500 euro a Caianiello, nell’inchiesta anche l’assessore Saporiti di Cassano

Sarebbe la "decima" sull'incarico alla sorella Giovanna, nominata negli organi societari di Alfa srl, la società di gestione del ciclo dell'acqua, per un valore di 4686,58 euro. «C'è qualcosa di più, ma va bene così»

giunta Poliseno 2016

Un sistema «feudale», dove si versano «le decime» su posti retribuiti e incarichi professionali. È il sistema-Caianiello, nelle parole della Dda di Milano che ha coordinato la grande inchiesta, tra Milano e il Varesotto, che ha decapitato le società a partecipazione pubblica della nostra provincia.

Un esempio? È la “decima” – letteralmente – versata da Paola Saporiti, assessore al commercio di Cassano Magnago, finita nell’inchiesta insieme alla sorella Giovanna Saporiti, nominata nel collegio sindacale di Alfa srl, il gestore del ciclo integrato dell’acqua (che ha preso cioè in carico il sistema di acquedotti, fogne, depuratori in provincia).

Secondo la Procura Antimafia Paola Saporiti “dietro un’immagine apparentemente ingenua”, rivela “un’indole perfettamente consapevole dei meccanismi attraverso i quali funziona il ‘sistema’ insediato e mantenuto da Caianiello in provincia di Varese”. “Ella stessa ricopre l’incarico pubblico di assessore all’interno del Comune di Cassano Magnago ed è perfettamente consapevole che è soltanto grazie a Caianiello che si trova in quella posizione” (nella giunta di Nicola Poliseno).

In realtà i fatti contestati non riguardano direttamente il ruolo in Comune, ma una vicenda – per così dire – familiare. Secondo la ricostruzione nell’ordinanza, la Saporiti assessore il 26 giugno 2018 si sarebbe presentata al ritrovo con Nino Caianiello per  consegnargli una busta contenente 500 euro in contanti. Sarebbe appunto la “decima”, un decimo del valore dell’incarico che la sorella Giovanna ha ottenuto in Alfa srl. «Io ti devo questo. È la famosa decima…ok. Così non vedono bonifici, niente..(frase incomprensibile)..ok?!….c’è qualcosa in più, però va bene così» assicura al “mullah”. «Dovrebbe essere 500, contali» lo invita.

I conti tornano? Sì, perché Giovanna Saporiti, per il suo incarico in Alfa srl per l’anno 2017, ha percepito un compenso lordo pari a 4.686,58 euro. E quindi 500 euro sono «qualcosa in’ più» di quanto Saporiti – in quanto vassallo, per stare alla metafora, deve a Caianiello.

Come detto Paola Saporiti viene  considerata dalla Procura (e dal Gip) pienamente consapevole del suo ruolo, perché ottiene l’incarico per la sorella e perché “getta le basi sia per il rinnovo di quest’ultimo incarico (che puntualmente si verificherà), sia per l’ottenimento di consulenze da parte dello studio professionale di cui è a capo”. Per questo, per impedire la reiterazione ulteriore del reato, è stata sottoposta a misura di prevenzione meno stringente degli arresti, vale a dire l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria “tutti i giorni della settimana, esclusa la domenica”.

Inchiesta su Paola Saporiti, le parole di Nicola Poliseno sindaco di Cassano Magnago

«È una vicenda che mi dà alquanto fastidio, perché è contro il nostro stile di amministrazione della cosa pubblica, mi dispiace che sia coinvolta» dice il sindaco Nicola Poliseno. «Ci tengo a precisare che i fatti contestati non riguardano nessuna azione amministrativa dell’ente: è coinvolta dal suo punto di vista professionale, mi auguro possa spiegare gli addebiti».

E ora, rimarrà assessore? «Per ora mi riservo di capire qual è la scelta migliore per tutelare l’ente che amministro ma anche per fare il bene suo, dal punto di vista umano».

La Procura, nell’ordinanza, scrive che Saporiti sa che è assessore solo grazie a Caianiello. La richiesta di nominarla veniva dai vertici di Forza Italia e da Caianiello? «Assolutamente no» assicura Poliseno. «Lei veniva già da cinque anni da consigliere, aveva una esperienza. Nessuna scelta nella mia giunta è stata fatta fuori dalla città»

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Pubblicato il 07 maggio 2019
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