Sergio Biganzoli è pronto a candidarsi. “Parlo con le persone, non con le segreterie dei partiti”

Lanciato da Cardanoincomune, smentisce una alleanza con Pd e Forza Italia: "Io parlo con le persone". L'idea è una lista senza simboli di partito e incentrata sul candidato

Sergio Biganzoli è pronto. Con chi ci sta, partendo – dice – dalle persone e non dalle segreterie dei partiti. «Il mio impegno è di proposto candidato sindaco, non sono ancora candidato» premette Biganzoli, già manager Agusta, oggi consulente, già amministratore negli anni Novanta con la giunta Milani.

«Con Cardanoincomune abbiamo tentato di avviare un progetto veramente civico, con lo scopo di dare una proposta seria a Cardano e di coinvolgere persone che si possano impegnarsi».

Biganzoli esce allo scoperto per mettere i puntini sulle i rispetto alle «voci», vale a dire le ricostruzioni proposte dai giornali, sull’alleanza “delle larghe intese” che coinvolga centristi, Pd, Forza Italia. Uno scenario che è stato citato anche – apertamente – da alcuni dei protagonisti, come il sindaco Bellora che ha annunciato che non si ricandiderà e ha parlato di nuove liste civiche che stanno prendendo il posto del centrosinistra.

Voci, per Biganzoli, che ha convocato la conferenza stampa «per evitare incomprensioni, per chiarire». Lui c’è, come candidato: «Non ho cercato di fare il candidato sindaco, le persone mi hanno chiesto di fami avanti. Tanta gente mi ha già fermato per strada, mi dice che è disposta a votarmi. Voglio capire se davvero c’è questo interesse».

E dunque via alle consultazione, agli incontri. «Non sto facendo incontri con le segreterie di partito, sto parlando con le persone», specifica. «Poi ognuno può avere la sua ideologia, ma qui si mettono insieme le persone. Chi si impegna in questo progetto deve abbandonare l’ideologia, senza avere dietro segreterie» dice. E anticipa: «Non ci saranno simboli» nella sua alleanza, chiunque ci stia (si pensa a una lista incentrata sul nome del candidato).

Cardano al Campo generico

«Sia chiaro: i partiti non sono una cosa cattiva. Servono, fanno parte della democrazia, fare politica è positiva. Con questo progetto vogliamo anzi recuperare persone che magari non credono più nella politica».

Ma come si pone rispetto all’amministrazione uscente? «Il progetto è di discontinuità» chiarisce Biganzoli. Ciò non vuol dire preclusione verso chi ha partecipato al governo della città: «Dialoghiamo con le persone, se sono valide: se ci sono elementi di programma validi dialoghiamo. Però lo dico in maniera chiara: Angelo Bellora non può far parte di questo progetto, deve esserci discontinuità».

«Si fa se c’è un numero di persone disponibili. Se sono persone moderate, di buona volontà e con la voglia di impegnarsi. C’è da portare avanti il discorso avviato su sociale, cultura, sport».
Sull’ambiente: ci sono situazioni e aree che vanno recuperate, sicuramente. Si dà spazio anche per recuperare anche nuove attività industriali. E un ambiente che permetta di vivere sereni». Il riferimento è anche alle aree al centro della discussione locale, come l’ex Stere o l’area Nautilus.

Le parole d’ordine? «Stima, fiducia e rispetto». Per costruire un gruppo coeso, in cui tutti siano protagonisti, dal sindaco al consigliere comunale (e qui Biganzoli cita la sua esperienza amministrativa con la giunta Milani, con l’istituzione dei primi “consiglieri delegati” a temi specifici).

Il progetto è avviato, c’è da capire quando si arriverà a concretizzarlo. «Quindici giorni» è lo scenario realistico per chiudere tutto. Nel frattempo, il prossimo appuntamento è mercoledì 27, con un nuovo incontro governato da Cardanoincomune.

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

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Pubblicato il 22 Marzo 2019
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