Un giorno nel mondo rurale e della tradizione contadina di Gerenzano e Uboldo

E’ all’interno del Progetto Ambienti@moci 2019 e si svolgerà domenica 23 giugno 2019, presso il Fontanile di San Giacomo

Generico 2018

Festa Contadina, quarta edizione. Questa festa itinerante l’anno scorso venne organizzata a Uboldo, alla Cascina del Soccorso.

L’iniziativa è organizzata dalle Pro Loco di Gerenzano e Uboldo, con la collaborazione del Parco dei Mughetti, delle Associazioni il Gelso di Gerenzano ed ECO 90, con il patrocinio del comune di Gerenzano.

E’ all’interno del Progetto Ambienti@moci 2019 e si svolgerà domenica 23 giugno 2019, presso il Fontanile di San Giacomo. Alle ore 10 sono previste visite guidate all’area naturalistica del fontanile, nell’area naturalistica del Parco dei Mughetti. A seguire visite guidate all’Oratorio di San Giacomo.

Tradizionalmente si fa risalire la sua costruzione alla volontà di Giacomo Fagnani che decise di costruire una chiesa in onore del Santo Apostolo; la costruzione venne avviata nel primo decennio del XVI secolo, all’interno si trovano decorazioni ed affreschi attribuiti a Marco d’Oggiono; nell’abside la “Pala della Madonna con Bambino” attribuita ad Agostino da Lodi (inizio ‘500).

La testa del Fontanile di San Giacomo è collocata nel Comune di Gerenzano, ed alimenta una roggia che scorre verso sud fino al centro abitato di Uboldo. La localizzazione di questa risorgiva è particolare, poiché si trova più a nord rispetto alla “linea dei Fontanili” della pianura lombarda, dove questo fenomeno è più frequente: qui infatti la risalita dell’acqua è dovuta in parte alla geologia del sottosuolo e in parte all’azione antropica per l’estrazione dell’argilla. Il fontanile è essenzialmente un ecosistema artificiale, che sfrutta la presenza della falda in prossimità del piano di campagna, ne intercetta le acque mediante una escavazione (testa del fontanile) e le trasporta a valle mediante canali.

Una giornata da vivere assaporando la semplicità …

«Erano i primi anni del secolo scorso – spiegano gli organizzatori; i nostri contadini vivevano quasi sempre in campagna e non conoscevano né feste, né riposo. Iniziavano a lavorare la mattina molto presto e smettevano la sera molto tardi con il buio. Il mestiere di contadino è il più antico e fondamentale del mondo, in ogni epoca, fino ai nostri giorni, perché ha assicurato e assicura la sopravvivenza dell’umanità ed il progresso. Ciò che allora accomunava la gente di Gerenzano e di Uboldo era la fiera capacità di gesti di solidarietà di chi lavora duramente nei campi ogni giorno, per assicurare la sopravvivenza di tutti».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 giugno 2019
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