Più regole e meno urla: l’appello di Novara di genitori di Varese

Sala consiliare gremita di mamme e papà per il primo appuntamento della Scuola Genitori del Cpp portata a Varese dalla coop La casa davanti al sole

Daniele Novara alla Scuola Genitori di Varese

«I genitori di oggi sono confusi», ha detto il pedagogista Daniele Novara alla folla che nella serata di lunedì 7 ottobre ha riempito la sala consiliare di Palazzo Estense lasciando molte mamme e qualche papà in piedi o seduti a terra ad ascoltare la prima lezione di Scuola genitori. Un progetto articolato in sei serate con gli esperti del Centro psico pedagogico per la gestione dei conflitti (il Cpp fondato dallo stesso Novara) e portato a Varese dalla Cooperativa sociale La casa davanti al sole allo scopo di creare «competenze educative, emotive, affettive e soprattutto comunitarie tra i genitori, come parti attive di una comunità e non barricati ciascuno a casa propria», ha spiegato Matteo Secchi della coop.

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Gli assessori Molinari e Dimaggio hanno fatto gli onori di casa e si sono poi fermati in sala, anche loro accovacciati su un gradino, ad ascoltare il racconto di Novara che, infilando una serie di aneddoti divertenti tra rigidità del passato e deliranti chat di whatsapp, ha bonariamente strigliato i genitori di oggi “troppo emotivi” e straripanti oltre i limiti del proprio ruolo, iperprotettivi fino a ridurre lo spazio di gioco libero, di autonomia e quindi di crescita.

«Bisogna creare una giusta distanza educativa», ha detto il pedagogista spiegando a mamme e papà quanto sia fondamentale essere organizzati creando limiti e regole condivise da entrambi i genitori. Le regole efficaci sono semplici, chiare e impersonali, in modo da distinguersi dai comandi. «Quando un bambino sbaglia, e sicuramente sbaglia perché è un bambino – ha spiegato Novara rispondendo alla domanda di una mamma – il genitore non dovrebbe concentrarsi tanto sul comportamento quanto piuttosto sulla regola che non è stata ancora assimilata o che magari si è trascurato di formulare».

«Il modo migliore per farsi ascoltare dai bambini, e anche dai ragazzi, non è urlare perché urlando si attiva il sistema neurovegetativo che, alla lunga, si indebolisce, fino a scivolare verso la depressione. In generale il ruolo della parola andrebbe ridimensionato per Novara, meglio un approccio educativo più pratico e concreto, riferito alle regole piuttosto che a spiegazioni che i bambini non sono in grado di capire, perché il loro cervello, ancora in formazione, funziona diversamente da quello dell’adulto», ha detto con riferimento anche alle neuroscienze. Per la stessa ragione è bene non prendere alla lettera le parole dei figli, perché i bambini sono ancora influenzati dal pensiero magico, mentre gli adolescenti tendono a farsi trasportare dall’enfasi emotiva.

«Con l’adolescenza e la preadolescenza le regole diventano dei paletti e sono negoziate perché a questo punto gli ex bambini non cercano più il compiacimento dei genitori ma la libertà», ha aggiunto Novara precisando che un buon modo per orientarsi tra i consigli educativi elargiti ovunque è che siano riferiti a un’età precisa, «perché ciò che va bene a 3 anni non è detto sia ancora valido a 8».

Il prossimo appuntamento con la Scuola genitori è per martedì 5 novembre con l’incontro “Non stare alla pari”.
Qui il programma completo.
La partecipazione agli incontri è gratuita ma è necessario prenotare scrivendo a  scuolagenitori@lacasadavantialsole.org.
Per maggiori info: 328 2796544.

di lidiaromeo@gmail.com
Pubblicato il 08 ottobre 2019
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