiani nella prima metà del ‘900. Il nucleo originario della villa risale al 1500. Nel corso dell’800 la famiglia Cagnola ampliò e riadattò la villa, legandola a un’altra villa che possedeva nelle vicinanze dal 1700 e includendola in un vasto parco romantico all’inglese, con essenze e piante provenienti da tutto il mondo, con un lago e un cottage. Il complesso si presenta articolato attorno a due cortili. Su quello principale si affaccia un corpo di fabbrica a due piani dalle linee tipiche settecentesche. Al centro della corte, pavimentata con ciottoli di fiume che disegnano la rosa dei venti, vi è un antico pozzo. I Caproni a loro volta ampliarono e sopraelevarono la villa negli anni ’30, inserendovi anche un teatro e una palestra che conserva ancora tutti gli attrezzi originari.

Per tutte le informazioni, orari di apertura e altro, cliccate sul sito FAI dedicato alle Giornate FAI di Primavera 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 marzo 2019
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