La sanità pubblica riduce le risorse: sempre più lombardi si rivolgono ai medici privati

Secondo uno studio della Bocconi, alla spesa sanitaria mancano 10 miliardi di euro. Il consigliere del PD Astuti inizia un viaggio tra gli ospedali pubblici per verificarne la qualità

Tour di Astuti tra gli ospedali della provincia

Una progressiva riduzione della spesa sanitaria pubblica compensata da un impegno economico privato. La fotografia dello stato del Welfare emerge dallo studio del Cergas di SDA Bocconi presentato nel novembre 2018. In sette anni, tra il 2010 e il 2017, la spesa sanitaria pubblica è diminuita del 2,4%.

Parte da questo saldo privato in netta crescita l’analisi delle condizioni della sanità lombarda che ha avviato il consigliere regionale del PD Samuele Astuti  scegliendo proprio i presidi ospedalieri periferici, quelli dove la contrazione dell’offerta è stata la più denunciata negli ultimi anni.

Il giro di Astuti è iniziato al Confalonieri di Luino per proseguire al Pia Luvini di Cittiglio e terminare all’Ondoli di Angera dove, in serata, si è svolge un incontro pubblico dal titolo “Le prospettive degli ospedali dei laghi”.

Un mini tour che lo porterà anche a visitare i presidi delle Asst Sette Laghi e Valle Olona per farsi un’idea delle condizioni in cui opera il personale sanitario chiamato far fronte alla domanda di salute dei cittadini.

Questa mattina a Luino, dopo aver parlato con il personale (« Vere eccellenze perchè solo grazie a loro si può continuare ad assicurare livelli di cure adeguati») e analizzato l’andamento delle liste d’attesa, Astuti ha ascoltato i sindaci di Germignaga Fazio, di Maccagno con Pino e Tronzano Passera e il consigliere comunale luinese Enrica Nogara che hanno elencato le criticità ma anche le aspettative di un territorio lontano geograficamente da Varese che vanta un’importante attrattiva turistica.

« Occorre capire bene la vocazione dei singoli presidi in un’ottica di ottimizzazione delle risorse – ha commentato Astuti – Si deve partire dagli indici di invecchiamento della popolazione e dal crescente aumento delle cronicità. Il cuore dell’offerta di assistenza rimane il pronto soccorso dove ci sono due medici assegnati che possono contare sulla collaborazione di altri colleghi dei reparti di interimistica e di chirurgia».

Quello del presidio ospedaliero da difendere rimane il tema centrale di ogni confronto con il territorio: a fronte di una spesa sanitaria lombarda che sfiora i 19 milioni di euro (il 77% dell’intero bilancio lombardo), la necessità di trovare l’equilibrio economico tra domanda e offerta è la vera sfida: « In Italia la spesa pro capite è di 1861 euro contro i 3282 della Germania. A questi, però, si devono sommare i costi che i singoli sopportano per visite private, circa 700 euro a testa. Questa è la vera emergenza perché è un fenomeno che non riguarda più solo le fasce abbienti ma sta diventando trasversale».  Gli italiani in generale, e i lombardi in particolare, cominciano a rendersi conto che il pubblico non è più sufficiente: un po’ per la carenza di servizi un po’ per le lunghe liste d’attesa: « Per una cataratta occorre aspettare 14 mesi – commenta Astuti – per una visita di neuropsichiatria infantile, otto mesi».

Le liste d’attesa sono uno dei temi più caldi: Regione Lombardia ha disposto un piano straordinario di incremento dell’offerta e sui risultati raggiunti verranno valutati gli attuali manager appena nominati alla guida degli ospedali. « Come Partito democratico – spiega ancora Astuti – abbiamo presentato un elenco di proposte migliorative del problema che vanno dalla richiesta di pagamento a chi non si presenta all’appuntamento, alla costituzione di un’agenda unica degli erogatori pubblici e privati, all’incremento delle prestazioni di primo accesso, all’allungamento dell’offerta nelle giornate di sabato e domenica, oltre che negli orari serali dei giorni feriali».

Il sindaco Passera ha annunciato che giovedì prossimo ci sarà una riunione dei Piani di Zona aperta ai tre comitati che sostengono gli ospedali di Cuasso, Cittiglio e Luino per un momento di confronto. Il tema è quello di individuare un modello sostenibile a rete che riesca ad attrarre anche per i giovani medici,  contesi da una molteplicità di sedi ospedaliere e quindi orientati a scegliere quelle che, scientificamente parlando, offrono casistiche più affascinanti.

La cronicità sarà il vero fulcro della programmazione: « Fino a oggi, – commenta il consigliere del PD – quella che era la ragione alla base della Riforma Maroni, è stata disattesa. Il cambio di paradigma con la presa in carico della cronicità ha fallito perchè scelta solo dal 14% degli aventi diritto nel territorio di ATS Insubria ( a Varese scende all’11%). Ci sono molte ragioni di questo risultato che vanno dalla fretta, alla contrarietà dei medici di base sino alla diffidenza dei pazienti. La sfida è quella di potenziare il territorio, di investire sulla medicina di base. per questo noi abbiamo chiesto che Regione Lombardia aumenti i contratti degli specializzandi nel campo dell’emergenza e della medicina territoriale. Le prospettive future sono allarmanti: su 7500 medici di medicina generale in Lombardia, ne andranno in pensione 1800 nel 2022 e 4200 nel 2028».

Carenza di personale, mancanza di risorse, aumento delle aspettative di vita sono gli elementi alla base della politica sanitaria nell’immediato futuro: « Noi come PD ci saremo per affrontare in modo costruttivo e propositivo questa sfida» . Il primo passo è analizzare da vicino lo stato dell’arte.

di alessandra.toni@varesenews.it
Pubblicato il 11 marzo 2019
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