Sea spiega l’operazione-Linate a Malpensa, il fronte contrario si mobilita

Il direttore di Sea Alessandro Fidato ha presentato ai cittadini il piano per fronteggiare la chiusura di Linate. Proteste dal pubblico, con l'adunata di tanti comitati, associazioni ambientaliste, sigle sindacali

Assemblea Lonate Sea

È stato un pomeriggio caldo a Lonate Pozzolo. Al Monastero San Michele ha avuto luogo l’assemblea pubblica per esporre nel dettaglio ai cittadini il progetto ‘Bridge’, vale a dire il progetto realizzato da Sea per far fronte alla chiusura di Linate – dal 27 luglio al 27 ottobre – e il conseguente spostamento della maggior parte dei voli proprio nell’aeroporto varesino (i motivi li abbiamo spiegati in questo articolo).

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«Non c’è bisogno di fare allarmismi», dichiara Alessandro Fidato, Airport Management Director di Sea (qui nel dettaglio i piani di Sea per Malpensa).

Dopo aver annunciato con entusiasmo l’assegnazione delle olimpiadi invernali del 2026 a Milano e Cortina, Fidato ha fornito alcuni dati per costruire un quadro più chiaro: «Malpensa è pronta ad affrontare l’aumento di traffico previsto per quel periodo. Ricordo che, prima del dehubbing di Alitalia avvenuto nel 2007, Malpensa gestiva ogni anno una quantità di movimenti superiore a quella odierna, pari circa a 260mila. Nei tre mesi di chiusura di Linate i movimenti saranno leggermente superiori a quelli avuti prima del 2007: abbiamo calcolato che a fine anno raggiungeremo quota 226mila movimenti».

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«Va inoltre detto – aggiunge – che fino al 2007 gli MD-80, tra gli aerei più inquinanti e rumorosi, erano circa il 40%. Oggi non ce ne sono più». Ma dalla platea viene fatto notare che la scorsa notte è passato proprio un MD-80: «Me ne scuso», ha dichiarato Fidato, che ha precisato: «Deve essere stato un charter sostitutivo. Deve essere stata una sostituzione imprevista, perché altrimenti quegli aerei non possono passare».

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Ma perché la maggior parte dei voli sono stati spostati a Malpensa, e non sono stati distribuiti equamente negli altri aeroporti? «Non è responsabilità di Sea – afferma Fidato – ma delle compagnie aeree. Alcune hanno spostato i voli a Bergamo, altre, come Alitalia, ha sospeso alcuni voli per quel periodo (come il diretto Roma-Milano, ndr); tutte le altre hanno deciso di spostarsi qui a Malpensa. Ma – precisa – siamo preparati per accoglierle. Oggi Malpensa è abilitata a 70 movimenti orari; nei tre mesi in questione, non ci avvicineremo a questa cifra».

Diversi cittadini hanno però manifestato il proprio dissenso. Molti sono stati i cartelli di protesta, dai titoli come “Basta chiacchiere”, o “+ aerei, + inquinamento, + morti”. Critiche anche all’organizzazione dell’incontro e alla sindaca di Lonate Nadia Rosa (presidente di turno del Cuv), rea di aver concesso troppo spazio a Sea e aver dettato le «regole d’ingaggio»: «Questo non deve essere un loro comizio», hanno dichiarato alcuni manifestanti. «Chiediamo ai sindaci di non essere la controparte di Sea, ma di lavorare per noi cittadini».

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«Non hanno mai nominato il territorio» ha detto a margine Walter Girardi, storico esponente ambientale, Viva Via Gaggio, a fianco di Armando Curto, sommese, rappresentante del quartiere San Bernardino, parte bassa di Somma. «Che senso ha una assemblea di questo genere se non si cerca un confronto con il territorio?»

«Ci dicono che non hanno deciso loro lo spostamento dei voli. Io ritengo che ci dovesse essere una Valutazione d’Impatto Ambientale precedente sul trasferimento». Una vicenda che secondo Girardi approderà presto a Roma: «Rossella Moroni di LeU presenterà una interrogazione parlamentare sui passaggi».

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Pubblicato il 24 giugno 2019
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