“Come campi? Vendo quadri”. Le tangenti per Caianiello diventano opere d’arte

Il politico finito in manette perché considerato il dominus di un sistema corruttivo, aveva creato la società "Sacro Graal" per giustificare i soldi delle mazzette

nino caianiello apertura

Nino Caianiello non lavora ma ha sempre soldi in tasca. Secondo la Procura di Milano in questi anni ha vissuto grazie alle “decime” dei professionisti ai quali avrebbe trovato incarichi e prebende attraverso la sua rete di conoscenza tra politici e amministratori pubblici. Per giustificare il suo tenore di vita e per far rientrare in un circuito legale tutte queste dazioni di danaro, si inventa una società (che chiama pomposamente Sacro Graal) attraverso la quale realizzare compra-vendite di opere d’arte.

La premessa che dimostrerebbe l’auto-riciclaggio, secondo gli inquirenti sarebbe l’accertata assenza di qualsivoglia forma legale di sostentamento, sia sotto forma di redditi da lavoro, che derivanti da altre attività.

Dall’analisi eseguita dalla Finanza, di tutti gli estratti conto riconducibili a Caianiello, emerge chiarament la relativa anomala alimentazione costituita totalmente (se si esclude una rimessa riconducibile al risarcimento delle spese legali di una causa civile) da versamenti effettuati in contanti e senza alcuna giustificazione plausibile in ordine alla relativa formazione della provvista. In un anno si registrano 18 versamenti di contanti con importi variabili dai 400 ai 2100 euro.

Ulteriore anomalia, che concorrebbe a dimostrare la circostanza per cui avrebbe vissuto esclusivamente mediante i proventi in contanti delle sue attività illecite, è rappresentata dal fatto che i suoi conti correnti sono sostanzialmente “dormienti” per quanto riguarda le uscite (se si escludono le spese relative al leasing dell’autovettura ed alle utenze domestiche), ovvero non presentano quella normale operatività derivante dalla necessità di far fronte alle ordinarie esigenze della vita quotidiana. La spiegazione di tali anomalie, per gli inquirenti, risiederebbe nel fatto che il mullah dispone di ampie risorse di denaro contante.

Particolarmente chiara l’intercettazione ambientale tra Caianiello e l’amico inseparabile Miano, riportata nell’ordinanza, nella quale spiega il problema che si pone, Caianiello spiega: “…domani vanno dall’architetto Miano…gli dicono “lei che fa?”…”faccio l’architetto…in pensione..”…quando vengono da me io che cazzo vuoi…(ridono) …gli dico che faccio l’ambulatorio? ! (ride)…”e va bene, ma ti fai pagà?”, “no!”, dice “allora come..” e Miano replica: “…come campi?…è una domanda che si chiedono tutti!”

Da qui nasce la volontà di Caianiello di iniziare una nuova attività commerciale – quella di compravendita di quadri -, chiaramente finalizzata, da un lato, a giustificare formalmente e contabilmente l’incameramento di dazioni corruttive (mascherate dalla simulata vendita di quadri), e, dall’altro all’auto- riciclaggio dei proventi illeciti derivanti dalle precedenti dazioni illecite ricevute in contanti.

Il politico sceglie un settore, quello appunto della compravendita al dettaglio di opere d’arte, che particolarmente si presta a tale scopo proprio per la peculiarità di questo tipo di commercio che si basa su valori aleatori, che variano in base a fattori soggettivi.

Così spiega il progetto lo stesso Caianiello, in una conversazione:«…vendo quadri…ma noi non è che andiamo in giro a vendere Rembrandt o Van Gogh, noi lo venderemo…vendo un quadro, faccio mille duemila euro, sono a posto (con tono ironico)…vado a prenderli all’asta! Andiamo all’asta, li prendiamo…e poi si vendono, certificati…ovviamente, col valore di certificazione… e tu guadagni sul margine che..dell’acquisto che hai fatto all’asta con la certificazione… si, però tu sai compri una casa, no?! c’hai una casa, c’hai una parete da coprire, no?!»

A conferma del quadro probatorio costruito dagli investigatori c’è la conversazione tra lo stesso Caianiello e un avvocato con il quale si accorda per incontrarsi di persona nel pomeriggio. Nel contesto della conversazione, l’avvocato riferisce che, nella mattina, si troverà presso la società in house Prealpi Servizi S.r.l., dalla quale, grazie all’intercessione del politico di Forza Italia, ha ottenuto l’affidamento di un ennesimo incarico di consulenza. Caianiello, in scientifica connessione con l’incarico di consulenza fattole ottenere, le formula una domanda dal tenore chiaramente retorico: “…Poi io volevo sapere se tu hai deciso che quadro comprare, perchè io purtroppo devo anche vendere quadri!”. Ovviamente l’avvocato risponde affermativamente “Allora io ho deciso cosa comprare. Ho deciso cosa comprare…”. Caianiello si compiace e indica di comunicarlo “a chi di dovere”, riferendosi al commercialista che gestisce la Sacro Graal, in modo di consentirgli di emettere la fattura entro fine anno: “…Brava ok …Comunicalo a chi di dovere, così io riesco a fare la fattura entro fine anno…”. E il gioco è fatto.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 09 maggio 2019
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