La storia dello sport ha fatto tappa alle Ville Ponti

L'evento promosso da Alfredo Ambrosetti ha portato in città tanti fenomeni dello sport di ieri e di oggi. Manuel Raga ha riabbracciato la Grande Ignis; da Livio Berruti la "benedizione" a Filippo Tortu

I Campionissimi ospiti di Alfredo Ambrosetti

La sorpresa tenuta in serbo per la giornata è stata l’arrivo di Manuel Raga, forse lo straniero più amato nella storia della Pallacanestro Varese. Il messicano volante è stato l’ospite “specialissimo” in mezzo a tante presenze speciali nella giornata voluta da Alfredo Ambrosetti e intitolata “I Campionissimi”.

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Le Ville Ponti hanno accolto davvero un numero notevole di fenomeni dello sport, grazie alla passione dell’economista e imprenditore varesino che ha – sì – inventato il celebre forum di Cernobbio ma che ha anche una passione smisurata per tutte le discipline sportive. Con Raga, per esempio, sono saliti sul palco anche tutti i componenti della Grande Ignis per un momento di revival commovente: il messicano, accompagnato dall’attuale moglie (che, tra l’altro, è stata campionessa del mondo di pallavolo con la nazionale cubana), tra le altre cose ha parlato del suo trasferimento sfumato al Barcellona. «Mi mandarono un assegno in bianco, ma alla fine rinnovai il contratto con la Ignis per la metà dei soldi che mi avrebbero dato in Catalogna. E sono fiero di aver lottato per i colori della città di Varese».

Parole e situazioni di altri tempi, come di altri tempi sono le immagini trasmesse sul grande schermo: quelle di Felice Gimondi ricordato a poche settimane dalla sua scomparsa, sia dalla figlia Norma sia da due autentici fenomeni che ben lo hanno conosciuto, Vittorio Adorni e Beppe Saronni, imbeccati dal giornalista Pier Bergonzi insieme a Giuseppe Fezzardi e Riccardo Magrini. E i parenti dei grandissimi del pedale – i familiari di Coppi, Bartali, Binda, Girardengo e Guerra – ad applaudire.

Immagini in bianco e nero anche per Livio Berruti, presente per festeggiare gli ottant’anni, accanto al fenomeno di oggi, Filippo Tortu, che corre con le scarpette e le calze bianche come fece il grande torinese nella finale d’oro di Roma 1960. Lo sprinter brianzolo-sardo non è l’unico esponente dello sport di oggi: con lui due talenti di casa nostra, i ranisti Arianna Castiglioni e Nicolò Martinenghi, pronti a dare tutto per essere alle prossime Olimpiadi. E poi Igor Cassina, che si è ritirato – ora corre le maratone – dopo aver fatto la storia della ginnastica artistica, con l’oro di Atene 2004 e la figura che porta il suo nome.

E il calcio, in cui per una volta Beppe Marotta – pur applaudito e importantissimo – ha lasciato spazio a e palco a qualcun altro: Franchino Ossola, figlio di Franco, nato dopo la tragedia di Superga e instancabile storico del Grande Torino. In platea, tra un raviolo del plin e un medaglione di fois gras, anche tanti giornalisti che in carriera hanno seguito olimpiadi, mondiali ed europei di ogni ordine e grado. Uno su tutti, Gianpaolo Ormezzano, letteralmente inarrestabile. Ma uno così staresti ad ascoltarlo per un giorno intero.

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 20 ottobre 2019
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