Risparmi da quantificare e dubbi sugli spazi, lo scontro sul progetto del Polo Culturale al Maga

Botta-e-risposta tra il Pd e l'assessore Mazzetti sul progetto di aggregazione tra museo e biblioteca, nell'edificio di via De Magri

Le mostre del Maga

Scelta razionale o impiego eccessivo di risorse? Ridimensionamento o integrazione tra proposte culturali? Continua lo scontro politico sul Polo Culturale, l’operazione – dal costo di un milione di euro – di accorpamento al Maga di una parte della biblioteca.
A (ri)accendere le polveri dello scontro è stato un video pubblicato dal Pd di Gallarate, in cui la consigliera Anna Zambon presenta i dubbi sull’operazione:

Il Pd critica i risparmi considerati esigui a fronte di un’operazione che richiede un costo d’avvio significativo, la scelta di uno spazio «privo di luce naturale» per la biblioteca e non solo: «Con questo Polo Culturale verranno ridotti gli spazi del Maga per un luogo, la biblioteca, che avrà bassa qualità».

Alle critiche del Pd – che approderanno nella prossima commissione cultura –  l’assessore ai musei Claudia Mazzetti, che ha in capo la grossa partita del Polo Culturale, ha contrapposto una risposta caustica. «L’esponente del Partito Democratico sostiene che i libri abbiano bisogno della luce naturale, io la inviterei (come abbiamo fatto noi) a visitare le realtà di Rovereto e di Mantova per rendersi conto che in queste due strutture, unanimemente considerate all’avanguardia, l’impatto della luce del sole è minimo» dice Mazzetti. «Aggiungo poi che la vetrata nord del museo è oggi coperta da pannelli oscuranti che sarebbe sufficiente rimuovere per avere una maggiore illuminazione».

Quanto agli spazi che resteranno ad esclusivo utilizzo del museo, Mazzetti dice che su 5.270 metri quadrati «ci sono sale poco o per nulla utilizzate», sufficienti per dare un futuro al Maga. «I margini per riorganizzare il Maga senza penalizzare le aree espositive ci sono eccome. Realizzeremo una vera casa della cultura dove conviveranno più realtà che si fonderanno alla perfezione portando benefici reciproci».

L’assessore Mazzetti usa anche l’arma polemica del vecchio progetto della biblioteca, quello che prevedeva il recupero delle ex scuole d’inizio Novecento di via Bottini. «Prima di venire a criticare noi, chiedesse alla sua coalizione cosa avevano in mente di fare in via Bottini. La giovane esponente del Pd ritiene davvero che l’investimento sia sproporzionato? Stiamo parlando di un costo che non supererà il milione di euro, sei milioni in meno di quanto previsto dal progetto dell’esecutivo di centrosinistra per la realizzazione della nuova biblioteca» (il costo complessivo era di 6,8 milioni, anche se erano previsti lotti funzonali, la prima fase sarebbe stata da 1,58 milioni).

L’attuale operazione costerebbe un milione di euro e sarebbe funzionale a garantire la continuità della Fondazione Zanella – cioè del Maga – mentre i risparmi generati sarebbero più limitati, visto anche il mantenimento in funzione della vecchia biblioteca di piazza San Lorenzo, dove rimarrebbe circa il 70% del patrimonio librario.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 30 ottobre 2019
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