Il difensore di Del Bergiolo: “Solo un collezionista illegale di armi”

L'avvocato del gallaratese al centro dell'inchiesta su un arsenale di armi comuni e da guerra (compreso un missile) spiega: "Si tratta di un collezionista che non c'entra nulla con l'ultradestra"

Missile antiaereo sequestrato

L’arresto di Fabio Del Bergiolo, il 60enne gallaratese a cui Digos e Ucigos di Torino ha sequestrato un aresenale di armi tra le quali anche alcune considerate da guerra e nella cui disponibilità è stato trovato un missile aria-aria Matra, è stato convalidato dal gip Nicoletta Guerrero.

Fucile d’assalto e mitragliette nella casa dell’ex ispettore di Malpensa

Il suo legale Fausto Moscatelli si dice sereno sia per quanto riguarda il possesso di tutte quelle armi che per la questione del missile: «Da quello che so di lui posso dire che si tratta di un grande appassionato, esperto di armi che scrive su riviste on line di settore e paragonabile ad un collezionista illegale di reperti archeologici o di quadri – spiega il legale – certamente quelle armi non erano detenute legalmente ma non è infrequente trovare persone che per una passione si cacciano in qualche guaio pur di avere un determinato oggetto».

Armi che, sempre secondo l’avvocato, non avrebbero mai sparato da quando sono in suo possesso «e da quello che mi ha riferito lo sarebbero da molto tempo. Per questo chiederò una perizia al Gip che possa appurare in primis che quelle armi non hanno mai fatto fuoco di recente e che quelle considerate da guerra perchè sparano a raffica, in realtà, non sono in grado di farlo».

Armi da guerra ai combattenti nel Donbass, indagini anche a Varese

Sui legami con l’ultradestra e i combattenti del Donbass (Ucraina) Moscatelli non si sbilancia: «Il mio cliente sostiene di non avere, attualmente, legami con organizzazioni di estrema destra e che nelle fasi del sequestro gli inquirenti non hanno toccato tutta la parte di collezione che riguardava vessilli e cartelli relativi all’ex-Unione Sovietica». La sua candidatura con Forza Nuova nei primi anni duemila sembra essere considerato «un episodio datato nel tempo ma questo dovrà spiegarlo lui».

Maggiore cautela da parte di Moscatelli sull’aspetto più angosciante di tutta questa vicenda e cioè che nella disponibilità del 60enne, ex-dipendente dell’Agenzia delle Dogane poi licenziato per una frode, ci fosse un missile da caccia che pare fosse in dotazione all’esercito del Qatar: «Il ruolo del mio assistito nella vicenda è del tutto incidentale. Ci sarà tempo e modo per spiegare quanto avvenuto ma non voglio dire altro».

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 15 luglio 2019
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