Gli operai della fabbrica di Samarate che si prendono cura dei boschi intorno

L'iniziativa è partita dalla rappresentanza sindacale Fiom della Quanta System, dove si producono laser. Un modo per prendersi cura del mondo intorno e migliorare i "rapporti di vicinato"

pulizia boschi Quanta System

Il territorio comunale di Samarate è sottoposto a una forte pressione antropica. Come purtroppo troppo spesso succede in casi del genere, una diffusa maleducazione porta all’abbandono di rifiuti di ogni genere che trasformano le aree verdi in vere e proprie discariche.

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Questa deprecabile situazione ferisce la sensibilità non solo dei cittadini ma anche di chi a Samarate si reca ogni giorno per lavoro. Per questo motivo, su iniziativa della Rsu Fiom Cgil di Quanta System spa, azienda leader nella produzione di laser per uso medicale, ha preso avvio un progetto di pulizia delle aree verdi.

Spiegano i principali fautori dell’opera Roberto Tomarchio e Alessandro Parenti, rispettivamente rappresentante sindacale e Rappresentante Sicurezza dei Lavoratori: «la partecipazione con alcuni colleghi all’evento Fridays For Future svoltosi a Milano venerdì 27 settembre ci ha spinti a cercare di concretizzare il nostro interesse per la conservazione del territorio. È nata quindi l’idea di dedicare un’ora alla settimana delle nostre pause pranzo alla pulizia degli ambienti circostanti il nostro sito produttivo. In realtà non si tratta di un’iniziativa originale, infatti un tentativo del genere lo avevamo già messo in campo un paio di anni fa. La quantità di immondizia presente e la nostra scarsa convinzione ci avevano però fatto rapidamente desistere».

«Questa volta abbiamo ritenuto che i tempi fossero maturi per estendere l’invito a tutti i colleghi attraverso la creazione di una lista whatsapp. La risposta è stata immediata e positiva. All’iniziativa, partita da quattro persone del reparto Produzione, hanno aderito una trentina di colleghi, operanti in diversi reparti dell’Azienda. La quantità di rifiuti recuperati nei boschi circostanti già dalla prima uscita si è rivelata subito notevole, tanto da rendere necessario il coinvolgimento diretto dell’Azienda che si è fatta carico dello smaltimento e ha ulteriormente patrocinato il progetto con l’acquisto di guanti e pinze telescopiche».

«Considerato il vasto consenso ricevuto abbiamo deciso di dare un nome all’iniziativa. Dopo una rapida consultazione tra gli interessati è stato scelto il nome proposto da Maria Di Chio: PARTETUTTODANOI, per stare a significare la necessità dell’impegno e del coinvolgimento diretto dei singoli nelle iniziative che ritengono valide. Il particolare entusiasmo dimostrato da alcuni colleghi ci ha spinto a muoverci in diverse direzioni per dare maggiore visibilità alla nostra opera. Grazie all’impegno di Marco Turconi e Edoardo Zanzottera sono stati creati un profilo Instagram, un canale Youtube e un sito per divulgare, anche in maniera scherzosa e dissacrante, quanto fatto» (partetuttodanoi@gmail.com; Instagram: @partetuttodanoi; Canale YouTube: Partetuttodanoi – Green Zero).

Rapidamente il progetto ha varcato i confini aziendali e grazie anche all’uso mirato di alcuni social media disponibili come la pagina Facebook Sei di Samarate se e la Bacheca Civica di Samarate, alla nostra associazione informale si sono unite diverse persone residenti, oltre che a Samarate, anche nei comuni limitrofi.

«In sole quattro uscite la quantità di immondizia recuperata si è rivelata purtroppo talmente notevole da dover ripensare le dinamiche dello smaltimento per non creare un marcato disagio all’Azienda. Abbiamo quindi contattato direttamente l’Amministrazione comunale nella persona del neoeletto sindaco Enrico Puricelli che si è subito dimostrato attento e disponibile nei riguardi della nostra iniziativa. Anche grazie all’interessamento della Consigliera Comunale Piera Primerano, lunedì abbiamo avuto modo di incontrarlo per esporli il nostro progetto e concordare con lui le dinamiche dello smaltimento dei rifiuti di cui si farà carico direttamente l’Amministrazione comunale».

In questo momento l’entusiasmo è alle stelle e i progetti in cantiere sono molti; il principale è quello di riuscire a esportare Partetuttodanoi fuori dai confini di Samarate perché quello dei rifiuti nelle aree verdi è purtroppo un problema largamente diffuso nel nostro territorio.
«Per rimanere invece nel nostro piccolo ambito, speriamo che la nostra opera possa servire anche a stemperare il clima di malcelata tensione che si è venuto a creare con alcuni residenti di Via Acquedotto, disturbati dalla presenza del sito produttivo».

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 novembre 2019
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