Cosa fanno le Pubbliche Amministrazioni contro il riciclaggio di denaro?

Dal 2018 anche le Pubbliche Amministrazioni devono segnalare le operazioni sospette. Ne parleremo a Glocal con Mario Turla, esperto di antiriciclaggio

soldi economia

Non solo le banche possono segnalare operazioni sospette di riciclaggio di danaro sporco. A partire dall’aprile del 2018 anche la pubblica amministrazione ha assunto un ruolo importante nella lotta contro il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo.
Soprattutto va sottolineato che è stata dotata di uno strumento che recepisce anche le ultime direttive dell’Unione Europea e permette di poter segnalare all’Unità di informazione finanziaria.

L’art. 10 del d.lgs. 231/2007 ha, infatti, esteso alcuni degli obblighi previsti per gli altri destinatari della normativa antiriciclaggio, anche agli Uffici delle Pubbliche Amministrazioni responsabili dei seguenti procedimenti amministravi. Tra questi si segnalano autorizzazioni e concessioni, affidamento di lavori, forniture e servizi, sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari e vantaggi economici. Per sapene di più.

Sulla base della nuova formulazione del decreto legislativo 231, le Pubbliche Amministrazioni sono obbligate ad adottare procedure interne per la valutazione periodica e sistematica dei rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo; a definire e implementare misure di sicurezza per abbassare al minimo i rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo; adottare procedure interne per la rilevazione di operazioni sospette sulla base di specifici indicatori di anomalia; comunicare attraverso un gestore individuato le operazioni sospette all’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia.

Per fare tutto questo è necessario formare il personale e aggiornarlo periodicamente poichè i criteri possono essere modificati dal Centro di sicurezza finanziaria. Rientrano tra i soggetti obbligati anche gli Enti pubblici nazionali, le società partecipate dalle Amministrazioni Pubbliche e loro controllate e gli Enti e società preposti alla riscossione di tributi nazionali e locali.

La violazione degli obblighi antiriciclaggio non è senza conseguenze per amministratori e direigenti ed è prevista una sanzione amministrativa fino all’80% della retribuzione, oltre alla responsabilità penale se coinvolti in prima persona in attività di questo tipo.

Il tema è molto delicato in un Paese come l’Italia in cui le mafie sono ancora molto forti. La provincia di Varese non è esente dal problema e in alcune tabelle del laboratorio Transcrime dell’Università Cattolica di Milano, questo territorio è classificato a rischio medio-alto. Moltissime, infatti, sono le unità immobiliari sequestrate alle mafie (ndrangheta e mafia siciliana in primis).

A Glocal ne parleremo venerdì 8 novembre (16-18 sala Varesevive di via San Francesco d’Assisi 26) con Mario Turla, esperto di normativa antiriciclaggio e consulente antiriciclaggio per la Commissione antimafia del Consiglio comunale di Milano.

Laureato in Scienze dell’informazione e specializzato in direzione aziendale alla Facoltà di ingegneria di Bologna. Ha maturato una  ventennale esperienza nel settore dell’informatica e consulenza bancaria fin dal recepimento della prima direttiva europea nel 1991.

Ha ricoperto ruoli di Team leader, responsabile di progetto e responsabile ufficio sviluppo soluzioni antiriciclaggio. Ha collaborato alla definizione degli indicatori di anomalia antiriciclaggio nella Pubblica Amministrazione. Ha progettato e realizzato la soluzione Gianos 3D, standard di mercato nel settore delle soluzioni dell’antiriciclaggio rivolto agli intermediari finanziari.

L’incontro rientra tra quelli che erogano crediti formativi validi per la formazione continua dei giornalisti, approvati dell’Ordine dei Giornalisti. Per iscriversi https://sigef-odg.lansystems.it/Sigefodg/.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 ottobre 2019
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