Forzisti “anarchici” e maggioranza da garantire, Cassani su un crinale

Con l'addio di Forza Italia dalla giunta, ora c'è da garantire i numeri in consiglio. Dopo l'apertura agli assessori civici, il sindaco lancia segnali di apertura (senza dimenticare il resto del centrodestra)

La nuova giunta di Andrea Cassani

Fatto il rimpasto di giunta, ora c’è da garantire la maggioranza. È uno stretto crinale, quello su cui cammina il sindaco Andrea Cassani, dopo l’inchiesta “Mensa dei poveri” che ha travolto Forza Italia e ha costretto appunto a rimettere mano alla squadra di governo, rinnovata per oltre metà dei nomi.

Forza Italia, nel suo comunicato di settimana scorsa, si è detta stupita dalla scelta di Cassani e ha usato un linguaggio un po’ sibillino. Il gruppo forzista sarebbe tentato da una sorta di “appoggio esterno”, valutando caso per caso cosa votare e cosa no. Ma in mancanza di vertici locali e provinciali potrebbero anche emergere posizioni personali dei singoli consiglieri (alcuni consiglieri sarebbero più ostili di altri, dopo l’allontanamento del partito dalla giunta). Di certo, se tutto il gruppo votasse contro, l’amministrazione non avrebbe i numeri per continuare

E allora? Ora Cassani si muove su due linee: consolidare e allargare.
Sul primo fronte, ad esempio, ha “blindato” il sostegno di Fratelli d’Italia mediante la promozione dell’assessore Francesca Caruso a vicesindaco, parando il colpo da possibili malumori della “ala destra” del suo schieramento.
Quanto all’allargare, l’operazione fatta con la giunta è evidente: spazio a candidati della società civile, per allargare un nuovo consenso e fiducia in città. Sul piano del consiglio comunale, però, serve altro: i consiglieri sono sempre quelli eletti nel 2016 ed è tra loro che si deve trovare i numeri per andare avanti.

Nei giorni scorsi Cassani ha incontrato Rocco Longobardi, oggi sui banchi di minoranza come consigliere di Gallarate 9.9. «Con Longobardi c’è un dialogo che va avanti da qualche mese, cinque o sei mesi. Oltre che una simpatia reciproca, ci lega l’idea di voler fare il bene della città». Questo vuol dire che c’è un accordo in vista? «No, ma su base programmatica si può sempre trovare un’intesa». Possibile traduzione: Longobardi sta sui banchi della minoranza, ma garantisce i numeri alla maggioranza, nel caso manchino (alcuni) voti di Forza Italia.

Insomma, un ruolo “opposto” a quello dei consiglieri di Libertà per Gallarate, Luigi Fichera e Luca Carabelli. Che stanno sui banchi di maggioranza, ma spesso si sono fatti voce critica, come nel caso del voto di adozione del Pgt. «Quanto ai due consiglieri del gruppo misto (Cassani non li nomina direttamente, ndr), io non ho problemi con loro, ma con il loro referente locale che ha tradito gli accordi». Quali accordi avrebbe violato Luca Ferrazzi? «Chiesero in giunta l’assessore Franco Liccati, garantirono che sarebbero rimasti nel gruppo della Lega. Ma non è stato così: sono usciti, anche se io ho tenuto fede alla parola data e Liccati è rimasto assessore» (si dimise poi a inizio 2017).
E adesso, cosa chiede ai “ferrazziani”? «I singoli consiglieri possono rientrare in maggioranza, ma mai rientreranno se mantengono un legame con il loro referente politico».

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 06 giugno 2019
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