Comunità montana: ricetta tirolese per lo sviluppo economico delle valli

Attivata collaborazione con un l'ente di ricerca e formazione Irecoop Alto Adige-Südtirol. «Chi ha idee per i futuro ci contatti»

Avarie

Potrebbe arrivare dall’Alto Adige qualche buon consiglio sulla pianificazione economia del territorio di Comunità M montana Valli del Verbano, ente di secondo livello composto da 32 comuni che si dipanano fra montagna e lago, quasi dalle porte di Varese sin al confine svizzero.

Ne è convinto Gianpietro Ballardin assessore all’Ecologia e Turismo e sindaco di Brenta che illustra i passi avanti fatti nel corso elle ultime assemblee con gli operatori economici che hanno dato adito a positive considerazioni in merito a quanto è possibile realizzare per il futuro di queste valli.

«Tutto questo per arrivare, nel proseguo dei prossimi lavori, alla definizione di chiavi interpretative unitarie necessarie alla costruzione di percorsi di crescita del territorio e di attivazione dei processi di natura economica, ecologica e sociale quale alternativa al progressivo impoverimento della condizione attuale», spiega Ballardin.

In che modo? Attraverso la costituzione di gruppi di lavoro – “laboratori territoriali” – , che avranno il compito di concorrere alla formulazione di un “manifesto programmatico“ sarà possibile coinvolgere i comuni facenti parte la Comunità Montana, sia gli aspetti più tecnici, con un coinvolgimento degli operatori sociali ed economici.

«L’intero progetto ha una forte valenza politica e tecnica; proprio per questo motivo impone alla Comunità Montana l’assunzione di un ruolo di responsabilità, quale soggetto di secondo livello, capace di avere una visione progettuale di più ampio respiro rispetto ai Comuni partecipanti e agli altri stakeholder del territorio», spiega Ballardin.

E «per sviluppare questo complesso processo operativo, la Giunta della Comunità si avvale di Irecoop Alto Adige-Südtirol, ente di ricerca e formazione che ha tra i propri partners le Università di Trento e di Bolzano. La storia, le peculiarità e la caratterizzazione della realtà Trentina e Sudtirolese, a cui ci siamo rivolti, può supportare la nostra azione nella costruzione di un modello di sviluppo sostenibile che sia confacente con le necessità del territorio e può consentirci di trarre spunti concreti e di utile operatività nei percorsi di costruzione del nostro modello di sviluppo. In questa azione di contesto la Regione Lombardia, la Provincia, le Fondazioni, la Comunità Europea rappresentano una necessaria e indispensabile risorsa per concretizzare, supportare e sviluppare il piano di sviluppo partecipato e governato dagli enti istituzionali territoriali».

«A conclusione di questo primo importante dibattito il gruppo di lavoro ha concordato un proseguo dei lavori nel primo periodo del mese di giugno con l’impegno della CMVV all’invio della documentazione presentata e alla stesura di un questionario che ha il compito di recuperare idee, proposte, suggerimenti per arrivare a quell’incontro attraverso una prima stesura di un documento programmatico quale utile strumento di prosecuzione di una concreta proposta progettuale», continua l’amministratore.

«In un tempo di cambiamenti epocali come il nostro – conclude Ballardin – è necessario prestare attenzione e costruire una visione del futuro progettando insieme lo sviluppo del nostro tempo capace di dare una positiva risposta alla preoccupante condizione di decrescita.
Il nuovo percorso deve operare in una logica di sistema, capace di aggregare e di produrre una logica condivisa, includendo quindi tutte le persone che “Amano il nostro territorio“».

«Ed è per questo motivo che invitiamo tutti coloro che sono interessati al progetto a contattare la Comunità montana valli del Verbano (al numero 0332-505001 int.100 Stefania Pozzi), perché siamo conviti che il loro coinvolgimento porterà alla creazione di quella necessaria combinazione di elementi che sappiano sviluppare un segno distintivo, di valore e di attrazione ad esclusivo vantaggio del nostro bellissimo territorio».

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 06 maggio 2019
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