Ambiente, cinema, fede e tecnologia: il cambiamento di Busto riguarda tutti

La quarta giornata di Territori in Tour a Busto ha toccato temi differenti tra loro ma accomunati da un minimo comune denominatore: la necessità di stare al passo coi tempi


Il quarto ed ultimo giorno di Territori in Tour a Busto Arsizio ha toccato diversi ambiti della vita di un territorio. L’ambiente, la fede, la scuola, l’innovazione, il cinema, la rigenerazione urbana si intrecciano nel racconto di un territorio complesso in cui gli strati si sovrappongono uno all’altro. Unico denominatore comune: il cambiamento. territori in tour busto arsizio

Laura Rogora è la presidente del Consorzio Parco Alto Milanese, unico vero polmone verde della conurbazione Busto Arsizio-Castellanza-Legnano: «Quest’area di 360 ettari è l’ultimo polmone verde rimasto. A differnza di altre aree boschive della provincia non abbiamo più il fenomeno degli spacciatori e sono diminuiti anche i casi di abbandono dei rifiuti. Il motivo è semplice:è abbiamo ridato l’area in mano a chi la vive e cioè le guardie ecologiche volontarie, associazioni, Protezione Civile e famiglie. Sono le nostre sentinelle, amano questo posto e lo rendono vivo passeggiando, organizzando attività, gare e molto altro».

Da un’area verde da proteggere ad un’area industriale da rigenerare, quella del polo chimico di Castellanza. Il sindaco Mirella Cerini sta affrontando una sfida importante per il futuro della sua città e di Olgiate Olona: «Stiamo cercando di collaborare per avere una visione comune sul futuro pubblico e privato di un’area da 170 mila metri quadrati che per decenni ha dato lavoro a molte persone ma che oggi appare come una grande area da trasformare. Sul versante di Castellanza stiamo mettendo mano alla variante al documento di piano, uno strumento urbanistico che ci permetterà di provare a disegnare la ricucitura tra la parte residenziale della città e l’altro versante che sta oltre il sedime della ferrovia».

Il territorio di Busto Arsizio si rigenera anche attraverso la cultura. Minnie Ferrara è la direttrice dell’ Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni, una scuola di cinema che negli anni si è saputa ritagliare un suo spazio nel panorama cinematografico italiano e che raccoglie studenti provenienti da tutta Italia: «Busto ha saputo precorrere i tempi puntando sul sistema cinema e sulla formazione in un ambito della comunicazione che oggi è di grande importanza. Oggi questa città è una delle case del cinema italiano grazie anche al sistema cinema che è composto dalla scuola, dal Busto Arsizio Film Festival e da una rete di sale cinematografiche d’essai che resiste e dà un valore aggiunto alla città».

Quando anche la religione che si basa sui dogmi, comincia ad accettare il cambiamento, significa che tutto sta cambiando. Monsignor Severino Pagani è il prevosto di Busto Arsizio e ci ha raccontato come questo sia visibile anche nel mondo della fede cristiana: «A Busto abbiamo deciso di permettere a chi non puó venire in chiesa di ascoltare la messa dal proprio smartphone grazie all’app Belltron Streaming. Il modo di comunicare il messaggio del Signore è cambiato e noi ci adeguiamo».

L’industria 4.0 è uno degli elementi di maggiore innovazione e cambiamento per le fabbriche del territorio e la Comerio Ercole è una delle realtà che ha saputo meglio interpretare questo cambiamento. Nella storica fabbrica (con quasi 140 anni di storia) tra Busto e Castellanza abbiamo incontrato il patron Riccardo Comerio: «Oggi grazie all’internet delle cose possiamo controllare da qui centinaia di macchine installate in tutto il mondo grazie ad un centro di controllo all’avanguardia».

Nel territorio di Busto Arsizio abbiamo voluto inserire anche l’università Carlo Cattaneo – Liuc perchè da qui esce la classe dirigente del futuro e abbiamo intervistato il rettore Federico Visconti sul tema: «La nostra università forma parte della classe dirigente del territorio e non solo. Qui il cambiamento è continuo per dare una formazione completa ai nostri studenti. Continuiamo a puntare su internazionalizzazione, sullo sviluppo della Business School e su nuovi corsi che sappiano dare ai nostri ragazzi gli strumenti corretti per affrontare il mondo del lavoro».

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 12 luglio 2019
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