Il porfido rosa della Valceresio incanta i geologi di tutto il mondo

I geologi che hanno partecipato al 44° Simposio Internazionale della Commissione internazionale per la storia delle scienze geologiche hanno dedicato una giornata alla visita delle cave di Cuasso

Cuasso al Monte - Visita geologi

Geologi da tutto il mondo alla scoperta del porfido rosa della Valceresio. I geologi che hanno partecipato al 44° Simposio Internazionale della Commissione internazionale per la storia delle scienze geologiche hanno dedicato una giornata alla visita delle cave attive di Cuasso al Monte, la “capitale” di questa particolare pietra vulcanica dal caratteristico colore rosa che affascina ancora oggi architetti e progettisti e attira l’attenzione di geologi e studiosi di mineralogia di tutto il mondo.

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A fare gli onori di casa l’università dell’Insubria insieme ai responsabili delle Cave Bonomi. L’ingegner Simone Bonomi con il professor Ezio Vaccari e il dottor Andrea Candela hanno guidato i convegnisti provenienti da 17 paesi tra Europa, Americhe, Asia, Oceania e Africa lungo un percorso attraverso i boschi cuassesi. La visita si è snodata fra i due siti estrattivi oggi attivi di Cavagnano e Cuasso al Piano, seguendo a tappe la storia del porfido rosa della Valceresio, le sue caratteristiche geologiche, l’evoluzione del suo utilizzo, le tecniche di estrazione e quelle di lavorazione.

L’escursione si è conclusa alle rovine del Castello di Cuasso al Monte, uno dei più antichi esempi di impiego del Porfido rosa in architettura. Lungo il percorso è stata anche organizzata un’inedita esposizione di minerali unici ritrovati negli ultimi decenni nell’area di Cuasso al Monte. Dopo l’escursione, il gruppo ha pranzato al vicino Ristorante Alpino di Cavagnano, dove per questa importante occasione è stato messo a punto un piatto ad hoc: un risotto rosa a tema con la pietra locale, apprezzato da tutti i partecipanti.

«Ad oltre cento anni di distanza, si ripete una visita di un’importante commissione geologica a Cuasso al Monte – dice Simone Bonomi, nello staff che ha organizzato la visita –  Risale infatti al 1911 la gita alle Cave di Cuasso al Monte organizzata dalla Società Geologica Italiana, nell’ambito del Congresso geologico nazionale svoltosi in quell’anno. Allora diverse cave erano attive a Cuasso al Monte, in particolare per produrre materiale da pavimentazione per le città di Milano e Varese. A quell’epoca era un congresso nazionale, oggi internazionale. Allora i congressisti pranzarono all’Albergo Cooperativa Lombarda  di Cuasso al Monte che era situato nell’area antistante le attuali scuole di Cavagnano, oggi al vicino Hotel Ristorante Alpino. Il tempo passa, ma sia l’interesse scientifico sia la lavorazione di questa particolare conformazione rocciosa tipica e caratteristica della regione del Ceresio rimangono inalterati».

I partecipanti al simposio internazionale hanno anche visitato il Museo dei fossili di Besano e le grotte della Valganna.

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Pubblicato il 09 settembre 2019
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