Operazione “Piazza Pulita”, arrestati sindaco e due assessori di Legnano

Turbata legalità degli incanti, turbata libertà di scelta del contraente e corruzione elettorale. Sono queste le accuse a carico dei tre, arrestati dalla Guardia di Finanza di Milano. Undici gli indagati, dirigenti del Comune e amministratori di società

Generico 2018

Turbata legalità degli incanti, turbata libertà di scelta del contraente e corruzione elettorale. Manovre per collocare i proprio uomini in posti di potere, aggirando i concorsi pubblici di Legge. Tre concorsi truccati, nell’arco di cinque mesi.

Sono queste le accuse a carico di tre persone, arrestate dalla Guardia di Finanza di Milano nel quadro dell’operazione “Piazza Pulita” coordinata dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio.

In manette sono finiti il sindaco di Legnano Gianbattista Fratus (Lega) e l’assessore e vicesindaco in quota Forza Italia Maurizio Cozzi. La terza persona arrestata è Chiara Lazzarini, assessore ai Lavori Pubblici nominata da pochi mesi.
A Fratus sono stati concessi gli arresti domiciliari così come all’assessore Lazzarini. In carcere invece Cozzi, che ha la delega al Bilancio. Undici complessivamente sono gli indagati.

Arresti Legnano, tre i concorsi manipolati

Una riguarda una consulenza contabile per Europaservice – società partecipata da vari Comuni dell’Altomilanese – ed è contestata al solo Cozzi.  Avrebbe tentato di favorire il suo commercialista, facendo modificare il bando di gara nel dicembre del 2018: l’interessato si sarebbe poi sottratto per timore di conseguenze («un cagasotto», viene definito).
Una seconda turbativa riguarda il concorso per l’assunzione del dirigente sviluppo organizzativo del Comune di Legnano, che vedrà l’assegnazione «a Barbarese Enrico», concretizzatasi a fine 2018. È contestata a tutti e tre gli indagati.
A tutti e tre è contestato poi anche il terzo episodio, per la nomina del direttore generale di Amga spa, la capofila delle partecipate legnanesi.

La corruzione elettorale è contestata al solo sindaco Fratus: avrebbe nominato un consigliere di Aemme Linea Ambiente (che serve moltissimi Comuni della zona e oltre, fino a Magenta e Gallarate), in cambio dell’appoggio al secondo turno da parte di un altro candidato.

Elezioni 2017, l’appoggio al ballottaggio a Fratus in cambio di una poltrona

Cinquanta gli uomini della Guardia di Finanza impegnati dall’alba.
LegnanoNews scrive che le fiamme gialle hanno eseguito in mattinata controlli e perquisizioni negli uffici comunali di Legnano e in diverse sedi di società partecipate dal Comune. Perquisizioni sono state effettuate anche a Milano, in una società privata.

Il video integrale della conferenza stampa in Procura a Busto Arsizio:

Legnano: la crisi politica a marzo

L’amministrazione comunale di Legnano non vive da mesi una situazione tranquilla. La giunta è caduta il 29 marzo dopo essere stata sfiduciata dalla metà dei consiglieri comunali, ma la crisi era stata ricomposta grazie all’intervento del difensore civico regionale Carlo Lio sfruttando il fatto che non tutti i consiglieri comunali si erano dimessi contemporaneamente.

La crisi a Legnano partì da un rimpasto di giunta nel quale l’assessore alla Cultura Franco Colombo si dimise in contrasto con Fratus, mentre l’assessore ai Lavori Pubblici Laura Venturini fu “defenestrata” per far posto a Chiara Lazzarini.

(ultimo aggiornamento giovedì 16 maggio ore 12.09)

 

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 maggio 2019
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Giorgio Martini Ossola

    E’ intollerabile che certi personaggi vengano ancora difesi ed è intollerabile che una nazione sia sempre in balia di corrotti e malaffare. Il denaro pubblico è il frutto del lavoro dei cittadini,la corruzione è un vero cancro per una nazione,distrugge l’economia,la democrazia ed il tessuto sociale.
    E’ giunto il momento che gli italiani mettano da parte il tifo politico e mettano alla gogna chi di fatto è un vero flagello per la società,vanno espulsi subito non solo dal partito,ma dai pubblici uffici.

    1. Scritto da Felice

      @Giorgio Martini Ossola
      Non sono d’accordo con Lei. Il vero flagello per la società sono quattro pericolosissimi “colorati” che approdano con dei barconi sulle nostre spiagge.
      I nostri politici si avvantaggiano del diritto di poter attingere alla cassa pubblica, riempita dalle tasse pagate dai lavoratori dipendenti (quelli che non possono evadere le tasse).
      Nel frattempo per ringraziare gli italiani i nostri politici avallano condoni fiscale per ringraziare chi li ha fatti arrivare in quella posizione.
      E la gente, drogata da campagne politiche basate sulla installazione quotidiana della paura del “diverso” li vota con la pancia…ma sarebbe meglio dire con lo sfintere.

Segnala Errore