Tosi: “Indelicato bacchetta l’amministrazione, ma sbaglia bersaglio”

Nota dell’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Saronno Gianangelo Tosi in risposta ad una lettera inviata dal consigliere comunale Alfonso Indelicato

Generico 2018

Riceviamo e pubblichiamo la nota dell’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Saronno Gianangelo Tosi in risposta ad una lettera inviata dal consigliere comunale Alfonso Indelicato

Per l’ennesima volta il Consigliere Indelicato torna ad occuparsi della vicenda di un anziano saronnese oggetto, ahimè come tanti altri di cui il Consigliere però non si preoccupa, di sfratto per morosità, per levare ancora un malcelato, per non dire più che esplicito, rimbrotto all’Amministrazione e, segnatamente, ai Servizi Sociali che a me fanno capo.

E non è nemmeno tanto sorprendente che il Consigliere cerchi ogni pretesto per tornare in argomento, sebbene in occasione di un precedente suo pubblico interessamento gli avessi fornito tutte le spiegazioni sul caso. Già, perché il Consigliere Indelicato non solo si guarda bene dall’assumere informazioni prima di lanciare i suoi strali travestiti da caritatevole interessamento per uno sventurato cittadino ma anche quando le informazioni le ha, non ne tiene conto o le travisa. Forse perché non avendole richieste non gli interessano, perché il suo fine è quello di trovare una scusa per attaccare la maggioranza dalla quale ha autonomamente scelto di uscire senza interpellare il partito di cui era allora esponente di spicco?

Ed allora ecco la risposta all’interrogativo posto, non prima, però, di aver sinteticamente ripercorso i momenti salienti delle tribolazioni del cittadino in questione: l’appartamento oggetto di sfratto per morosità è stato affittato al cittadino a canone concordato grazie all’intervento – anche economico – dei Servizi Sociali; come già mi è capitato di raccontare, è stata questa una delle prime vicende di cui mi sono occupato allorquando ho ricevuto la Delega ai Servizi Sociali ed anche allora il cittadino era sotto sfratto per morosità da un appartamento di privati, nota famiglia saronnese, dalla quale ottenni una sorta di moratoria in attesa che l’inquilino si mettesse in regola, cosa che non avvenne, per cui riuscii a fargli assegnare un alloggio, con l’accordo dell’allora esistente apposita Commissione, da parte di una nota società immobiliare partecipata. Le irregolarità perpetrate dal cittadino e dalla sua famiglia sono state però tali, tra cui anche la scoperta da parte della Polizia Locale dell’ospitalità offerta nell’autorimessa ad un clandestino, che la società, dopo numerosi tentativi di accordo patrocinati dai Servizi Sociali ma mai adempiuti dal cittadino, ha assunto l’irremovibile decisione di procedere con lo sfratto. E lo sfratto non può che essere pronunciato nei confronti del o dei contraenti la locazione – così prescrive la legge – resisi responsabili degli inadempimenti. Del resto è il Tribunale a pronunciare lo sfratto, non il Comune di Saronno. E allora il Consigliere sappia – ma lo sa eccome –che i Servizi Sociali sono a conoscenza delle difficoltà familiari che il cittadino quotidianamente affronta e si sono – o forse dovrei più precisamente dire mi sono – offerti di aiutare il cittadino a tutelarsi, ad assumere decisioni che lo mettano al riparo da eventuali approfittamenti per non dire soprusi. Sempre che le cose stiano effettivamente come il cittadino, quando si trova a dover giustificare le inadempienze, racconta. Ma se il cittadino rifiuta gli aiuti e le proposte, i Servizi Sociali non possono imporli. O dovremmo prendere ispirazione dai fatti di Bibbiano per perpetrarne di simili, questa volta nei confronti di un anziano anziché di bimbi?

L’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Saronno Gianangelo Tosi

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 ottobre 2019
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