Il consiglio si concentra sulla cittadinanza a Liliana Segre, mozioni rimandate a fine novembre

Pochi i punti discussi effettivamente, contro i 10 previsti. Si sono fermati al quarto: ed è stata rimandata la discussione sui parcheggi gratis durante Natale e Saldi, per cui diversi commercianti hanno assistito al consiglio. "Ci sentiamo presi in giro"

consiglio comunale varese generiche

La scelta civile di concedere la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, condivisa da tutti i consiglieri presenti alla seduta del 4 novembre, ha rimandato quasi tutti gli alti contenuti del consiglio che avevamo incautamente definito “delle mozioni”.

Delle sette all’ordine del giorno, infatti, ne è stata discussa solo una, approvandola per di più in una versione fortemente emendata dal collega del PD Luca Conte: quella di Piero Galparoli (Forza Italia) che chiedeva una commissione speciale che si occupasse di “Varese città dello sport”.

Ora la commissione non sarà speciale, entrerà nel flusso della commissione allo sport già esistente e l’assessore all’Urbanistica Andrea Civati ha pure strigliato il proponente, ricordandogli che “Una nuova cittadella dello sport già c’è, è a Calcinate degli Orrigoni,  e nella situazione in cui sono  i restanti impianti sportivi, questo non è il momento di discutere o pensare, è il momento di fare». Ma tant’è, la mozione è stata approvata all’unanimità, e questo è bastato a tutti.

MOZIONI SULLA SOSTA RIMANDATE A FINE NOVEMBRE, DELUSIONE PER I COMMERCIANTI IN CONSIGLIO

In compenso, la delusione del manipolo di commercianti che ha partecipato al consiglio comunale fino all’ultimo – cioè quando è scoccata la mezzanotte, che da regolamento manda tutti a casa – è stata cocente: la mozione di cui attendevano l’esito, quella al punto 8 dell’ordine del giorno che chiedeva la gratuità della sosta (a disco orario) nel periodo da Natale ai saldi, è stata rimandata a fine mese.

E non sono bastate le richieste e le proteste di Piero Galparoli, che quella mozione l’aveva depositata, e nemmeno la richiesta di anticiparla al posto di quella che è stata discussa: la richiesta di anticipare l’ottavo punto e metterlo a votazione prima della fine della serata “per rispetto dei cittadini presenti”, è stata sottoposta al voto per ben due volte, e per due volte è stata rigettata, con una maggioranza prima di 15 voti e poi di 17.

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«Sono arrabbiatissima, mi sento presa in giro» ha commentato Graziella Roncati, una dei commercianti rimasti fino all’ultimo (insieme, tra gli altri, a Paolo Ambrosetti) e tornati a casa senza una risposta su di una proposta che, se approvata, dovrebbe partire tra circa un mese.

«La delusione durerà poco, perchè avranno presto buone sorprese», commentano – mantenendo un certo mistero – diversi rappresentanti della maggioranza.  Ma il responso, per ora, è formalmente rimandato al 28 novembre, data in cui è stato fissato il prossimo consiglio comunale. Salvo, ovviamente, buone notizie in anticipo.

Nel frattempo, anche se a maggioranza, potremo consolarci con l’entrare a fare parte della rete dei comuni Lapiriani, che sostengono la beatificazione e il ricordo di Giorgio La Pira: l’altro dei punti all’ordine del giorno salvati, anche se con qualche perplessità «Nella commistione tra amministrazione pubblica e Chiesa» rappresentata da uno degli obiettivi della rete, la beatificazione del filosofo cattolico. A farlo notare, in particolare, sono stati due membri della maggioranza: Enzo Laforgia e Francesco Spatola.

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 05 novembre 2019
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Commenti

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  1. Scritto da Geist20

    E CERTO…CON TUTTO IL RISPETTO PER QUESTE PERSONE…..I PROBLEMI DI VARESE SONO LA SEGRE E LA PIRA….MAH|||

  2. Scritto da Felice

    Con tutto il rispetto della libera opinione ma in che paese viviamo se una persona che riceve in media 200 minacce di morte ed insulti al giorno è costretta a vivere sotto scorta solo perchè è ebrea?
    In che paese siamo se le forze politiche di destra si astengono durante la votazione della istituzione di una commissione antirazzismo e antidiffamazione?
    Glielo dico io in che paese siamo….un paese di repressi razzisti, forti con i deboli, merde e lecchini con i forti (e mi scusi per il francese).

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