Giovanni Impastato ai giovani del Dalla Chiesa: “Amate il vostro territorio”

Il giornalista, scrittore e fratello di Peppino Impastato, fondatore di Radio Aut e attivista antimafia, ha tenuto un discorso emozionante di fronte ai ragazzi della scuola superiore di Sesto Calende

giovanni impastato

Moltissimi ragazzi hanno partecipato all’incontro con Giovanni Impastato che si è tenuto la mattina di venerdì 17 maggio. Fratello di Peppino Impastato, fondatore di Radio Aut, Giovanni ha raccontato agli studenti dell’istituto Dalla Chiesa episodi dell’infanzia trascorsa nelle Sicilia degli anni 60, il lavoro svolto dal fratello e dai suoi amici nella lotta contro l’illegalità e la tragica scomparsa di Peppino per mano della mafia.

«Quest’anno – ha spiegato Elisabetta Rossi, dirigente scolastico dell’istituto – i ragazzi hanno deciso di dedicare il proprio lavoro verso la comunicazione. Mentre ci siamo addentrati in questo tema ci siamo però accorti che per comunicare la verità c’è bisogno di coraggio. Mi auguro che questo coraggio possa accompagnare voi ragazzi per tutta la vita».

L’intervento di Giovanni Impastato è stato anticipato da un intervento della professoressa Emanuela Cometti, che ha spiegato l’evoluzione della mafia negli anni 60 e 70. «la mafia – ha spiegato la prof – si è completamente trasformata, ma è riuscita a mantenere gran parte dei suoi valori, o meglio disvalori originari».

Accolto dagli applausi del giovane pubblico, Giovanni Impastato ha poi fatto conoscere la sua esperienza a fianco del fratello e tutti, così come i momenti più duri, difficili e belli della loro vita. «Io e mio fratello – ha raccontato Impastato – abbiamo trascorso l’infanzia immersi nella natura, in un paesaggio stupendo impregnato dalla mafia. Questi sono stati gli anni più belli della nostra vita, fino all’attentato dello zio Cesare Manzella».

«Quando abbiamo visitato il luogo dell’esplosione, abbiamo capito cosa fosse veramente la mafia. Peppino mi disse: “se questa è la mafia, allora la combatterò per tutta la vita”». Ed è proprio questo che Peppino Impastato ha fatto fino al momento della morte, arrivata nello stesso modo in cui aveva colpito lo zio. Se lo Manzella era colpevole di essere mafioso, Impastato lo era perché in grado di colpire la mafia.

«Dopo – ha aggiunto Giovanni – aver fondato Radio Aut, Peppino ha scoperto un’arma micidiale: l’ironia. È stato il primo a prendere in giro i membri delle cosche e con il suo programma Onda Pazza ha fatto ridere la gente alle spalle dei mafiosi».

Ancora oggi i giovani possono ricavare delle lezioni dall’esempio di Peppino Impastato. Secondo Giovanni appunto: «è necessario che voi ragazzi amiate il vostro territorio e vi impegniate a proteggerlo. Se doveste scoprire che il sindaco del vostro comune compie azioni illegali, abbiate il coraggio di denunciarlo. Abbiate però anche il coraggio di aiutarlo nel caso dovesse fare qualcosa di buono».

In un mondo dove sempre più il litigio e la voce alta sovrastano il confronto e il dialogo, Giovanni Impastato ha voluto dire ai ragazzi: «di fronte all’assassino di suo figlio, nostra madre è riuscita a comportarsi in maniera perfettamente lucida e razionale e ha veramente messo in crisi le aspettative del mafioso. Nessuno di noi vicini a Peppino si è mai fatto dominare dall’odio e dalla rabbia, ma abbiamo sempre portato rispetto anche verso i colpevoli dell’omicidio».

Alla fine dell’incontro sono stati premiati gli studenti più meritevoli di quest’anno. Sono state assegnate delle borse di studio ai ragazzi di quinta superiore del Dalla Chiesa che hanno ottenuto i voti più alti nel corso del triennio e a coloro che si sono distinti nel progetto “Generazione industria” di Unione industriali.

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Pubblicato il 17 maggio 2019
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