Gli asili nido restano aperti grazie a Nidi Gratis. “Lombardia esempio anche per il governo”

A Gallarate ormai più di metà dei bimbi entrano nelle strutture comunali grazie alla misura di sostegno della Regione. L'assessore regionale Piani in visita in città illustra i 37 milioni di investimento per il 2019/2020

Generico 2018

Regione Lombardia rinnova Nidi Gratis, la misura che rende accessibili gli asili nido alle famiglie a basso reddito. 37 milioni di euro di finanziamento per il terzo anno di una misura che, nata sperimentale, è ormai molto diffusa.

«Quest’anno sono 15mila le famiglie che hanno aderito» ricorda Silvia Piani, assessore l’assessore alle Politiche per la famiglia, genitorialità e pari opportunità, intervenuta a Gallarate per presentare Nidi Gratis 2019/2020. «È una misura che piace molto alle famiglie, soprattutto come strumento di conciliazione, per tornare al lavoro dopo la nascita di un figlio. Essendo una misura di conciliazione viene richiesto che entrambi genitori lavorino, ci aspettiamo comunque numero di domande verosimilmente vicino a quello di quest’anno. Del resto ormai quasi tutti i Comuni stanno aderendo».

Nata sperimentale, la misura di finanziamento (a carica della Regione, ma anche dei Comuni) è di fatto diventata universale, con l’adesione di centinaia di Comuni lombardi. Dando una mano alle famiglie e dimostrandosi comunque sostenibile per le casse comunali, in un periodo in cui la natalità è ai minimi storici e sostenuta in gran parte da famiglie straniere che spesso non portano i piccoli al nido ma preferiscono la cura in casa.

Andando ai numeri locali, il sindaco di Gallarate Andrea Cassani spiega che «oltre il 30% degli introiti dei nidi deriva dalla misura Nidi Gratis». «No abbiamo quattro asili nido comunali gestiti da dipendenti comunali e 3SG, con 160 bambini circa, un centinaio dei quali accedono con Nidi Gratis». Per l’anno prossimo sono un centinaio le richieste per 2019/2020.

Le condizioni per accedere a Nidi Gratis prevede un limite massimo di 20mila euro di ISEE, il requisito della residenza, la presenza di entrambi i genitori con un impiego. «Anche il governo centrale sta cercando di capire come adottarla, ma è anche attenzionata dalla Commissione Europea, credo che una misura così sia adottata solo qui in Lombardia».

Sempre a tema asili nido, è di queste ore l’approvazione della norma regionale per la videosorveglianza. «Che comprende non solo videosorveglianza, ma anche un pacchetto formazione con copertura del 90% dei costi» dettaglia Piani. «Il decreto arriverà a brevissimo, a settembre puntiamo ad avere prime strutture».
L’idea dei nidi ha avuto un sostegno ampio, pur con qualche dubbio sul controllo dei lavoratori e sulla presenza di archivi con immagini di minori (ovviamente con norme stringenti sulla privacy). Dal punto di vista dei lavoratori, Piani si sente sicura: «I sindacati stessi su questo discorso ci hanno seguito, perché passa il messaggio che è a tutela dei bambini ma anche degli stessi operatori».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 maggio 2019
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