Dalla rete arrivano oltre 2 milioni di euro al Pordenone Calcio

Si è chiusa la campagna di equity crowdfunding "Pordenone 2020". Roberto Tajana (The best equity): «Un precedente importantissimo che ha aperto una strada sulla quale abbiamo intenzione di continuare a camminare»

Avarie

Il nome del Pordenone Calcio verrà ricordato per due imprese. La prima ha il sapore della sfida tra Davide e Golia: quando ancora militavano in serie C, i “ramarri” hanno costretto una grande squadra come l’Inter allo spareggio ai rigori in Coppa Italia. La seconda è ancora più audace, perché è la sfida lanciata al mercato, da sempre difficile da conquistare per le piccole società. Invece la campagna di raccolta fondi “Pordenone 2020 si è chiusa con un “bottino” straordinario di 2.274.502 euro versati da 254 investitori. Si tratta per la precisione di un’operazione di equity crowdfunding, uno strumento grazie al quale più investitori, attraverso un portale online autorizzato, possono investire in startup innovative o anche in piccole e medie società ricevendo in cambio quote societarie (equity).

I responsabili di “The best equity“, la società che ha realizzato la campagna di equity crowdfunding del Pordenone, hanno dimostrato che la raccolta fondi può funzionare anche per una società di piccole dimensioni e per di più sportiva. La condizione è che ci sia un progetto serio alle spalle e il Pordenone Calcio, con i suoi 400 giovani tesserati, un’attenzione speciale al sociale e un legame strettissimo con il territorio, sembra averlo.

«Insieme agli amici del Pordenone abbiamo creato un precedente importantissimo e aperto una strada sulla quale abbiamo intenzione di continuare a camminare – commenta Roberto Tajana uno dei soci fondatori di The best equity –  Siamo convinti che l’equity crowdfunding possa essere lo strumento giusto per tutte quelle società sportive che si trovano a dover combattere con la difficoltà di reperire risorse».

Nel frattempo i “ramarri” sono stati promossi per la prima volta nella loro storia in serie B.

di michele.mancino@varesenews.it
Pubblicato il 20 giugno 2019
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