Le vacanze in Italia costano sempre più: ma la soluzione c’è

Negli ultimi anni, il mercato del turismo è cambiato in un modo che non era prevedibile

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Il mercato turistico in cambiamento

Negli ultimi anni, il mercato del turismo è cambiato in un modo che non era prevedibile. Gli operatori del settore sono attenti, ma il fenomeno non è un evento a sé stante; si tratta, infatti, di una situazione che s’intreccia con una molteplicità di fattori. Elementi di diversa origine agiscono sull’evoluzione delle transazioni legate al settore turistico, ma anche sugli atteggiamenti sociali e culturali verso il mondo del turismo.

In che modo è cambiato il settore e quali sono le ragioni di tale cambiamento? Sicuramente, chi opera nel settore del turismo deve prendere atto che, negli ultimi anni, gli italiani hanno visto crescere i prezzi per le loro opportunità di vacanze senza, in egual misura, vedere incrementare i servizi offerti; anzi, in alcuni casi, i servizi sono addirittura diminuiti.

Questo atteggiamento da parte degli operatori ha intimorito la domanda del consumatore, quasi a negazione della crisi economica che molti hanno patito. Così, gli italiani che non hanno voluto rinunciare alle vacanze, hanno modificato il loro modo di usufruirne.

In questa situazione, gli italiani restano nel loro paese per risparmiare sulle spese del viaggio aereo. A volte, però, non è sufficiente ed ecco allora che si scelgono mete turistiche decentrate rispetto alla movida: si preferiscono località meno conosciute e con meno servizi, poste magari a qualche chilometro dalle mete turistiche più famose.

Fortunatamente in Italia, sia al mare sia in montagna, è possibile trascorrere delle vacanze a prezzi più vantaggiosi, alloggiando in località meno famose ma comunque gradevoli e a poca distanza dai luoghi di villeggiatura dei vip.

Anche la tipologia di struttura nella quale si decide di alloggiare impatta notevolmente sul costo complessivo della vacanza. Sul litorale romagnolo, ad esempio, l’appartamento è una soluzione abbastanza conveniente, soprattutto se si parte in famiglia o comunque in numero superiore a due persone.

Se si decide, invece, di trascorrere un periodo di vacanza nell’entroterra delle nostre belle regioni, lontani dal mare e dalle montagne, è meglio valutare se soggiornare in strutture che offrono la pensione completa o la mezza pensione, come gli agriturismi, o se pernottare in bed and breakfast.
La prima scelta è più costosa, ma consente di godere al meglio dei pregi delle vacanze enogastronomiche, ideali per conoscere l’entroterra del nostro paese. Il bed and breakfast è più economico ma bisogna considerare che ogni pasto costituisce una spesa extra e non definita.

Questi sono solo alcuni modi e suggerimenti per provare a risparmiare sulle vacanze in Italia.
Per quel che riguarda il turismo straniero, i dati ISTAT sono confortanti perché raccontano di circa 20 milioni di visitatori provenienti dall’estero che hanno alloggiato nelle nostre strutture turistiche, e oltre 50 milioni di viaggiatori stranieri che sono passati in Italia.

Questi numeri, però, non corrispondono a un ritorno economico adeguato, come se qualcosa non funzionasse. È possibile trovare una soluzione differente? È necessaria una soluzione che consenta di risparmiare e che coinvolga il viaggiatore ma che richieda, soprattutto, la volontà e l’impegno da parte degli operatori del settore.

Innovazione e investimenti sul turismo

La strada per fare in modo che il settore del turismo possa riorganizzarsi, cogliendo gli stimoli sociali e trasformandoli in benessere economico, esiste. Innovazione e investimenti sono le due parole chiave che servono per perseguire questo obiettivo.

Oltre a prendere atto che serve innovazione di mercato e della politica dei prezzi, è indispensabile che le risorse provenienti dal settore turistico non vengano disperse, ma siano investite nuovamente nello stesso ambito.

Prezzi equi, preservazione dei beni culturali, idee e organizzazione nella gestione del patrimonio culturale servono a cambiare il ruolo del turismo in Italia. I benefici saranno evidenti e, una volta condivisi, contribuiranno ad alimentare un mercato che può divenire decisivo per la nostra economia.

