Arresti e corruzione: “La situazione è grave, bisogna mobilitarsi”

Il gruppo "Sinistra dell'alto milanese per la legalità" passa in rassegna le vicende giudiziarie delle ultime settimane e lancia un progetto per ricostruire l'autorevolezza delle istituzioni

sinistra per la legalità

Ricostruire l’autorevolezza delle istituzioni, rompere i rapporti clientelari e rendere consapevoli i cittadini del sistema malato che governa questo territorio. È verso questi obiettivi che si muove il panorama di sinistra nell’alto milanese per «guardare lontano e dare una prospettiva a lungo termine a questo territorio» dice Carlo Stelluti. È infatti lui uno degli autori di un documento diffuso nelle ultime ore (leggi qui) dal gruppo che si è ribattezzato “Sinistra dell’alto milanese per la legalità” con il quale si vuole passare in rassegna quanto emerso con le operazioni Mensa dei Poveri e Piazza Pulita e ragionare sul futuro.

«Non lo abbiamo diffuso prima delle elezioni perché questo vuole essere un ragionamento che va oltre quell’appuntamento -spiega Stelluti- perchè siamo davvero turbati da quella che è stata definita una colonizzazione politica allarmante legata ad uno scarsissimo senso di legalità». Ed è proprio da qui che «noi, singoli cittadini o militanti in altre formazioni politiche vogliamo ripartire per contrastare questa gestione della cosa pubblica».

Il coordinamento passa così in rassegna quello che accaduto in Lombardia «con il governatore che deve chiarire al più presto la sua posizione», a Legnano «con l’auspicio che si torni a votare il più velocemente possibile», a Gallarate «con questioni urbanistiche delicate decise non per l’interesse pubblico» e a Busto Arsizio «con opere e interventi suoi quali vogliamo che si faccia piena luce». Ed è proprio verso i sindaci delle ultime due città che si punta il dito. «Le loro giustificazioni arrivate negli ultimi giorni non bastano -dice Angelo Vita- e forse sarebbe meglio che questi signori facessero un passo indietro». In questo senso Vita ricorda sia come «l’esempio di Angelo Vassallo ci ha insegnato che in politica la legalità dovrebbe arrivare prima delle amicizie o degli interessi personali» e sia come «quel dipendete comunale che non si è piegato ci mostra che nelle amministrazioni pubbliche gli anticorpi contro queste illegalità ci sono ancora».

Ma nonostante le manette sembra che a livello elettorale poco sia cambiato. «L’impressione è quella di vivere in un principato in cui la gente è all’oscuro di quello che accade sopra la propria testa -analizza Sergio Barletta- o nel caso peggiore in cui la gente si è assuefatta a questa realtà. Ma noi diciamo di no a tutto questo e vogliamo farci sentire». Come? «Partiamo da un’autocritica verso il passato -chiosa Vita- ma ora come non mai siamo decisi a cambiare questa situazione, consapevoli che la strada sarà tutta in salita».

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Pubblicato il 31 maggio 2019
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