L’avvocato Cramis contro l’ambulanza veterinaria: “Servizio inutile”

L'avvocato, che per 5 anni ha soccorso animali in tutta la provincia con la sua ambulanza, ha chiesto l'intervento del nuovo servizio di stanza a Malnate ma ha ricevuto risposta negativa

francesca cramis

Francesca Cramis è furiosa con l’associazione Ambulanze Veterinarie Italia di Varese, il servizio di ambulanza per animali da poco lanciato sul territorio e di cui vi abbiamo parlato qui.

Ecco l’ambulanza per gli animali, un servizio 24 ore su 24

Il noto penalista bustocco da sei mesi aveva chiuso il servizio di ambulanza veterinaria che per cinque anni ha sostenuto tramite la sua associazione “Il rifugio di Nancy” e aveva accolto positivamente la notizia del nuovo servizio attivato dall’associazione, ma l’esperienza avuta la notte scorsa l’ha fatta ricredere: «Sono stata contattata questa mattina alle 5 da un cittadino che aveva trovato un cerbiatto ferito nella zona tra Orino e Cocquio Trevisago – racconta – non potendo più fornire il servizio di persona mi sono premurata di contattare l’associazione Ambulanze Veterinarie Italia che ha aperto da poco a Varese ma mi è stato risposto che loro non possono intervenire per recuperare gli animali selvatici».

Effettivamente l’associazione era stata chiara sin dal primo momento, come abbiamo riportato nell’articolo di presentazione del servizio, specificando che per quel tipo di servizio avrebbero dovuto prima stipulare le convenzioni con gli enti competenti ma per Francesca Cramis questo non è corretto: «L’operatore che ci ha risposto al telefono sosteneva di non poter fare nulla fino a quando non saranno stipulate queste convenzioni ma mi chiedo, a questo punto, a cosa serva questo servizio e se lo fanno per volontariato o a scopo di lucro. Le convenzioni, infatti, non sono autorizzazioni ma solo un modo per ottenere fondi dai comuni o dagli enti superiori. L’ambulanza avrebbe potuto effettuare l’intervento quantomeno per dare un primo soccorso all’animale in attesa di poter contattare un centro recupero animali selvatici (Cras). Altrimenti non chiamiamiolo servizio di volontariato».

Qui si apre il secondo fronte polemico da parte dell’avvocato: «In provincia di Varese non esistono centri autorizzati e i due più vicini sono l’oasi WWF di Vanzago, in provincia di Milano, che però di notte non risponde e il Rifugio Mileta a Castelletto Ticino – spiega – questa carenza è un vero problema, soprattutto se si pensa che c’è il rifugio di Giancarlo Galli a Brissago Valtravaglia che era disponibile a svolgere questo ruolo, possibilità che gli è stata negata».

Il povero cerbiatto, quando la figlia di Francesca è arrivata sul posto, non c’era più e nulla si sa del suo destino: «Speriamo sia riuscito a recuperare le forze per tornare nel bosco. Purtroppo non siamo riusciti a far intervenire l’ambulanza».

L’avvocato rincara la dose: «Ho provato a chiamare lo stesso servizio per chiedere un trasporto programmato del mio cane da un veterinario di Varese fino a Gavirate. Ho chiesto se il servizio era a pagamento e mi è stato risposto che andava fatta un’offerta di “qualche decina di euro” per la copertura delle spese di trasporto: la telefonata è stata registrata, mi chiedo quanto possa costare il trasporto di un cane da Varese a Gavirate».

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di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 15 aprile 2019
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Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Era palese che questa pagliacciata era riservata per lucrare sul modaiolo business di cani e gatti.
    Varesini, continuate a farvi 7 ore di attesa al pronto soccorso. Nel contempo il vostro cane stare benissimo.
    Civiltà in completo declino.

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