Serrata delle scuole guida: “Non siamo evasori, chiediamo una soluzione”

Dopo la sentenza della Corte di Giustizia che li ha negato la funzione formativa, l'IVA è salita al 22%. Ma la richiesta è retroattiva, sino al 2014. Chiusura totale mercoledì 18

scuola guida

“Non siamo evasori,  la legge lo prevedeva”. Domani, mercoledì 18 settembre, le scuola guida di tutt’Italia arriveranno a Roma per chiedere un intervento legislativo urgente che fermi quello che, oggi, appare un intervento oneroso senza motivo.

« Dalla sentenza della Corte di Giustizia europea che nega la funzione formativa delle nostre attività – spiega il vicesegretario provinciale di Uniasca Furio Argentero – noi abbiamo applicato l’IVA del 22%. Non è stato semplice spiegarlo ai nostri clienti. Ma ci siamo adattati, visto che c’è una sentenza. Il problema, però, è che l’Agenzia delle Entrate ha deciso di rendere questa sentenza retroattiva risalendo al 2014, anno ancora esigibile, e chiede l’Iva ritenuta evasa. Ma noi non siamo evasori, lavoravamo nel pieno rispetto della legge».

Il cambio di regime fiscale sulle attività formative è stato deciso dall’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 79 del 2 settembre scorso. Il Fisco ha recepito la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 14 marzo di quest’anno che nega che l’insegnamento delle autoscuole abbia gli stessi requisiti di scuole o università e che, perciò, debba essere sottoposto all’imponibilità IVA, chiedendo però un’integrazione delle dichiarazioni dei redditi sulle ultime cinque annualità fiscali aperte. L’esenzione IVA era in vigore dal 1972.

Un’anomalia che le 7000 scuole guida d’Italia vogliono risolvere quanto prima: « Nel Comasco sono già arrivate le richieste di presentazione dei documenti relativi al 2014. Hanno dato 15 giorni di tempo per agire. Tra le agenzie ce ne sono anche alcune del Varesotto, nelle aree di confine. Stiamo parlando di richieste di pagamento tra i 110 e i 130.000 euro. Esborsi impossibili da sostenere».

Così, domani,  le associazioni di categoria UNASCA e Confarca saranno a Roma per lanciare un appello al Parlamento: urgente un intervento legislativo. Il mondo politico si è già mobilitato: tre le mozioni presentate da gruppi parlamentari diversi mentre sono arrivate le adesioni di numerose personalità politiche e istituzionali.

Le scuole chiedono chiarezza, altrimenti dovranno rivalersi sui clienti passati (circa 4 milioni) strada molto complicata e pressoché impossibile. Intanto, lamentano, è già visibile un calo drastico delle ore di guida degli allievi a causa dell’aumento dei costi, con conseguenze sulla sicurezza sulla guida.

La strada è complicata ma sembra l’unica al momento. Domani, le scuole guida del Varesotto rimarranno chiuse. Saranno a Roma in cerca di una soluzione.

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Pubblicato il 17 settembre 2019
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