Inchiesta Mensa dei Poveri, il Riesame nega la libertà a Gorrasi e Besani

I giudici di Milano hanno respinto la richiesta per l'ex-consigliere comunale azzurro di Busto Arsizio e per lo storico avvocato di Nino Caianiello. Restano ai domiciliari

carmine gorrasi

Carmine Gorrasi resta ai domiciliari e così anche Stefano Besani.  La richiesta di revoca delle esigenze cautelari per l’ex-consigliere comunale di Forza Italia a Busto Arsizio e per l’avvocato gallaratese è stata respinta dal Tribunale del Riesame di Milano.

Gorrasi, difeso da Davide Toscani, è indagato dalla Procura di Milano nell’ambito dell’inchiesta Mensa dei Poveri perchè secondo i magistrati del pool dell’inchiesta avrebbe permesso all’imprenditore in odore di ‘ndrangheta Daniele D’Alfonso, considerato dagli inquirenti il dominus dell’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione nel ramo milanese dell’indagine, di far transitare sui conti dell’Asd Busto 81, società della quale era direttore, una somma di danaro in parte poi girata all’allora candidato alle elezioni regionali Angelo Palumbo, poi eletto consigliere sempre per Forza Italia.

Secondo gli inquirenti Gorrasi avrebbe anche escogitato un sistema per finanziare illecitamente Forza Italia chiedendo all’addetto stampa dell’eurodeputata forzista Lara Comi di farsi aumentare da 1000 a 3000 euro il compenso (a spese del Parlamento Europeo) in modo da far retrocedere al partito la differenza. L’operazione stava per andare in porto proprio nel mese di maggio  ma è stata stoppata dall’intervento della magistratura.

Per Stefano Besani gli arresti domiciliari sono stati giustificati dalla Procura in relazione alla corruzione consumatasi attorno al complesso immobiliare di via Mazzini a Gallarate. Tuttavia il suo contributo illecito, come dimostrano le risultanze probatorie in atti, è molto più ampio rispetto alla formale contestazione. Secondo gli inquirenti egli è il legale dell’associazione criminale che fa capo a Caianiello. Viene definita come la persona di riferimento di per ogni occasione in cui occorre supportare, in punto di diritto, un affare illecito. Per il Riesame, dunque, perdura la necessità di precludere all’indagato la possibilità di mantenere la fitta rete relazionale che lo circonda.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 31 maggio 2019
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