Educatrici protestano davanti all’asilo nido: “Il Soldini non si svende”

Presidio delle quattro dipendenti coinvolte nel processo di affidamento della gestione del nido comunale ad una cooperativa esterna. Resta irrisolto il nodo del contratto per due di loro

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Le educatrici dell’asilo nido Soldini di Castellanza hanno protestato davanti alla struttura di via Vittorio Veneto 27 questo pomeriggio, giovedì, contro la decisione dell’amministrazione comunale di esternalizzare il servizio, affidandolo da una cooperativa.

Armate di cartelli nei quali rivendicano il lavoro svolto in questi anni, hanno voluto dare un segnale forte al sindaco Mirella Cerini dopo il nulla di fatto nella vertenza sindacale sulla gestione del personale.

Esternalizzato il servizio di asilo nido, verrà affidato in concessione per 6 anni

Insieme alla coordinatrice e rsu Anna Fortunato, c’erano i responsabili della Cisl Funzione Pubblica Mirella Palermo e Maurizio Di Tullio della Cgil Funzione Pubblica ma non sono mancati alcuni dipendenti del Comune, solidali con le lavoratrici e i consiglieri comunali di opposizione Michele Palazzo, Mino Caputo, Paolo Colombo e Angelo Soragni che da subito hanno criticato questa scelta chiedendo a più riprese al sindaco di tornare sui propri passi.

Le educatrici protestano per il mancato accordo tra sindacati e amministrazione sulla vertenza relativa al passaggio delle dipendenti dell’asilo in seno alla cooperativa. Sullo striscione mostrato a fotografi e giornalisti, hanno scritto chiaro che l’asilo nido Soldini non si svende. A due di loro, in realtà, il sindaco Mirella Cerini aveva offerto la possibilità di poter rimanere in Comune con altre mansioni mentre per le due più giovani questa possibilità è stata negata.

Il nodo vero della questione è il cambio del contratto da pubblico a privato. Il nuovo contratto, oltre ad essere meno vantaggioso dal punto di vista economico, riduce i diritti anche per quanto riguarda la malattia (che passerebbe da un massimo di 18 a 12 mesi). «Chiediamo di non cresre un precedente e di seguire il modello di esternalizzazione, se proprio si deve fare, di altri comuni con una ricollocazione all’interno del comune. Ci hanno detto no perchè non volevano mortificare la loro professionalità ma a noi sembra una presa in giro» -spiegano i sindacati.

Di Tullio ne approfitta per invitare tutti alla manifestazione dell’8 giugno a Roma: In quella sede diremo che questi posti pubblici garantiscono servizi pubblici di primaria importanza per le fasce più deboli, anziani e bambini. Non stiamo parlando dell’esternalizzazione della manutenzione del verde ma di settori delicati in cui il pubblico è garanzia di diritti e standard qualitativi. Livelli di qualità che una cooperativa, per quanto possa sforzarsi, non potrà mai garantire allo stesso livello del pubblico».

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 23 maggio 2019
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