«Ecco la nostra storia fatta di fili, trame e legami»

Giovanni Locatelli per celebrare i 150 anni della Ratti Luino srl ha organizzato una serata teatrale che sarà evento collettivo per l’intero Luinese

Avarie

Dici “Ratti” a Luino, e si sveglia la memoria collettiva. Un po’ quello che di solito accade per i grandi fatti del Paese che fanno venire in mente dove si era quel giorno, a quell’ora: il cassetto dei ricordi si spalanca e c’è il sindaco che chiude un attimo gli occhi e parla del nonno della moglie che lavorava nelle fonderie di questa azienda meccanotessile ai vertici dell’eccellenza, salvata nel 2010 dal fallimento e oggi portata in palmo di mano come esempio.

Del resto lo stesso Giovanni Locatelli ci lavorò, alla Ratti, prima del militare: «Mio padre, mio zio, e tante altre persone che conosco, hanno lavorato alla Ratti», lo ha ricordato questa mattina alla presentazione, a palazzo Verbania, dello spettacolo teatrale del prossimo 5 luglio in cui verrà ripercorsa la storia dei 150 anni dell’azienda.

Così si spiega perché tanto interesse da mandare quasi sold out la serata: è storia di famiglia per i lunensi e sebbene ora lo stabilimento sia a Cassano Valcuvia, in tanti sanno che quel nome porta ancora un cognome importante, appunto “Ratti Luino”.

«No, non potevamo cambiarlo il nome – ha spiegato Locatelli – . Del resto furono i miei figli a spingermi, nove anni fa, a rilevare l’azienda. “Papà, non facciamola fallire. Non si può”. L’ultima data utile era il 9 marzo. Firmammo le carte l’8, festa della donna».

Da allora questo imprenditore proprietario delle Minuterie metalliche di Grantola – sua ancora oggi questa azienda – cominciò a far ripartire la nave da un numero magico: 23. Ventitrè erano i dipendenti che restavano, dopo il passato glorioso della fabbrica di macchinari per il tessile che nei tempi d’oro di maestranze ne aveva a centinaia. E quei 23 sono al lavoro ancora oggi e in questi giorni molti di loro sono impegnati nella fiera del meccanotessile a Barcellona.

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L’azienda è oggi in salute, spiega Locatelli, ma ci sono fondamentalmente due problemi cronici da affrontare: quello infrastrutturale, legato ai trasporti, e la vicinanza con la Svizzera che assorbe manodopera qualificata italiana che oltreconfine si riempie le tasche di franchi: «Facciamo fatica a trovare buoni operai».

Per questo al fianco della Ratti alla presentazione dello spettacolo c’era anche Confartigianato Imprese Varese che da tempo sta portando avanti la questione dell’abbattimento del cuneo fiscale nelle aree di confine.
“Fili, Trame, Legami” – questo il nome dello spettacolo racconta la storia dell’azienda nata nel 1869 dall’intuizione di un giovane originario di Canzo, Michele Ratti, e cresciuta attraverso le innovazioni apportate dai figli e dai nipoti, poi sopravvissuta alla violentissima crisi del tessile.

La vicenda umana degli uomini e delle donne della Ratti, delle loro famiglie e del territorio nel quale l’azienda ha trascorso i suoi primi 150 anni saliranno dunque sul palco grazie a una collaborazione nata tra Coopuf Teatro, Confartigianato Imprese Varese e Ratti Luino Srl.

Patrocinato dalle amministrazioni di Luino e Germignaga e dall’Università degli Studi dell’Insubria e realizzato grazie alla collaborazione del Centro di ricerca mass media e società e del Corso di laurea in storia e storie del mondo contemporaneo dell’ateneo di Varese e Como, lo spettacolo accompagnerà gli spettatori lungo le due strade della Ratti: quella che conduce a Michele, e ai suoi eredi. E quella che arriva fino a Giovanni Locatelli e ai suoi figli. Al contempo, verranno tratteggiate persone, vicende e destini di coloro che qui hanno lavorato e vissuto. Migliaia di persone: nonni, genitori, nipoti e pronipoti. Almeno quattro generazioni di vite intrecciate dal filo e dal metallo del meccanotessile e della sua filiera.

In “Fili, Trame, Legami” si mescolano il palcoscenico, la ricostruzione storica e la testimonianza di una saga imprenditoriale che in molti ancora ricordano in maniera a tratti epica, con figure come quella di Eraldo Bordin, oggi pensionato
ottantenne e, nel 1965, giovane dipendente inviato in Pakistan per l’installazione di 60 torcitoi. Bloccato dallo scoppio del secondo conflitto indo-pakistano, per rientrare gli furono necessari 1300 chilometri percorsi con mezzi di fortuna, l’aiuto di un prete e tanto coraggio. Anche Giorgio Frattini è un ex dipendente e anche lui, che con la Ratti ha visto il mondo, alla Ratti è rimasto legato al pari di Gabriele Brovelli, che in ufficio tecnico fu maestro di tanti e “costruttore” di macchine che hanno fatto la storia dell’impresa.
Macchine che ancora oggi, peraltro, sono il motore di aziende tessili della zona, le poche ancora rimaste a giocare la battaglia del manifatturiero.

Fili, Trame, Legami – 150 anni da Michele Ratti alla Ratti Luino Srl”
sabato 5 luglio 2019 ore 21
Colonia elioterapica di Germignaga
(è consigliabile prenotare mandando una mail a relazioni.esterne@asarva.it)

IL PROGRAMMA
Ore 21 – Saluto dei sindaci di Germignaga e Luino e del presidente di Confartigianato
Imprese Varese, Davide Galli
Ore 21.15 – Spettacolo teatrale “Fili, Trame, Legami – 150 anni da Michele Ratti alla Ratti Luino Srl”
Ore 22 – Il Luinese ieri e oggi: il video dei ricordi
Ore 22.15 – Storia, testimonianze e obiettivi: Andrea Candela, Renzo Fazio, Giovanni
Locatelli, Mauro Colombo e gli ex dipendenti della Ratti
Ore 22.45 – Conclusioni e light dinner vista lago

LA RAPPRESENTAZIONE TEATRALE
Una linea temporale che unisce l’impresa nei suoi 150 anni di storia da Michele Ratti alla Ratti Luino srl. Due attori che raccontano i momenti entusiasmanti e le difficoltà di un’impresa. I valori di famiglia, di amicizia di intraprendenza e coraggio che fanno sì che una impresa diventi una grande azienda. Il racconto di un territorio che crea opportunità e trova nella storia le sue ragioni, che nelle comunità trova le maestranze e le conoscenze che determinano il valore aggiunto di una impresa. I fili che compongono le trame di una storia fatta di legami e di valori.

Scritto, diretto e interpretato
Andrea Minidio e Michele Todisco
Consulenti storici
Renzo Fazio e Pierangelo Frigerio

di
Pubblicato il 25 giugno 2019
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