Ottocento braccia al lavoro: “Così ci prendiamo cura della nostra montagna“

Sabato e domenica volontari provenienti da tutta la provincia partecipano alla grande esercitazione di protezione civile nei boschi teatro del grande incendio del 2017

Si potrebbe iniziare dai numeri che parlano di 400 volontari al lavoro, 14 « cantieri » aperti dove si opera per realizzare vere e proprie opere di ingegneria, o dei 35 gruppi di protezione civile venuti da tutta la provincia per la due giorni di esercitazione di protezione civile sul Campo dei Fiori.

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I volontari al lavoro al campo base 4 di 10

Invece, fuori dall’ufficialità di cifre e protocolli, ci sono le poche parole dei volontari a spiegare il senso delle grandi manovre nei boschi: «In questo modo, lavorando gomito a gomito, mettiamo a frutto conoscenze e modalità d’intervento che quando c’è da intervenire fanno la differenza».

L\'intervento sui bacini idrici

100 MILA EURO DI LAVORI – Beninteso: non è che alle 9.30 a Luvinate, stamani, vi fosse qualcuno che stesse giocando perché tutti stavano prendendo sul serio la grande esercitazione sui versanti teatro, due anni fa, del grande incendio che sconvolse i 400 ettari di boschi ancora piagati dalle fiamme. C’erano i “dronisti“ della RDN (Associazione nazionale Rescue Drones Network) con diverse figure di cui piloti professionisti di APR (aeromodelli a pilotaggio remoto) in grado di vedere anche di notte, al suolo, le differenze di calore e quindi individuare principi d’incendio o persone. E c’erano i tecnici dell’UST (Unità di Soccorso Tecnico), specializzati nella ricerca, localizzazione e assistenza di dispersi. E poi un vero e proprio esercito di volontari che sono stati le braccia, il cuore sui cantieri d’intervento. La stima del valore del lavoro di questa due giorni si aggira attorno ai 100 mila euro: soldi che sarebbero stati a carico dell’intera comunità ma che invece sono stati regalati sotto forma di lavoro su diversi scenari.

LIBERARE I BACINI – Il principale cantiere, fiore all’occhiello della giornata, è il numero 5, quello dei bacini idrici. Si scopre che a Luvinate – lo racconta il sindaco Alessandro Boriani – sono presenti due bacini che contengono un tesoro: sono due enormi vasche di captazione di acqua sorgiva purissima a cui si accede da un cunicolo di 70 metri (nella foto qui sotto, l’interno della galleria) scavato nella roccia e che oggi sono inutilizzati. Al loro interno, nel complesso, ci sono 80 mila litri d’acqua (l’equivalente di 15 lanci a pieno carico di un Canadair) che possono venir impiegati in caso d’incendio. Per questo 110 volontari per due giorni lavoreranno solo questa opera: pulizia interna ed esterna delle vasche, e adeguamento della sentieristica per un rapido accesso di questa riserva idrica letteralmente nel cuore della montagna: sono i bacini “Galleria“, di Barasso e la “vasca Verzuc“.

L\'intervento sui bacini idrici

L’AEREO CADUTO – Non solo a “quote basse“, si lavora nel corso dell’esercitazione: un gruppo di protezione civile, assieme a reparti dell’UST questa mattina era lungo il sentiero 10, in quota, per recuperare la carcassa di un velivolo caduto diversi anni fa in cui trovò la morte il pilota. Una squadra di 18 volontari di protezione civile congiuntamente al supporto UST hanno provveduto al recupero di un aereo, in tutto 30 sono stati i volontari all’opera su questo scenario.

GLI ALTRI CANTIERI – Sono all’opera volontari anche per la bonifica del torrente Tinella in località Luvinate all’altezza del ponte sulla statale; è prevista la bonifica del torrente Tinella in località Luvinate all’altezza guado S. Eusebio; preparazione bonifica al Ponte del Diavolo, e la bonifica strada Morosolo-Groppello dalla località Ponte del Diavolo sino a Ponte Artù; poi la bonifica di rio Viganella-Barasso: tutti questi per la sola giornata di sabato e con una media di 30 volontari impegnati su ogni scenario.
«Bonificare i torrenti significa togliere dall’alveo la vegetazione, che in caso di forte pioggia, e relativa piena dovuta all’impermeabilità dei versanti attraversati dal fuoco, costituisce un grave rischio esondazione», spiega il sindaco Boriani: ora il Viganella è poco più di un ruscello, ma in caso di “bomba d’acqua“ dal cielo, la piena è improvvisa.

I GRUPPI PARTECIPANTI – «Sono in tutto 35», spiega Alessandro De Buck presidente del Centro Coordinamento Volontari di Varese, organizzatore dell’esercitazione, «la quarta da quando ci siamo costituiti, due anni fa».
«Verranno a trovarci anche i colleghi ci Como e di Bergamo: stiamo diventando una realtà molto importante a livello regionale, un punto di riferimento», conclude De Buck, uno dei DOS che hanno coordinato le operazioni di spegnimento dell’incendio al Campo dei Fiori e a quello più recente su Martica/Mondonico.

I gruppi sono: ANA Varese, ANC Saronno, Angera, Azzio, Cairate, Cantello, Caronno Pertusella, Castellanza, Castiglione Olona, Castronno, Cavaria, Cocquio Trevisago, Cunardo, Fagnano Olona, P.I. PC Garibaldi, Gerenzano, Gorla Maggiore, Lonate Ceppino, Lonate Pozzolo-Ferno, Luino, Malnate, Marchirolo, Oggiona con S. Stefano, Piambello, Somma Lombardo, Sommozzatori Varese Sub, Uboldo, Valcuvia, Valtinella, Venegono Inferiore).
Il supporto sanitario è a cura di ANPAS Provinciale; CIVES Varese (Infermieri per l’emergenza) OPSA-CRI (croce rossa italiana – salvataggio in acqua).

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 16 marzo 2019
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I volontari al lavoro al campo base 4 di 10

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Il recupero dell\'aereo 4 di 6

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Due giorni di esercitazione di protezione civile sul Campo dei Fiori 4 di 15

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