Andrea lotta contro il melanoma e chiede aiuto con una raccolta fondi on line

Un luinese di 26 anni sta combattendo dal 2014 contro la malattia che avanza. Per farlo ha intenzione di andare in Israele per seguire una cura molto costosa ma efficace

andrea rossi raccolta fondi cancro

Si chiama Andrea Rossi, ha 26 anni e abita a Luino. In città è molto conosciuto così come suo fratello Marco che è consigliere comunale con delega allo sport.

Da tempo Andrea sta combattendo contro un melanoma maligno che è arrivato al quarto stadio e che non sembra volersi fermare. Andrea è disposto a fare tutto pur di batterlo e tornare alla sua vita di prima e per questo ha deciso di chiedere aiuto al mondo intero attraverso una raccolta fondi su internet per provare una cura che in Italia non esiste ancora.

Nel 2014 lavorava a Manchester in un ristorante quando, quasi per caso, dopo essere tornato per qualche giorno in Italia, a seguito della rimozione di una bolla sul piede, ha scoperto che si trattava di un melanoma.

Successivamente ha iniziato a sottoporsi a degli interventi chirurgici, prevalentemente di debulking, fino al marzo 2018 quando è stata provata un’operazione chiamata perfusione isolata dell’arto inferiore. Contemporaneamente agli interventi chirurgici, ha preso parte a vari protocolli sperimentali di immunoterapia che non hanno però sortito l’effetto sperato. Purtroppo tutti i suoi sforzi e i sacrifici non hanno portato a grandissimi risultati e la situazione è peggiorata.

«Al momento, ho cominciato la prima sessione di chemioterapia classica – racconta – con la prima infusione avvenuta ieri 2 settembre. I risultati della chemioterapia sul melanoma di IV stadio metastico non sono il massimo. L’oncologo che per il momento mi segue, parla di una riduzione magari nei noduli sparsi per il corpo, ma non si può parlare di cura per una guarigione completa».

Per questo Andrea ha deciso di attivare una raccolta fondi per provare ad entrare in cura allo Sheba Medical Center di Tel Aviv (Israele), una delle prime dieci strutture ospedaliere al mondo. La terapia che vorrebbe tentare si chiama TIL (Infiltrating Lymphocyte Tumor). Questa terapia consiste nell’asportazione di parte del materiale tumorale, estrarne i linfociti (il nostro esercito contro tutte le malattie), riprodurle in vitro, potenziarle e creare dei vaccini che una volta iniettati nel corpo possano contrastare l’avanzamento della malattia, aiutando le persone che si sottopongono a questo trattamento a guarire. Questo trattamento ha una percentuale di sopravvivenza altissima rispetto a tutte le altre terapie immunologiche, chemioterapiche e chirurgiche.

Dopo aver contattato la struttura, si è informato sui costi della terapia ed essendo molto elevati ha deciso di rompere gli indugi e chiedere aiuto sia alle persone che lo conoscono e che gli vogliono bene, sia a quelle che non sanno nemmeno come è fatto, un aiuto a intraprendere questo viaggio.

«La somma richiesta sembra esagerata (600 mila euro), ma – assicura – quello che non verrà speso verrà donato per cercare di trovare una soluzione a questa malattia che sta infestando moltissime persone e che purtroppo non guarda in faccia a nessuno».

Qui trovate il link per la raccolta fondi: https://www.gofundme.com/f/raccolta-fondi-per-cura-til-in-israele

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 settembre 2019
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