Biblioteca civica insieme al museo: il Polo culturale trova casa al Maga

Il "Polo culturale gallaratese" nascerà dall'unione delle due realtà nell'edificio di via De Magri, che oggi ospita solo il museo di arte contemporanea. Nel documento della commissione l'indirizzo generale e una prima ipotesi di spazi

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Nasce a Gallarate il Polo Culturale. Con l’integrazione – negli spazi ma non solo – tra biblioteca civica Majno e museo Maga. Proprio l’edificio del museo ospiterà il polo culturale.

Non “una mera giustapposizione di spazi, bensì come un’opportunità di condivisione di attività, competenze, servizi offerti al pubblico”. Il punto di partenza sono il grande patrimonio della biblioteca civica (100mila volumi) e quello del museo, che ha 6mila opere e 33mila volumi nella sua biblioteca specialistica.

Ma l’altro punto di partenza è l’oggettiva difficoltà della sede storica della biblioteca, ospitata dal Dopoguerra nell’edificio di Paolo Mezzanotte in piazza San Lorenzo, in spazi che soprattutto per alcune funzioni sono ormai da anni angusti. D’altra parte l’amministrazione da tempo riteneva fosse necessario ottimizzare gli spazi culturali esistenti e quindi trova nel Maga l’approdo per questa nuova integrazione.

Un hub culturale, un presidio sociale, pari opportunità e inclusione, una piazza del sapere e un urban mediaspace, un “luogo terzo” in cui stare, fare, leggere, giocare, stupirsi e crescere”. Il polo culturale anche come “strumento nevralgico per attivare processi di riqualificazione urbana e sociale di parti della città e del territorio, diventando protagonista del marketing urbano, in un’ottica anche di prevenzione al degrado e di presidio di spazi urbani altrimenti a rischio”.

In questa direzione ha lavorato la Commissione dedicata, che comprende il sindaco Andrea Cassani, gli assessori alla cultura Massimo Palazzi e ai musei Claudia Mazzetti, il segretario comunale, i direttori del Maga e della biblioteca Emma Zanella e Barbara Mattiolo, il dirigente della cultura Emanela Solinas, una serie di figure del Maga, della biblioteca e del Panizzi, oltre che del settore tecnico.

Anche perché centrale, in questo senso, è la ridefinizione degli spazi. E se la progettazione è rinviata poi ad un professionista, una indicazione generale viene dalla Commissione. Che ha ipotizzato di dedicare il grosso degli spazi al Piano Terra a biblioteca, con l’aula studio chiusa nel locale “d’angolo (in fondo, di fronte, per chi entra dall’ingresso principale):

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“Nell’ottica di progettare spazi e servizi comuni il Polo Culturale presterà particolare attenzione alla cultura digitale”, si legge nella relazione. Una trasformazione che tocca sia il mondo dell’arte (“a partire dalla nascita della Video-Arte e Arte Digitale”) sia quello del libro Ed èper questo che il progetto del nuovo Polo Culturale prevede di dedicare uno spazio – la Sala C del Maga, al primo piano – “alla cultura digitale, all’innovazione e alla ricerca di strumenti, dispositivi e contenuti della contemporaneità multimediale”. Pensato come spazio flessibile, “in costante mutamento “e aperto ad una interazione tra collezione digitale del museo e mediateca della biblioteca. “Ampio spazio dell’attività verrà riservata al mondo della scuola e della didattica, anche per compensare quel nuovo processo di depauperamento linguistico e culturale che sommessamente avanza”.

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Il museo manterrà al primo piano la grande balconata (su due lati) aperta sull’atrio, così come la galleria al secondo piano. Al secondo piano grande centralità è dedicata alla sala degli Arazzi, divenuto ormai da tre anni spazio polifunzionale di pregio.

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La commissione congiunta auspica l’affidamento “ad un architetto esperto, capace di ottimizzare spazi, costi, servizi e di giungere ad un progetto coeso tra biblioteca e museo”, con la possibilità di affiancamento da parte dell’architetto che segue la Fondazione Zanella, che gestisce il Maga. Si cercherà poi una continuità per il capitolo specifico delle certificazioni antincendio e vigili del fuoco.

Il percorso disegnato dall’accordo e dalla delibera comunale prevede l’analisi dei costi e tempi di realizzazione e ricerca di finanziamenti per il Polo, l’analisi dei costi di gestione dell’edifico e della ripartizione tra gli enti che lo condividono, l’individuazione di piani di sostenibilità economica per le due istituzioni e l’intero Polo, la definizione delle modalità di gestione e governance non solo dell’edifico (a chi compete cosa), ma anche del Polo culturale. “Solo una governance agile, ma ben strutturata sarà la garanzia peri giungere ad un effettivo progetto innovativo, sostenibile, efficace ed efficiente”.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 21 ottobre 2019
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