Il viceministro Mauri: «Il debito di 170 milioni di euro mi preoccupa»

Presenti anche Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, e la deputata dem Chiara Braga: «Le soluzioni devono necessariamente passare attraverso i ministeri, le istituzioni, la Regione. C’è urgenza: noi non perderemo ulteriore tempo»

salviamo il casinò di campione

«Sono venuto a Campione d’Italia per rendermi conto di persona della situazione dopo la chiusura della casa da gioco, e ho appena avuto alcuni incontri con il commissario Zanzi, il Prefetto di Como e le organizzazioni sindacali, che sono stati molto positivi perché da un lato ho dato la mia disponibilità a seguire la questione e approfondirla, loro, dall’altro, si sono dimostrati molto consapevoli delle difficoltà e hanno intenzione di collaborare a pieno per uscire da questo impasse», sono le prime parole che ha pronunciato Matteo Mauri, viceministro dell’Interno, oggi in visita a Campione d’Italia.

«Mi è sembrato utile e importante dare un segnale di sostegno e attenzione alla nostra exclave e alla sua comunità in questa fase, sapendo che non stiamo promettendo miracoli. Seriamente cercheremo di trovare risposte immediate alle questioni, come quella relativa alla direttiva europea – ha proseguito Mauri –. Con i delegati del Canton Ticino abbiamo parlato anche dei debiti pendenti, ma mi sembra che non ci siano grandi ostacoli e verrà tutto risolto. Me ne vado fiducioso per le forze, le intelligenze e la disponibilità che ho trovato. Però, me ne vado anche preoccupato perché quando hai un debito di 170 milioni di euro, su cui qualcuno avrà evidentemente delle responsabilità, non ci si può non preoccupare per i lavoratori e i cittadini che vivono una situazione obiettivamente complicata. Come Ministero e come Governo ci impegneremo fin da subito, ma i tempi non sono in grado di dirli, anche se alcuni aspetti, come la direttiva Ue, si può affrontare subito. E sicuramente tornerò quanto prima a Campione».

Il viceministro era accompagnato da Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, e Chiara Braga, deputata dem, suoi compagni di partito, ma soprattutto rappresentanti delle istituzioni che da sempre hanno seguito la complicata vicenda di Campione e che hanno sottoposto subito la vicenda Campione al nuovo Governo portando il viceministro direttamente nel comune comasco d’oltreconfine. Lo ha ricordato per primo Orsenigo, parlando alla popolazione riunita in piazza, davanti al municipio, mentre dentro si svolgevano gli incontri istituzionali. “Ricordo quando facemmo la fiaccolata e vorrei che la candela accesa quella sera rimanesse viva. Noi facciamo tutto ciò che è in nostro potere e il primo passo è stato portare appena possibile, dopo l’insediamento del nuovo Governo, un suo rappresentante qui da voi”, ha detto Orsenigo, tra gli applausi dei numerosi cittadini presenti che così hanno sottolineato l’apprezzamento per la presenza, dopo tanto tempo, del Governo.

Ancora una volta Orsenigo ha ringraziato la Svizzera, e in particolare il Canton Ticino, per l’aiuto e il sostegno dato a Campione in questo anno e mezzo, ma ha anche detto chiaramente che «La sospensiva della direttiva Ue, che rischia di dare il colpo di grazia alla nostra comunità di oltreconfine, va sospesa in attesa di una soluzione definitiva. Contestualmente, va individuata la strada migliore per riattivare la casa da gioco, da cui  dipende la vita di persone, che sono italiane, di cui non ci si può dimenticare, come ha fatto il precedente Governo».

Aspetto sottolineato anche dalla deputata Braga: «Il fatto che oggi, qui, ci sia finalmente un rappresentante del Governo è frutto del lavoro comune che abbiamo fatto tutti assieme. Ora concentriamoci sugli obiettivi: la direttiva è già all’attenzione dei ministeri degli Esteri e dell’Economia e già subito nei prossimi giorni ci faremo carico di capire come gestire il passaggio».

E sulle giuste sollecitazioni arrivate dalla popolazione, Braga ha insistito: «Che sia chiaro che nei mesi passati qualcuno ha sprecato del tempo. Noi abbiamo sempre sollecitato, ma a Roma, il vecchio Governo metteva la polvere sotto il tappeto. Ora le soluzioni devono necessariamente passare attraverso i ministeri, le istituzioni, la Regione. C’è urgenza: noi non perderemo ulteriore tempo».

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 ottobre 2019
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