Masnago piace agli australiani: “Intorno allo stadio una riqualificazione completa”

Non solo "Franco Ossola": diplomatici e investitori pensano a un progetto tagliato su misura per Varese: «Un quartiere polifunzionale per tutta la città». Galimberti ottimista: «L'ambasciata è garanzia di serietà»

Una rivoluzione urbanistica, economica e strutturale. È una idea ad ampio raggio quella esposta stamattina a Palazzo Estense da una nutrita delegazione diplomatica e commerciale battente bandiera australiana, guidata dal vice ambasciatore a Roma, Chris Chung, e dal segretario della camera di commercio italiana a Melbourne, Giovanni “John” Caniglia. Un gruppo che ha dibattuto per un’ora e mezza in Sala Giunta con la controparte varesina rappresentata dal sindaco Davide Galimberti, dal vice Daniele Zanzi e dall’assessore allo sport Dino De Simone.

L’argomento principale è stato lo stadio comunale, ombelico di un quartiere – quello di Masnago – che ha suscitato l’interesse dei possibili investitori australiani i quali stanno ragionando su un intervento a tutto tondo, non limitato solo all’impianto dedicato a Franco Ossola e Luigi Ganna. Una idea (è assolutamente prematuro parlare di progetto: non esistono per il momento disegni, modelli in scala o cose di questo genere) intrigante ma anche molto ambiziosa, ritagliata appositamente sulle esigenze di Varese e sulle passioni dei suoi cittadini. «Come voi sapete, prima di Varese eravamo stati a Brescia portando proposte differenti – spiega Caniglia – L’incontro di oggi con il sindaco è servito a capire quali sono le necessità culturali, sportive, aggregative della vostra città, perché ogni comunità è diversa dall’altra. Nel complesso di Masnago c’è anche il palasport per il basket che qui è fondamentale: chissà che non si possa intervenire anche su quell’impianto oltre che sullo stadio».

Per supportare la bontà della propria squadra di lavoro, Caniglia ha citato ad esempio uno degli stadi polifunzionali di Melbourne, il “Marvel Stadium” sorto nel quartiere delle Docklands, al quale hanno lavorato le imprese che oggi sono coinvolte da “Centrum Stadia”, cioè il soggetto che con il benestare della diplomazia aussie potrebbe investire da queste parti. «Un impianto sorto in una zona che ha cambiato volto, ha attratto possibilità di lavoro; l’arena viene utilizzata per circa 200 giorni all’anno e fa da volano per l’economia locale». Anche se, va detto, i numeri in termini di spettatori in quel caso sono ben diversi da quelli varesini, visto che il Marvel ha oltre 53mila posti a sedere. Incontro australiani sindaco stadio Varese ottobre 2019

«Ci piacerebbe valorizzare le nostre strutture secondo il modello, che è straordinariamente efficace, di Melbourne – ha detto il sindaco Galimberti a margine dell’incontro – I gruppi australiani sono già radicati sia in regione, sia a Varese anche grazie all’interesse del Governo australiano. La presenza quest’oggi del viceambasciatore Chung è particolarmente importante per dimostrare la serietà di questa possibile collaborazione». Parole ribadite dallo stesso alto diplomatico: «Siamo felici della nostra presenza sul vostro territorio e ci fa piacere sostenere gli investimenti dei nostri imprenditori e la collaborazione con le realtà locali».

Centrum Stadia è assolutamente interessato a portare qui i propri investimenti – ha concluso Caniglia – e ad approfondire le realtà legate all’Australia che già esistono a Varese. In questo caso non si tratta solo di ricostruire uno stadio ma piuttosto di riqualificare un’area intera, di avere un quartiere polifunzionale che serva a tutta la comunità. Pensiamo a una riqualificazione urbanistica che possa dare a Varese una zona di livello internazionale dal punto di vista dello sport, della cultura, dei concerti e della possibilità di attrarre posti di lavoro».

Nel pomeriggio la delegazione australiana e quella varesina hanno programmato una visita allo stadio e al palazzetto; dopo il congedo ci si tornerà a parlare più avanti. Il percorso è lungo, tanto che non si parla ancora di budget né della compagine economica che dovrà lavorare con “Centrum Stadia” (ci sarebbero alcuni fondi pensionistici australiani; possibile il coinvolgimento del grande organizzatore di eventi “Live Nation” con cui i contatti ci sono, ma nel caso se ne parlerà più avanti a seconda del progetto che eventualmente verrà scelto). A margine, si è parlato anche di calcio e del sostegno a quel Varese che in quell’impianto dovrà giocare, ma ovviamente anche questo è un discorso prematuro. Il primo incontro, però, sembra essere andato a buon fine: per lo meno, si tornerà sull’argomento con interlocutori seri e, sulla carta, competenti ed esperti.

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 18 ottobre 2019
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