Arrestata la banda dei Range Rover, le rubavano nei parcheggi dell’aeroporto

La notte tra il 28 e il 29 marzo scorso i carabinieri avevano già proceduto al rocambolesco arresto di due degli odierni indagati sorpresi mentre rubavano un Range Rover all’interno del Parcheggio P4 del Terminal 1

furti range rover

Alla banda finita in manette sono stati attribuiti almeno 5 furti di Range Rover ed il furto di una Jaguar F – Type. Erano specializzati in quello e realizzavano i furti nei parcheggi di Malpensa e Linate.

Nelle prime ore del mattino i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Varese hanno arrestato due cittadini di origine albanese rispettivamente di 45 e 41 anni, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari di Busto Arsizio su richiesta della stessa Procura della Repubblica.

Gli indagati facevano parte di una banda di 4 persone – tutte di nazionalità albanese e con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio – accusata di furti d’auto e furti in appartamento.

Diversi i reati contestati: furto aggravato, furto in abitazione, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. Il gruppo criminale era specializzato nei furti di Range Rover e di auto di grossa cilindrata, che reperiva presso gli scali aeroportuali del milanese: Malpensa e Linate.

L’indagine, che è stata ribattezzata “Evoque” in riferimento ad uno dei modelli della casa automobilistica presa di mira dai malviventi, è iniziata alla fine del mese di settembre dello scorso anno grazie alla sinergia con gli uffici della Polizia Giudiziaria della Polaria di Malpensa, che controlla quotidianamente un impianto di videosorveglianza aeroportuale composto da oltre 2 mila telecamere.

L’attività ha consentito di verificare che gli indagati partivano dall’hinterland Milanese a bordo sia di auto rubate che di veicoli di proprietà e, dopo essersi impossessati dei Range Rover parcheggiati nelle aree del sedime aeroportuale, si allontanavano oltrepassando i varchi di uscita in accodamento ad altri veicoli oppure sfondando la barriera.

A Milano avevano la disponibilità di due box interrati, dove parcheggiavano temporaneamente i veicoli oggetto di furto, in modo da renderli invisibili ai sistemi di rilevazione satellitari installati sulle auto rubate. Una volta bonificati, i mezzi venivano ceduti a ricettatori, su cui gli inquirenti continuano tutt’ora ad indagare.

I carabinieri del Nucleo Investigativo hanno attribuito con certezza alla banda 5 furti di Range Rover ed il furto di una Jaguar F – Type, che il gruppo criminale utilizzava anche per compiere ulteriori reati.

Due degli odierni indagati sono ritenuti responsabili di una serie di 4 furti in abitazione consumati nelle province di Ravenna e Brescia, vere e proprie razzie di denaro, abbigliamento, gioielli e, in un caso, anche di un’autovettura. Per questi ultimi episodi il gip del Tribunale di Ravenna ha emesso ulteriore provvedimento cautelare in carcere nei confronti di due membri della banda, uno dei quali è ancora ricercato.

Durante l’attività – nella notte tra il 28 e il 29 marzo scorso – i militari dell’Arma e quelli della Polaria di Malpensa, avevano già proceduto al rocambolesco arresto di due degli odierni indagati, sorpresi mentre rubavano un Range Rover all’interno del Parcheggio P4 del Terminal 1 e bloccati dopo un breve inseguimento in cui il potente veicolo si ribaltava a causa dell’alta velocità. Gli arrestati sono stati associati alla casa circondariale di Busto Arsizio a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 novembre 2019
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  1. Scritto da Giorgio Martini Ossola

    Dopo aver letto l’articolo,credo che tutti si siano chiesti come sia possibile che due ladri rubino un’auto,si facciano inseguire dalle forze dell’ordine mettendo a repentaglio la vita di tutti,vengano arrestati e rilasciati quasi subito per rivederli all’opera.C’è qualcosa che non funziona nella legge oppure in chi la applica,nel mezzo ci siamo noi e le forse dell’ordine,che rischiano la vita per nulla e per vedere il loro lavoro calpestato. Le leggi vanno cambiate ed al primo posto vanno tutelati i cittadini e chi li difende.

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