Lo dice chiaramente anche Antonio Fusaro di villaggiestivi.com: “Per quanto riguarda l’alto costo delle vacanze in Italia, rispetto al rilancio di altri paesi come Grecia, Egitto e Albania, dobbiamo prendere atto che, oggi, le vacanze nel nostro Paese costano di più. Conseguentemente, le famiglie, anche a causa della crisi economica, cercano altre destinazioni”.

La linea giusta da seguire è quella di continuare a puntare sulle bellezze italiane grazie anche ai numerosi villaggi turistici presenti sul territorio. La proposta di questo tour operator prevede, già dal 2010, in Sardegna, di abbassare i prezzi, proponendo, anche per la Sicilia, il viaggio in nave gratuito per gli imbarchi effettuati da Civitavecchia, Livorno e Genova. Proprio la Sardegna, infatti, sta ponendo maggiore attenzione sull’accoglienza dei suoi turisti.

Se fino ad oggi il suo turismo si era concentrato su mete vip e di mare, crescono sempre più le offerte di vacanze experience nell’entroterra e di carattere gastronomico, proposte da tour operator particolarmente attenti alla cultura dell’isola. Non mancano mai, certamente, le proposte che mettono lo splendido mare sardo al centro, ma si arricchiscono con proposte che alla sola vacanza “di spiaggia” affiancano gite in barca, sport acquatici e immersioni di gruppo. Nei prossimi anni il turismo sardo si muoverà sempre più verso questo trend, avvicinando nuove tipologie di turisti più giovani. I moltissimi villaggi in Sardegna con nave gratis, permetteranno a chiunque di provare queste esperienze e le proposte soggiorno+viaggio in traghetto gratis saranno capaci di avvicinare i molti turisti (soprattutto italiani) che hanno sempre ritenuto la Sardegna fin troppo costosa.

Continua, infatti, Fusaro: “Da questa situazione, è possibile cogliere importanti spunti di riflessione: servono regole in questo settore, che, negli anni, è diventato un vero e proprio caos incontrollato. Questa potrebbe essere l’occasione buona per invertire la tendenza. Bisognerebbe avere maggiore consapevolezza delle potenzialità del territorio nazionale e concentrarsi sui servizi: l’offerta di qualità, quella vera, non risente della crisi. Il nostro paese ha una storia e un mare fantastici, villaggi turistici sparsi in tutta la nazione; abbiamo tutto quello che serve per cambiare rotta”.

Il nuovo volto del turismo

I dati ci suggeriscono che, oggi, i viaggiatori italiani non pianificano: decidono all’ultimo momento perché restano in attesa di ottenere uno sconto dell’ultimo minuto. Il costo della vacanza incide sui programmi del turista, molto più di quanto facesse qualche anno fa.

In questa situazione, il ruolo del web ha modificato la modalità di scelta e anche la tipologia di mete alle quali i turisti italiani accedono.

Ecco che prende vita quello che viene definito turismo 2.0, ossia la possibilità e l’accesso a informazioni, opinioni ed esperienze condivise su internet e sui social. Ed è proprio in questo modo che il turismo mostra un nuovo volto, sganciandosi dalle sue peculiarità legate al settore economico, facendo quasi sparire il ruolo dei grandi gruppi che gestiscono l’industria delle vacanze.

Come può fare il nostro paese ad approfittare e incanalare questa nuova energia sociale del turismo? È necessario trovare il giusto modo per godere di questa crescita culturale del settore turistico: il turismo 2.0 non vive di regole imposte dall’industria, ma vive di condivisione di esperienze. Se questo concetto si estendesse e andasse a coinvolgere le bellezze del nostro paese e il nostro patrimonio, il ritorno economico che ne deriverebbe sarebbe immenso.

Si consideri che quasi la metà dei turisti stranieri che decidono di trascorrere le vacanze in Italia è mossa dall’interesse verso il nostro patrimonio artistico e verso i beni culturali che il Bel Paese conserva; se si investisse ulteriormente nella cura dei nostri monumenti e di tutti quei beni che ci contraddistinguono, l’impatto sull’economia sarebbe di certo positivo.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 01 Ottobre 2019
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