Caianiello, Bilardo e Bordonaro raccontano la “spartizione” degli incarichi

Emergono alcuni dettagli dagli interrogatori ai pm milanesi dell'inchiesta Mensa dei Poveri dell'ex-manovratore di Forza Italia nel Varesotto, del suo braccio destro e della ex-presidente di Accam

nino caianiello tribunale busto arsizio

Emergono alcuni stralci dei verbali degli interrogatori di Nino Caianiello, Alberto Bilardo e Laura Bordonaro, rispettivamente l’ex-dominus di Forza Italia nel Varesotto, l’ex-consigliere di amministrazione di Accam (sempre di Forza Italia) e la ex-presidente di Accam.

I tre sono diventati le gole profonde dell’inchiesta Mensa dei Poveri che è ormai avviata al processo per 71 indagati e verso il patteggiamento di altri 11 (tra i quali i tre sopra citati).

In un verbale del 24 settembre scorso davanti al pm Luigi Furno Caianiello ha raccontato in dettaglio il sistema delle cosiddette “retrocessioni”, ovvero i soldi che riceveva da coloro ai quali faceva avere incarichi. «Alla presenza anche di Mauro Tolbar , ha messo a verbale Caianiello – , spiegai a Borsani (all’epoca dirigente della società pubblica Alfa di Varese), la necessita’ di affidare degli incarichi sotto soglia a dei professionisti esterni alla provincia di Varese. Tra questi professionisti, indicai a Borsani lo stesso Sozzani (deputato di Forza Italia, eletto in Piemonte) e la sua Green Line» e prosegue «c’era un accordo direttamente con Sozzani per le “retrocessioni”» che avrebbe dovuto versare proprio a Caianiello sugli incarichi ottenuti anche da società a lui riconducibili. In più il grande manovratore del sistema illecito ha parlato, tra tante altre cose, della società New Lisi venuta a galla in una delle molte vicende corruttive emerse dall’indagine e, in particolare, in relazione ad un appalto nel Varesotto. «La New Lisi – ha ricostruito – è una società che è stata individuata da Tolbar e Sozzani sulla base del mandato che io avevo conferito loro». Tolbar gli avrebbe detto che quella società «era interessata all’operazione che volevamo mettere in piedi e che sarebbe stata inoltre disponibile a retrocedere delle somme per l’ottenimento dell’affidamento».

L’altro esponente di Forza Italia, Alberto Bilardo, ha parlato sia si Caianiello che della Lega. Riguardo al suo ex-compagno di partito ha ricordato come chiamava il momento in cui bisognava andare a riscuotere la “decima” dai suoi uomini nelle varie società, facendo riferimento al “Natale” e poi tira in ballo il Carroccio: «Nella Lega non c’è una persona che prende soldi direttamente, ma c’è una suddivisione degli incarichi».

In merito agli incarichi in Accam ha aggiunto «faccio presente – ha messo a verbale Bilardo – che vi era la necessità di nominare il il presidente dell’Odv (organismo di vigilanza, ndr), nomina che spettava alla Lega che nominò un suo uomo per tale incarico. Per gli altri due posti di componenti dell’Odv – ha aggiunto – gli stessi spettavano a Forza Italia”

Informazione confermata anche da Laura Bordonaro che aggiunge che un esponente fu «indicato in quota Lega nell’organismo di vigilanza di Accam, la società che si occupa di smaltimento rifiuti per 27 comini tra l’Alto Milanese e il Varesotto, e che «la sua candidatura e’ stata caldeggiata anche dallo stesso Caianiello».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 ottobre 2019
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