Minoranze critiche con i Fagioli (sindaco e presidente del consiglio comunale)

Le reazioni alle parole del primo cittadino Alessandro Fagioli che ha bollato come “cazzate” e “balle” le osservazioni delle minoranze relative all’ex asilo/Asl e all’ospedale. Critiche anche al presidente del consiglio comunale Raffaele Fagioli

consiglio comunale saronno

Il consiglio comunale della serata di giovedì 24 ottobre ha lasciato il segno.

Consiglio comunale a tutta urbanistica

Non tanto per i punti discussi (pur importanti), quanto per le parole del primo cittadino Alessandro Fagioli che ha bollato come “cazzate” e “balle” le osservazioni delle minoranze relative all’ex asilo/Asl e all’ospedale.

Nel corso della seduta, abbastanza tranquilla nel complesso e cominciata con l’invito del presidente del consiglio comunale Raffaele Fagioli, fratello di Alessandro, a moderare i toni, il sindaco non si è trattenuto ed è sbottato in due occasioni. Il presidente dell’assemblea ha successivamente stoppato, come nelle sue prerogative, prima il consigliere Francesco Licata (Pd) e poi Franco Casali (Tu@ Saronno) perchè fuori tema, mentre ha lasciato parlare senza interrompere il sindaco che ha trattato lo stesso argomento (l’ospedale di Saronno), giustificandosi affermando che «il sindaco può dire quello che vuole, anche raccontare barzellette», frase che non è piaciuta ai consiglieri di minoranza.

«Ne prendo atto. Io che pensavo che il sindaco fosse il primus inter pares, invece no. A Saronno il Sindaco è il “Sultano”, lo “Zar”, stile Erdogan o Putin o più semplicemente il Marchese del Grillo nel famoso “io so io e voi…” – scrive Francesco Licata, capogruppo del Pd -. Ne prendo atto come prendo atto del fatto che l’unica barzelletta udita ieri sera sia sta che “si sia occupato dell’Ospedale”. Evidentemente ha seguito alla lettera il suggerimento del presidente del consiglio comunale, ma la realtà non cambia. Dov’era Fagioli quando i media vomitavano bordate sull’ospedale di Saronno di fatto gettando fango su tutto il personale in occasione dell’affaire del “protocollo Cazzaniga”? Dove era quando cittadini, suoi concittadini, ed operatori cercavano risposte per una struttura che era evidentemente in stato da assedio? Perché si è rifiutato di portare in consiglio comunale una mozione sull’ospedale già presentata in altri comuni del Saronnese anche a guida leghista? Perché per l’ennesima volta, sugli interessi di Saronno e dei saronnesi, Fagioli ha fatto prevalere gli interessi della Lega, di fatto “non disturbando il manovratore” che sta a Milano ed ha il fazzoletto verde nel taschino? Avrei voluto chiederlo ieri in consiglio comunale dove chi rappresenta i cittadini dovrebbe poter parlare. Ma ero “fuori tema”…».

«Sarebbe bello se il sindaco Fagioli chiedesse scusa – commenta Alfonso Indelicato, consigliere comunale Indipendente -. Il presidente del Cconsiglio comunale, all’inizio della seduta di ieri 24 ottobre, aveva rivolto un nobile appello ai consiglieri affinché moderassero i toni. L’invito era espresso erga omnes, ma verosimilmente il presidente Raffaele Fagioli (che per chi non lo sapesse è il fratello del Sindaco) aveva in mente quel consigliere del suo stesso partito che nella seduta precedente aveva tacciato l’opposizione di “analfabetismo funzionale”. Almeno credo che l’intenzione fosse questa. Comunque sia, l’invito non è stato accolto. Il casus belli è stato sotto ogni aspetto il riferimento di alcuni consiglieri di opposizione alla situazione dell’ospedale cittadino, riferimento ritenuto estraneo al punto in discussione dal presidente, il quale in più occasioni ha silenziato i microfoni e tolto la parola. Quando poi il sindaco, in fase di replica, ha anch’egli divagato, e ciò ha suscitato nell’opposizione proteste in nome della par condicio, ecco che Raffaele Fagioli pronuncia la famosa frase “il sindaco può dire quello che vuole, anche raccontare barzellette”. Ora, io non me la prenderei per questa espressione, che in fondo rientra in quella figura retorica chiamata “iperbole”. Fagioli (il presidente) non voleva certo asserire che Fagioli (il sindaco) potesse iniziare un discorso in Consiglio dicendo: “Un giorno Pierino va al mercato, e incontra Beppe …”. No, voleva dire solo che il sindaco ha una maggiore libertà, rispetto ai consiglieri, di scegliersi gli argomenti di cui parlare. Egli è insomma “legibus solutus” ma solo fino a un certo punto: le barzellette, quelle canoniche almeno, non le può raccontare. Faccio degli esempi, per maggiore chiarezza, di cosa può dire. Può, senza poter essere sottoposto a censure, rivolgersi all’ opposizione esclamando “non raccontate balle”. Può anche apostrofarla con un “non dite cazzate”. Questo sì, egli può farlo. Nella Saronno dell’anno del Signore 2019. E non deve neanche chiedere scusa».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 ottobre 2019
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