Ubi banca, tiene la domanda di credito di famiglie e imprese

I mutui erogati nel primo trimestre sfiorano i 100 milioni di euro, oltre mille mutui casa, per lo più a tasso fisso. Alle imprese 240 milioni di euro per investimenti. Luca Gotti: «La cultura finanziaria della clientela bancaria è in costante crescita»

Ubi Banca- Bpb generiche

«Il primo trimestre 2019 conferma l’evoluzione positiva della domanda di credito sebbene qualche segnale di una maggiore prudenza all’indebitamento da parte della nostra clientela, sia sul fronte dei privati che su quello delle aziende, lo stiamo avvertendo». Luca Gotti (foto), responsabile della macroarea territoriale Bergamo e Lombardia Ovest di Ubi Banca, nell’analisi della trimestrale parte da una considerazione relativa al clima che si vive in Italia, e non solo, in questo periodo.

Le dinamiche politiche interne, da una parte, e le tensioni internazionali alimentate dalla guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti, dall’altra, generano incertezza. Nonostante questo clima, Ubi Banca ha supportato le domande di mutui dei privati. «La dinamica rimane positiva – spiega il manager – essendo alimentata dall’effetto combinato di un permanente basso livello dei prezzi degli immobili e dal minimale livello del costo del denaro che consente di finanziarsi a tassi di interesse ai minimi storici».

I mutui erogati alle famiglie sfiorano i 100 milioni di euro, oltre mille mutui casa, per lo più a tasso fisso. «Abbiamo continuato a sostenere le famiglie – continua Gotti – anche sul fronte dei consumi, con circa 4.500 nuovi prestiti personali erogati per 40 milioni, a cui si aggiungono oltre 700 operazioni di cessioni del quinto per 11 milioni, in continua crescita. Sempre in quest’ottica, nei primi mesi dell’anno è stato lanciato il nuovo servizio “RicariConto” che consente di alimentare il saldo del conto corrente, rateizzando una o più spese già addebitate, come bonifici, carte di debito, bollette e pagamenti vari come rette universitarie, spese condominiali e spese mediche». Si tratta di un prodotto finanziario flessibile che consente di gestire la propria liquidità in totale autonomia. E le 24.000 adesioni sono la riprova del gradimento da parte della clientela. Cresce anche il comparto assicurativo ramo danni, contro gli imprevisti e le avversità. I clienti di Ubi Banca si assicurano fino al rimborso totale del debito in caso di decesso o invalidità e il rimborso delle rate in caso di perdita d’impiego o inabilità. Nel primo trimestre la ricchezza finanziaria della macroarea si è incrementata di oltre il 4% rispetto alla consistenza di fine anno, con particolare significatività della componente gestita e assicurativa.

«È un chiaro segnale – continua Gotti – di come la cultura finanziaria della clientela bancaria sia in costante crescita, che trova altresì corrispondenza sul fronte degli investimenti finanziari dove l’offerta del nostro gruppo è in continua evoluzione ed è supportata da un’attività di consulenza specifica finalizzata a indirizzare al meglio le scelte di allocazione dei risparmi della clientela». In un territorio densamente popolato da imprese, in gran parte medio e piccole, risalta il dato del credito erogato per investimenti, fondamentale per sostenere la ripresa, che nel trimestre raggiunge quota 240 milioni di euro.

«A questi – spiega il manager – si sommano impieghi leasing per 30 milioni e un significativo dato di factorizzazione dei crediti commerciali quantificabile in 170 milioni di turn over. Un importante risultato che conferma un inizio d’anno dinamico per il settore produttivo e dei servizi del territorio della macroarea che, contemplando le province di Bergamo, Varese, Lecco, Como e Monza Brianza, mantiene il suo peso strategico all’interno del gruppo e contribuisce con una quota determinante in termini di Pil nazionale».

Seppur il sistema produttivo del territorio sia tra i più dinamici del Nord Europa, con un’importante vocazione all’export, dati sopra la media e pronto alla sfida di Industria 4.0, ci sono pmi che non hanno pienamente agganciato la ripresa e Ubi Banca continua a sostenere anche queste. «Continuiamo a garantire il nostro sostegno – conclude Gotti – anche attraverso gli strumenti previsti dall’accordo per il credito 2019 sottoscritto tra l’Abi e le associazioni di rappresentanza delle imprese. La nuova misura denominata “Imprese in ripresa 2.0” prevede  per le aziende in difficoltà la sospensione degli impegni finanziari in essere, mutui e prestiti, e l’allungamento della scadenza dei debiti stessi».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 maggio 2019
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