La Svizzera blocca parte dei ristorni dei frontalieri per coprire i debiti di Campione d’Italia

Si prevede solo il pagamento della prima tranche di circa 80,5 milioni di franchi svizzeri in relazione al totale complessivo di oltre 84 milioni

campione d'italia

La Svizzera blocca una parte dei ristorni dei frontalieri per coprire il debito accumulato dal Comune di Campione d’Italia nei confronti della Confederazione Elvetica.

La notizia è destinata a far discutere perché il Consiglio di Stato svizzero procederà al pagamento all’Italia della quota dei cosiddetti ristorni per l’anno 2018, dei lavoratori frontalieri, secondo l’accordo italo-svizzero del 1974 ma non interamente.

Il pagamento avverrà in due tranche e terrà conto della situazione creditizia degli enti pubblici ticinesi nei confronti del Comune di Campione d’Italia. In sostanza si prevede solo il pagamento della prima tranche di circa 80,5 milioni di franchi svizzeri in relazione al totale complessivo di oltre 84 milioni, mentre la seconda tranche ferma risulta essere di 3,8 milioni, pari all’importo che gli enti ticinesi devono riscuotere da Campione d’Italia al fronte dei servizi erogati.

L’opposizione Pd è la prima ad attaccare il Governo: “Il Governo Lega-M5s sta facendo pagare a tutti i comuni di frontiera le difficoltà di Campione d’Italia, allargando a macchia d’olio i problemi di sopravvivenza della nostra exclave. Ne risponderanno direttamente il Ministro dell’Interno, che è responsabile anche della finanza locale, e quello dell’Economia”, è un attacco diretto a Salvini e Tria quello del Pd che per voce di Angelo Orsenigo che aggiunge: qQuanti mesi è che diciamo che il Governo centrale deve finalmente occuparsi della nostra piccola comunità? Che non deve abbandonare i 2mila italiani che vivono a Campione?».

Dalla maggioranza arrivano le considerazioni sulla vicenda di Campione da parte del deputato M5s Niccolò Invidia: «In questo momento siamo in attesa a breve della relazione del Commissario Straordinario così come previsto dal comma 570 della recente legge di Bilancio 2019. L’intenzione del Governo resta quella di riattivare la Casa da Gioco, al momento l’unica attività economica del paese che ha bisogno di ripartire per poi poter sviluppare anche altre attività economiche collaterali incentivate sempre dalla recente Legge di Bilancio. Nel frattempo il governo ha ben operato nel decreto Crescita grazie ad un emendamento che permette comunque una base per la ripresa futura; soprattutto in questo momento era importante iniziare a calmierare la difficile situazione economica dell’Ente e dei suoi dipendenti, garantendo altresì i servizi essenziali ad una comunità molto provata e a una Svizzera comprensibilmente in imbarazzo».

«Quello che preoccupa non è però solo questa figuraccia ma l’assenza di una politica estera per la Svizzera del Governo Conte – rincara la dose il senatore Dem Alessandro Alfieri -. Di fronte ad un Canton Ticino che mira pezzo dopo pezzo a far saltare gli accordi del ’74 e quindi il sistema dei ristorni, il Governo Conte cosa risponde? Da Roma per ora silenzio. Il Governo Gentiloni stoppò la ratifica dell’accordo sull’imposizione dei frontalieri, Lega e Cinque stelle sono ora in grado di difendere almeno gli accordi del ’74?».

«L’auspicio – ha detto invece l’assessore regionale ai rapporti con la Confederazione Elvetica Massimo Sertori – é che il Governo italiano si attivi a sistemare la situazione di Campione d’Italia e quindi anche al conseguente pagamento della seconda tranche. I rapporti tra Lombardia e Ticino sono sempre più intensi e proficui al punto che stiamo seguendo la Road-Map condivisa e approfondendo anche la questione della fiscalità dei frontaliere per addivenire alla modifica della bozza del 2015 e farla confluire ai relativi governi centrali. L’Intento è quello di sbloccare la situazione di “empasse” creatasi in questi anni cercando soluzioni che sul fronte lombardo non penalizzino i nostri frontalieri, ma al tempo stesso possano andare incontro alle esigenze manifestate degli amici ticinesi».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 giugno 2019
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