Un’inchiesta giornalistica riaccende un faro sulla discarica radioattiva di Gerenzano

Si tratta di 30 bidoni stoccati all'interno della Astra (altrettanto sono alla Premoli di Rovello Porro). Rottami contenenti Cesio 137 che furono al centro di un incidente nucleare nel 1990

fonderia astra gerenzano

La questione della discarica radioattiva di Gerenzano torna sulle pagine dei quotidiani nazionali attraverso l’inchiesta di Milena Gabanelli, pubblicata sul Corriere.it (la trovate qui), che dedica ampio spazio alle cosiddette bombe radioattive sparse in tutto il nord Italia e cioè luoghi in cui sono stati stoccati materiali contenenti materiali contaminati.

La giornalista dedica uno spazio anche ai due siti molto vicini di Rovello Porro con 370 tonnellate di materiale all’interno della fonderia Premoli e di Gerenzano, con le 320 tonnellate di rottami della Astra, provenienti sempre dalla Premoli.

Nel 1989 la fonderia realizzava i telai dell’Alfa Romeo. Poi fra il marzo ed il maggio di quell’anno (non si sa bene quando perchè l’incidente non venne mai registrato), un carico di alluminio radioattivo proveniente dall’Europa dell’Est venne inavvertitamente fuso, immettendo nell’aria e nelle acque una grande quantità di sostanze radioattive.

Un’inchiesta dell’Espresso stimò la sorgente radioattiva fra i 600 e i 6mila curie di Cesio 137. La nube radioattiva si sparse nell’aria, il cesio contaminò le acque del vicino torrente Lura, giungendo fino al Lambro, l’Olona ed il Po, ben 100 km più a valle. Se ne accorsero i tecnici della centrale nucleare di Caorso che rilevarono un aumento della radioattività nel Po. Risalendo alla ricerca della sorgente si scoprì che la fonte era la fonderia Premoli. In seguito a quell’incidente ci fu una bonifica dell’azienda ma non vennero mai prese misure per evitare contaminazioni ai danni della popolazione locale.

Oggi quel materiale è ancora lì e poco si sa dello stato di conservazione e di stoccaggio. Nel 2013 ci fu una protesta dei comitati che chiedevano lo smaltimento ma da allora non si è saputo più nulla del destino di questi siti e dei loro bidoni.

Il sindaco di Gerenzano Ivano Campi rassicura e sottolinea che «il tema delle discariche sul territorio è attenzionato da Regione Lombardia» anche se, a dire il vero, la Regione ha da poco annunciato l’intenzione di mettere in sicurezza la discarica di A2A dando seguito ad una mozione del consigliere regionale dei 5 Stelle, Roberto Cenci, ma nulla si è detto sui bidoni radioattivi della Astra e della Premoli.

Il Consiglio regionale vuole la messa in sicurezza della discarica di Gerenzano

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 18 aprile 2019
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