Logistica e produzione alimentare, progetto da 300 mila mq tra Fagnano e Cassano

A proporlo è un grosso operatore della logistica a livello europeo che vorrebbe realizzarlo su un'area agricola e boschiva da 300 mila metri quadri, a ridosso di Pedemontana, ma ci sono dubbi

area logistica zust ambrosetti

Le aree agricole a ridosso dell’autostrada Pedemontana fanno gola agli operatori della logistica. La campagna elettorale in corso a Fagnano Olona porta alla luce un grosso progetto per la realizzazione di un polo logistico che da qualche mese giace sulle scrivanie dei tecnici del comune della Valle Olona, in attesa della nuova amministrazione.

Si tratta di un polo della logistica da 300 mila metri quadri con un potenziale di 350 nuovi posti di lavoro, che un colosso del settore vorrebbe realizzare su un’area attualmente agricola che ricade per l’80% nel comune di Fagnano Olona e per il 20 in quello di Cassano Magnago.

Il progetto prevede la realizzazione di una parte di pura logistica legata a Malpensa e ad alcune catene di supermercati che necessitano di spazi e una parte produttiva legata al settore dell’alimentare (imballaggio di prodotti alimentari e laboratori a servizio dei supermercati).

Il progetto fa gola perchè nelle casse del comune di Fagnano arriverebbero almeno 6 milio di euro e opere di compensazione importanti. C’è un però: è stato presentato ai due comuni interessati dall’architetto Gianluca Quartesan che risulta tra gli indagati nell’indagine Mensa dei Poveri della Dda e della Procura di Milano in quanto considerato uomo di fiducia del politico gallaratese Nino Caianiello, considerato il capo di un’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione.

Per il momento il progetto, per il quale c’è stato anche l’interessamento del consigliere regionale cassanese Angelo Palumbo (anche lui indagato nella stessa inchiesta), rimane fermo in attesa di capire quale sarà l’orientamento della prossima giunta di Fagnano Olona sul tema.

Una cosa appare certa, la possibilità di passare attraverso la procedura “rapida” della variante tramite sportello unico delle attività produttive sembra essere tramontata a causa del fatto che questo tipo di progetti non rientra tra quelli che possono avvalersi di una procedura semplificata. Servirà, dunque, un piano attuativo e una variante al Pgt per trasformare i terreni agricoli in industriali ma andrà valutato anche l’impatto ambientale dell’opera che andrebbe a sorgere su un’area verde, in parte boschiva e inserita all’interno del corridoio ecologico della Provincia di Varese.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 14 maggio 2019
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