La fanfara dei bersaglieri sfila in Francia nei luoghi della Prima guerra Mondiale

L'esibizione dei "cappelli piumati" al festival di musica militare di Saint Quentin, città che nel 1914-18 era sulla linea del fronte

La fanfara dei bersaglieri di Lonate a Saint Quentin

Un grande spettacolo, in un luogo storico. È stata un’altra esibizione di successo, quella della Fanfara Tramonti-Crosta al festival di musica militare di Saint Quentin, nel nord della Francia. Un debutto in una città che poco più di un secolo fa, dal 1916 a fine conflitto, era proprio sulla linea del fronte.

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Oggi le formazioni militari non si combattono, ma si confrontano a tempo di musica, in questo “tattoo” (festival di musica militare) arrivato alla 33esima edizione. «Un vero successo per la fanfara: non eravamo mai stati a Saint Quentin» dice Gianclaudio Ruggeri, presidente della Fanfara di Lonate Pozzolo, vicino a Malpensa.

Insieme ai bersaglieri hanno dato spettacolo anche la K & G, formazione di 70 elementi da Leiden nei Paesi Bassi, la Fanfara presidenziale del  Kazakistan, la fanfara della Brigade de Sapeurs Pompiers di Parigi (nella capitale francese, i pompieri sono militari dell’Esercito), la Buhos Marching Band dal Messico, la transalpina La Vaillante Show and MarchingBand.

«Sabato 8 giugno nella mattina abbiamo eseguito le prove generali del tattoo, al pomeriggio abbiamo fatto una prova di sfilata nel centro della città. E alla sera ci siamo esibiti al palazzetto dello sport, con una capienza di 3mila posti a sedere» continua Ruggeri. «Tutto il pubblico all’esecuzione della Fanfara si è alzato in piedi applaudendo. Domenica pomeriggio abbiamo poi partecipato alla grande parata nel centro della città, aprendo il défilé a passo celere e passo di corsa».

Hanno sfilato così tra gli edifici gotici (restaurati dopo la guerra) e quelli art decò degli anni Venti, successivi alla ricostrizione, «in un centro pieno di spettatori, cittadini che ci hanno dedicato una ovazione». 

Tra le diverse formazioni «abbiamo fraternizzato con i messicani di Puebla» e ipotizzato una possibile manifestazione in Messico. Insomma: un weekend pieno di soddisfazioni, nonostante un impegno notevole sul piano dei tempi, con «900 km all’andata e altrettanti al ritorno» in pochi giorni. «Siamo partiti giovedì notte a mezzanotte e siamo tornati stamattina [lunedì, ndr] alle 5 del mattino».

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

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Pubblicato il 10 Giugno 2019
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