Sono varesini gli occhi elettronici puntati sul ghiacciaio che minaccia Courmayeur

Il sistema che sta monitorando i movimenti del ghiacciaio Planpincieux è nato 20 anni fa al Ccr di Ispra ed è stato sviluppato dall'ingegnere aerospaziale varesino Davide Leva che con la sua azienda oggi opera in tutto il mondo

Avarie

Dalla ricerca delle mine antiuomo al monitoraggio del ghiacciaio del Planpincieux che minaccia Courmayeur. E’ una storia tutta varesina quella del sistema radar a cui è affidato il controllo dell’enorme massa di ghiaccio che in questi giorni sta scivolando dal Monte Bianco sulla Val Ferret.

Un’idea nata più di vent’anni fa da un gruppo di scienziati del Ccr di Ispra per la ricerca di mine antiuomo sotto terra, che nel 2003 ha preso una strada inaspettata e che oggi è un sistema conosciuto e richiesto in tutto il mondo.

A portare a maturazione il sistema di “radar ad apertura sintetica” è stato Davide Leva, 49 anni, ingegnere aerospaziale, che nel 2003 ha fondato una “spin off” proprio con il Ccr di Ispra, sviluppando questo sistema per renderlo uno strumento, oggi indispensabile, per il monitoraggio di situazioni come frane, vulcani, miniere a cielo aperto.

«Si tratta di un sistema radar che si muove su binari – spiega Davide Leva – E’ in grado di effettuare rilevazioni progressive di tutto quello che gli sta di fronte, con la possibilità di rilevare spostamenti sotto il millimetro da una distanza di 2 chilometri, ma lo fa anche fino a 4 chilometri di distanza senza perdere precisione».

La Lg srl- LisaLab, l’azienda creata da Davide Leva, opera in tutto il mondo: i suoi sistemi di rilevamento, oltre che al Planpincieux, sono attivi a Stromboli dove stanno monitorando la Sciara del fuoco e sul vulcano del Monte Asama in Giappone, nelle grandi miniere a cielo aperto del Brasile dove frane e cedimenti sono sempre in agguato, così come in Norvegia, per tenere sotto controllo le frane nei fiordi o in Canada. «In tutto, ad oggi, sono 80 i punti di rilevamento dove sono installati i radar – aggiunge Davide Leva – Per le caratteristiche del servizio che offriamo lavoriamo in tutto il mondo e, grazie ad un sistema che abbiamo progettato interamente noi, dall’hardware al software, testandolo direttamente, siamo in grado di operare da remoto, di elaborare i risultati e fornirli a chi li deve utilizzare senza dover correre continuamente da un continente all’altro».

La cosa incredibile, per i profani, è che questa azienda altamente tecnologica è una piccola impresa, con solo cinque dipendenti. Si trova a Rovello Porro, sulla linea di confine tra le province di Como e Varese, ed è una delle eccellenze dell’industria varesina, con brevetti italiani, europei e americani.

«Offriamo un servizio specifico molto apprezzato – conclude Leva – Siamo un’azienda che non ha bisogno di farsi pubblicità, perché chi ha bisogno dei nostri servizi sa sempre come trovarci».  Un passaparola che dalla Lombardia, passando per il luoghi più pericolosi del pianeta, ha fatto letteralmente il giro del mondo.

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Pubblicato il 29 settembre 2019
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