Ex-carcere, ok della Sovrintendenza al progetto del polo culturale

Approvato dai Beni Culturali il progetto per trasformare l'edificio storico in un polo multifunzionale dedicato alle arti multimediali ma non solo. Intanto una multinazionale tratta per entrare nella Residenza del Conte

ex carceri

La sovrintendenza ha dato l’ok al progetto dell’amministrazione comunale di Busto Arsizio per il recupero funzionale dell’ex-carcere austroungarico di via Borroni. L’edificio, che si trova proprio di fronte alla biblioteca, fa parte dell’accordo tra amministrazione comunale e Soceba (la società che ha realizzato l’intervento edilizio di piazza Vittorio Emanuele II) insieme al conventino di via Matteotti.

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Secondo gli accordi presi l’impresa dovrebbe realizzare l’intervento a scomputo degli oneri di urbanizzazione per 2,5 milioni di euro (900 mila per il carcere). Il progetto prevede la trasformazione dell’ex-carcere (che manterrà le sue caratteristiche architettoniche anche all’interno) in un polo multifunzionale ( con predisposizione per le arti multimediali) con caffetteria, salette per esposizioni e per lo studio, sala per conferenze, ascensore e scala esterni.

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L’assessore alla Cultura Manuela Maffioli è entusiasta ma anche cauta: «Finalmente la situazione si sta sbloccando e questo è un buon segno. Da parte nostra stiamo lavorando per individuare i soggetti che possono mettere in atto il nostro progetto di recupero funzionale. L’idea è quella di completare il polo culturale che si affaccia sulla piazza Vittorio Emanuele e che vede già la presenza delle Civiche Raccolte d’Arte di Palazzo Cicogna, della biblioteca con la parte nuova nell’ex-corte d’Assise, e una terza forma di cultura che troverà posto nell’ex-carcere».

Anche il sindaco Antonelli è entusiasta e aggiunge: «L’ok della sovrintendenza è fondamentale per accelerare l’intervento di recupero. La nuova piazza e tutto il quartiere ne beneficeranno. Le cose stanno cambiando anche per il costruttore che sta trattando l’arrivo (nel palazzo che si affaccia direttamente sulla piazza Vittorio Emanuele II) del quartier generale di una importante multinazionale che ha sede vicino a Busto». La trattativa è in atto e il riserbo è ancora d’obbligo ma questa volta sembra che gli edifici realizzati nel complesso della “Residenza del Conte”, fino ad oggi in gran parte vuoti, possano finalmente riempirsi.

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di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 03 luglio 2019
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